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NEWSLETTER | 15

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29/11/2021

Bollicine dal Mondo

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Sette, due, uno per un totale di dieci bottiglie. Tante sono raccontate in questa newsletter numero 15. Sette sono italiane e arrivano da Trentino, Marche, Liguria, Sicilia, Oltrepò Pavese e Franciacorta (due). Quindi un metodo ancestrale sloveno e due realtà francesi, uno Champagne e un Crémant.

Il lavoro di una redazione forte della guida di Cinzia Benzi va sempre più a fondo dell’universo bollicine, la lettura di ogni singola uscita sempre più importante e concreta. E siamo solo all’inizio.

Paolo Marchi

Spumante Metodo Ancestrale Puro 2015 - Movia, Slovenia

Movia rappresenta una Slovenia autentica dove produrre vini “Triple A” ossia degli Agricoltori, Artigiani e Artisti significa racchiudere un territorio nei calici. Diciotto ettari di vigneti, per metà distesi sul Collio italiano, sono il patrimonio che i vignerons Mirko e Ales Kristancic coltivano in regime biologico, con l’obiettivo di far nascere capolavori assoluti come Puro: uno spumante metodo classico innovativo. Un blend di Ribolla (40%) e Chardonnay (60%). La base di questa bollicina è creata con vino maturato in legno per quattro anni. Dopo l’imbottigliamento viene indotta la rifermentazione in bottiglia con l’aggiunta del mosto fresco, zero sboccatura, permettendo così al vino di avere lieviti vivi in continua evoluzione. Particolare inconsueto: Movia fornisce con il vino un cilindro in cartone atto a conservare la bottiglia, rigorosamente a testa in giù. Questo kit fa confluire nel collo della bottiglia tutti i depositi eliminati solamente “degorgiandolo”. Occorre immergerne il collo in acqua e ghiaccio e aprire, la pressione del vino farà fuoriuscire il “tappo” di lieviti. Una bollicina finissima, naturale che pervade il naso, dalle note di mirtillo e lievi accenni di erbe aromatiche. Persistente nota iodata che si ritrova all’ assaggio. Freschezza rima con croccantezza tipica della crosta di pane e della frutta secca tostata. Sorso indescrivibile perché in continua evoluzione.

Cinzia Benzi

Verdicchio di Matelica Spumante DOP Metodo Classico Brut 2015 - Borgo Paglianetto, Marche

Le Marche sono in simbiosi col Verdicchio; e se il nome della regione è al plurale, anche il suo vino di punta lo è: pluralità di territori, denominazioni, condizioni pedoclimatiche e microclimi. La dimostrazione è nell’unica vallata della regione che va da nord a sud, nell’alto Esino, dove si concretizza la magia del Verdicchio di Matelica. Alle spalle del Monte San Vicino, il clima diventa continentale, regalando abbondanti nevicate invernali e fresche notti estive: così il verdicchio cambia, esaltando maggiormente le componenti acide e i profumi floreali. Al contrario dei Castelli di Jesi, la spumantizzazione a Matelica non è mai stata una tradizione radicata, malgrado i buoni presupposti. Borgo Paglianetto, azienda nata nel 2008 da cinque amici e soci, ha cercato di imporre subito la sua visione di Matelica, rispettandone carattere e peculiarità sin dalla vigna attraverso l’agricoltura biologica. Territorialità riscontrata anche nel Metodo Classico: il Brut 2015 ha olfatto di fiori bianchi e mandorla, con note piccanti e balsamiche di zenzero e menta. Un respiro montano e salmastro al tempo stesso, accompagnato da un sorso scorrevole, dal dosaggio equilibrato e dall’acidità vigorosa, giocato più sulla freschezza della frutta a polpa bianca che sulla sapidità. Ghiaccio bollente.

Alessio Pietrobattista

Franciacorta Dosaggio Zero “BC” 2007 - Bosio, Lombardia

A Sud del Lago d’Iseo si trova Corte Franca, una parte della Franciacorta, il territorio nato dalla fusione delle frazioni di Borgonato, Colombaro, Nigoline e Timoline. Un terreno di origine morenica con un clima particolarmente favorevole per l’incontro tra i venti freddi provenienti dalla Valcamonica e la brezza del Lago d’Iseo. In questa realtà franciacortina, la famiglia Bosio decide di intraprendere un nuovo progetto nel settore vinicolo, mediante nuove tecnologie enologiche e agronomiche, cercando di contrapporre la densità delle viti in vigna alle rese finali volutamente basse. Tutto ciò tenendo sempre presente il massimo rispetto verso l’ambiente, la natura e l’ecosistema che insieme regalano uve pregiate, schiette, concentrate. Il Franciacorta Dosaggio Zero “BC” 2007 rappresenta il miglioramento della cuvée Boschedòr essendo rimasta più a lungo a maturare sui lieviti. Da qui l’enigma dell’acronimo: B.C, Boschedòr Continua. La composizione si divide esattamente tra Pinot Nero e Chardonnay. Il colore giallo carico tendente al dorato dichiara l’olfatto che spazia dal floreale leggermente appassito al fruttato maturo, all’agrumato candito implementato da note speziate e torrefatte. Il sorso è ricco, barocco con una trama strutturata e una piacevole cremosità.

Andrea Grignaffini

Crémant du Jura Brut Nature - Domaine Pignier, Francia

Domaine Pignier, quindici ettari di proprietà e 60.000 bottiglie prodotte ogni anno, è condotta da tre i fratelli, Jean-Etienne, Antoine e Marie-Florence: qui, in questa Maison storica dello Jura risalente al XVIII secolo, si pratica la biodinamica fin dalla fine degli anni ‘90 con impianti di vecchie vigne, soprattutto delle varietà tradizionali del territorio come Pulsard, Trousseau e Savagnin. Le cantine risalgono addirittura al XIII secolo e furono fatte scavare dai monaci Certosini: oggi contengono grandi botti, barriques e cuvée ovoidali in cemento. Ogni vino di Domaine Pignier rivela forte personalità, con uno stile enologico che affonda le radici nella tradizione senza mai trascurare la bevibilità.

Crémant du Jura Brut Nature s.a. è uno Chardonnay in purezza su basi dell’annata 2018. Ci ha colpito, in particolare, il carattere di un vino che è palpitante, dotato di una struttura imponente, ma anche di un’estrema raffinatezza e delicatezza. Il bouquet è ammaliante, tra la ricchezza di un frutto maturo, tropicale, ben integrato a note speziate e tostate. Al palato non delude: sapido, graffiante, sfodera un’acidità bilanciata ed offre una bollicina di grande finezza. Un vino di materia, piacevolissimo, con un encomiabile finale di mandorla amara.

Bruno Petronilli

Spumante Metodo Classico Blanc de Blancs - Monsupello, Lombardia Oltrepò Pavese

Le origini di Monsupello, azienda agricola della famiglia Boatti, risalgono al 1893 e ai primi due ettari di vigneti di proprietà in quel di Cà del Tava, comune di Oliva Gessi, in Oltrepò Pavese. La cantina fu invece costruita nel 1914 a Torricella Verzate, l’attuale sede, a seguito dell’acquisizione del podere La Borla a cui si aggiunsero, a partire dal 1959, altri ettari vitati tra Casteggio, Redavalle e Pietra de’ Giorgi. Un ampliamento voluto grazie alla lungimirante e propulsiva opera di ammodernamento dell’indimenticato Carlo Boatti, grande uomo e grande viticoltore, purtroppo scomparso nel 2010. Oggi sono i figli Pierangelo e Laura, assieme alla madre Carla Dallera Boatti, a gestire l’azienda e i suoi cinquanta ettari vitati. E proprio dall’estro e dalla passione enologica di Pierangelo, coadiuvato dal bravo enologo Marco Bertelegni, è nata, recentemente, una nuova etichetta che omaggia e valorizza lo Chardonnay in purezza, in un territorio tanto vocato e noto per la spumantistica da uve Pinot nero. Il Blanc de Blancs di Monsupello - almeno 50 mesi sui lieviti e dosaggio extra brut - è un metodo classico austero, complesso, fine e persistente che certo ben si adatta ad un utilizzo gastronomico, ma che, come solo i migliori spumanti possono ambire, è forse meglio godere in assolo.

Luca Torretta

Metodo Classico Brut Etna Doc - Palmento Costanzo, Sicilia

La filosofia di Mimmo e Valeria Costanzo ha l’obiettivo di valorizzare il territorio, mantenendo l’antica tradizione etnea della coltivazione ad alberello dei vitigni autoctoni. L’azienda, certificata biologica, coltiva, tra i 600 e gli 800 metri di altitudine, diciotto ettari nei quali alcune piante, prefillossera, hanno oltre 120 anni di età. Il Metodo Classico Brut Etna Doc 2018 è 100% Nerello Mascalese proveniente da contrada Santo Spirito, nel borgo di Passopisciaro, comune di Castiglione di Sicilia, nel versante nord del Vulcano. I terreni sono composti da sabbie vulcaniche con sassi e rocce efflusive, basse rese per pianta, uve di qualità e concentrazione. La fermentazione alcolica avviene a temperatura controllata in acciaio con lieviti indigeni, l’affinamento è di circa 24 mesi in cantina e il dégorgement è stato effettuato a marzo 2021 con un dosaggio di 5 g/l. Ventaglio aromatico di agrumi, dal limone al mandarino, profumi di frutta estiva, mela e nespole, affascinante bouquet floreale di ginestra aromatiche, erbe e di montagna, note speziate di ginger oltre una mineralità sulfurea tipica del Vulcano. Al gusto effervescenza dinamica e vibrante che esprime giovinezza, eleganza e mineralità, firma del terroir, in un finale lungo di buona persistenza.  Spumante emozionante pensando alla magnificenza dell’Etna.

Manlio Giustiniani

Champagne Louis Roederer Collection 242 , Francia

Amo ciò che si muove nei limiti degli equilibri, e l'equilibrio è il prototipo che precede la fama di Jean Baptiste Lecaillon. Non amo invece gli assoluti, cullo con piacere i relativi, quindi non dirò che considero lo chef de cave di Louis Roederer il professionista più illuminato, competente, preparato ed affabile di tutta la Champagne. Però, il mio giudizio si avvicina molto a questa affermazione. Non voglio dire che sia l’unico, sia chiaro, ma il suo lavoro certosino ovvero pazienza e precisione, la sua intuizione ritengo abbiano ben pochi uguali non solo in Champagne ma in tutto il mondo enologico. Per questo motivo Lecaillon e Roederer si possono permettere di cambiare, anzi, di far evolvere un prodotto tra i più apprezzati negli ultimi lustri tra i prodotti base, sans-année, e inserire nell’offerta una cuvée tutta nuova, un’avanguardia che è già attualità e storia in divenire. Collection 242, la 242esima vendemmia, nel 2017, che corrisponde al 56% del contenuto di questa cuvée. L’altro 44% si compone per il  34% di réserve perpetuelle e 10% di vini di riserva invecchiati in rovere. Freschezza ed elegante ossidazione in mirabile equilibrio. Chapeau!

Luca Turner

Franciacorta Docg Satèn - Corteaura, Lombardia

Dalla cantina franciacortina di Adro escono circa centomila pezzi l’anno: una dimensione a portata di famiglia. Così la pensano Federico Fossati e sua madre, Federica Massagrande che, sostenuti dall’esperienza spumantistica di Pierangelo Bonomi, hanno avviato l’attività nel 2009. Dalle uve dei sei ettari di proprietà e da selezionatissimi conferitori di zona vengono fuori prodotti sempre di ottimo profilo. Tra un Brut davvero fresco e delicato e un Pas Dosè più austero e fragrante, spicca per eleganza e armonia il Franciacorta Satèn, 100% Chardonnay. La tipologia Satèn, che ha determinato la fortuna e l’originalità della Docg bresciana per più di un decennio, ha rischiato (e rischia) di rimanere schiacciata dalla richiesta di spumanti dal gusto affilato e minerale. Per riconciliarsi con passi gustativi più accoglienti ma davvero sostanziosi e raffinati c’è da bussare alla porta della cantina della “tartaruga”: almeno 40 mesi sui lieviti - dopo una prima fermentazione in solo acciaio - portano ad una finezza di tratto olfattivo che ci ricorda profumi di pesca tabacchiera, gelso bianco e fresia, con un guizzo speziato di pepe rosa. L’attesa e cercata cremosità di gusto si mostra con carattere elegante, discreto e trascina verso una persistenza leggera e rinfrescante. Bonus qualità-prezzo.

Monica Coluccia

Spumante Metodo Classico Molinàr - Pojer & Sandri, Trentino

Capofila dell’eccellenza enologica trentina, Pojer e Sandri prende vita nel 1975, grazie al fortunato incontro tra Fiorentino Sandri e Mario Pojer, che realizzano il sogno di produrre vini di pregio dai vigneti posti tra la Valle dell’Adige e la Valle di Cembra. Il terreno designato allo scopo si trova sulla collina di Faedo, area storicamente poco vocata a produrre uve di qualità, su cui Fiorentino e Mario decidono di investire. L'azienda conta oggi più  di 30 ettari vitati, suddivisi in diversi appezzamenti, coltivati nel massimo rispetto dell’ecosistema. Norme rigorose e metodi sostenibili governano la gestione della campagna e garantiscono la naturale fecondità della terra. La stessa filosofia è applicata in cantina, riducendo al minimo le aggiunte esogene e abolendo qualsiasi sostanza in contrasto con l’essenza più pura del vino. “Molinàr”, che nel nome richiama il Meunier (mugnaio) da cui è prodotto, ma anche la storia dei Sandri, detti i “molinari”, e la località di produzione, località Molini, è un metodo classico dai profumi di rosa canina, melograno ed erbe officinali, con un sorso pieno, carnoso e succoso, dal piacevole allungo salino.

Adele Granieri

Metodo Classico U bertu Dosaggio Zero 2014 - La Vecchia Cantina, Liguria

Quella della Vecchia Cantina è una storia di famiglia, che da generazioni coltiva la passione per il vino a Salea d’Albenga. Siamo in provincia di Savona, nella Liguria di Ponente, l’uva Pigato è una delle varietà a bacca bianca che trova in queste zone il suo habitat ideale. Il sogno di Umberto e di tutta la famiglia Calleri era quello di fare un Pigato di grande qualità, coltivando e lavorando le uve di proprietà in modo attento e rispettoso. Da sempre hanno declinato questa varietà in modi diversi. Vulcanico e lungimirante, il nonno Umberto aveva fatto alcune prove di spumantizzazione all’inizio degli anni 2000 e complice la passione per le bollicine del genero Ennio, arriva nel 2011 la produzione del loro primo metodo classico, capace di restituire la felice espressione di questa varietà. Nel loro millesimato 2014 “U Bertu” - così chiamato proprio per dedicarlo al nonno Umberto - siamo in presenza di un 100% di Uve “Pigato”, prodotto in solo 2000 bottiglie. Uno spumante Nature dal colore dorato brillante, un’esplosione di profumi con note di frutta a guscio che si intrecciano alle nuances floreali di ginestra, agrumi e frutta candita. Un complesso corredo aromatico con una cremosità gustativa intrigante, dalla bellissima sapidità e di grande eleganza.

Fosca Tortorelli

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