Il tempo ieri di ringraziare tutti coloro che all’interno di Eataly Chicago hanno contribuito alla buona riuscita della quarta edizione di Identità Chicago ed eravamo già con la testa a New York. Oggi, lunedì 9 ottobre, giornata di trasferimento e di controlli perché tutto sia pronto a Eataly Flatiron.

Non sprecare il pianeta: la verità nel piatto sarà il filo conduttore delle lezioni di Massimo Bottura e Eric Ripert, Virgilio Martinez e Roberto Cerea (Ambasciatore di East Lombardy - Regione Europea della Gastronomia 2017), Ana Roš e Caterina Ceraudo. Primissime a salire sul palco proprio queste ultime, Ana Ros e Caterina Ceraudo.

E quando anche New York sarà alle spalle, ci sarà spazio e tempo per debuttare a Boston venerdì prossimo con una cena davvero speciale. Un nuovo tassello, importante. E tra di noi già parliamo della costa ovest, di Los Angeles e San Francisco e di quanto sarebbe importante esserci anche in California. Prima però godiamoci New York e Boston.

Paolo Marchi

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Newsletter 501 del 09 ottobre 2017

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Il tempo ieri di ringraziare tutti coloro che all’interno di Eataly Chicago hanno contribuito alla buona riuscita della quarta edizione di Identità Chicago ed eravamo già con la testa a New York. Oggi, lunedì 9 ottobre, giornata di trasferimento e di controlli perché tutto sia pronto a Eataly Flatiron.

Non sprecare il pianeta: la verità nel piatto sarà il filo conduttore delle lezioni di Massimo Bottura e Eric Ripert, Virgilio Martinez e Roberto Cerea (Ambasciatore di East Lombardy - Regione Europea della Gastronomia 2017), Ana Roš e Caterina Ceraudo. Primissime a salire sul palco proprio queste ultime, Ana Ros e Caterina Ceraudo.

E quando anche New York sarà alle spalle, ci sarà spazio e tempo per debuttare a Boston venerdì prossimo con una cena davvero speciale. Un nuovo tassello, importante. E tra di noi già parliamo della costa ovest, di Los Angeles e San Francisco e di quanto sarebbe importante esserci anche in California. Prima però godiamoci New York e Boston.

Paolo Marchi

Identità Chicago e il fagiolo d'acciaio

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Si è conclusa da poche ore la quarta edizione di Identità Chicago. Quattro lezioni, una cena itinerante ai due lati opposti di Eataly Chicago, tante idee e buon umore. Immancabile il pellegrinaggio di tutti noi al Bean del Millennium Park, la scultura di acciaio inossidabile a forma di fagiolo, concepita dall'indo-britannico Anish Kapoor. Inaugurato il 15 maggio 2006, in pochi anni ha scalzato il Navy Pier come metà più visitata della città. Negli ultimi 6 mesi del 2016 ha attirato 12,9 milioni di visitatori. (foto Zanatta)

Dine Around, a caccia di pasta e pizza

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Sabato sera c'è stata una prima positiva edizione di Dine Around da Eataly Chicago, una formula già sperimentata con successo a Identità New York l'anno scorso. Anche qui, c'è stata una grande risposta del pubblico che rimbalzava dalle due sale per assaggiare la pasta di Davide Oldani e Luciano Monosilio, le pizze dei ragazzi di Bioesserì e quelle di Corrado Scaglione (nella foto, la coda davanti a lui) e al dessert di Katia Delogu di Eataly Chicago. Un successo che dobbiamo anche alla sete di carboidrati degli atleti che avrebbero corso la maratona il giorno dopo. E che contiamo di bissare mercoledì a Eataly Flatiron (Brambilla/Serrani)

Dine Around, la pizza di Corrado Scaglione

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La Pizza con spuma di mozzarella e melanzana fritta di Corrado Scaglione. Ha sbancato al Dine Around (foto Brambilla/Serrani)

Dine Around, la carbonara di Monosilio

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Passa il tempo, cambiano i continenti ma la Carbonara di Luciano Monosilio è sempre una calamita per tutti (foto Brambilla/Serrani)

Il phon di Davide Oldani

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Davide Oldani, chef del D'O di Cornaredo (Milano) in una curiosa posa mentre raffredda gli spaghetti col phon (sullo sfondo, il presentatore delle lezioni di Chicago e New York, Vince Gerasole). E' un passaggio della ricetta Cartoccio, che abbiamo raccontato sul nostro sito (foto Zanatta)

Impastare da Milano a Portland

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Identità Chicago era iniziata con una lezione a più mani sulla pizza. Erano quelle di Sara Minnick (Lovely’s Fifty Fifty a Portland, sulla West Coast americana) nella foto retta dal team Bioesserì (da sinistra a destra: Fabio La BarberaVittorio e Saverio BorgiaFederico Della Vecchia. (Brambilla/Serrani)

Fernando Darin, il pizzaiolo brasil-italo-americano

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Il braccio tatuato di Fernando Darin, pizzaiolo di origini italiane, oggi chef e pizzaiolo del Ray’s & Stark Bar nel Museum of Modern Art di Los Angeles. Ha tenuto una lezione interessante sulla pizza napoletana con Corrado Scaglione (leggi qui) (foto Brambilla/Serrani)

Il simposio della pizza

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In coda alla loro lezione, Corrado Scaglione e Fernando Darin sono stati raggiunti dalla collega Sarah Minnick e da Piero Gabrieli di Molino Quaglia. Moderati da Vince Gerasole, hanno dato vita a un breve e intenso simposio in cui ci si è confrontati sui temi del localismo (importante per tutti i presenti), della provenienza delle farine («L’Italia oggi importa il 70% del grano per le farine dall’estero, un dramma», ha spiegato Gabrieli) e della moda dei grani antichi, in molti casi una mania irrazionale. Tutti d’accordo su un concetto: «Negli ultimi anni», ha sintetizzato Darin, «la pizza si sta guadagnando un rispetto mai conosciuto prima». (foto Zanatta)

Felicetti e Monosilio, legami di pasta

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Riccardo Felicetti di Monograno Felicetti, stretto tra i cuochi di Pipero a Roma Marco Veronelli e Luciano Monosilio (chef). Quest'ultimo ha sviluppato una frizzantissima masterclass sulla pasta con Sarah Grueneberg, cuoca di Monteverde a Chicago (leggi qui)

La carica di Sarah Grueneberg

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Una simpatica immagine di Sarah Grueneberg e Luciano Monosilio prima della loro lezione a tutta pasta. I loro ragionamenti non sono mai banali e questo è importante. E poi la carica di simpatia di entrambi.

Quando Vince Gerasole ha domandato loro se avevano appreso qualcosa di nuovo dal collega, la texana ha preso il microfono quasi strappandolo al romano: «Rispondo prima io Luciano così ti tolgo dall’imbarazzo di rispondere “niente”». Il tutto condito da risate. In verità niente non è vero e questo ha reso bella l’ora trascorsa con loro in cattedra.

Alinea, al centro di uno spettacolo

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«Siate puntuali», si raccomandano tanto i responsabili delle prenotazioni di Alinea ed è quasi un consiglio superfluo visto che hai già pagato con buon anticipo cena, tasse e servizio, in pratica una mancia pari al 20% del menù degustazione scelto, nel nostro caso quello lungo.

9.15 pm, secondo turno al tavolo unico, 16 commensali in tutto, quattro ore di bontà e qualità come raramente accade. Ti accorgi presto di essere al centro di uno spettacolo incredibile, con cambio di scene tra gli stuzzichini e la cena vera e propria. Vieni chiamato in cucina per l’aperitivo e quando ritorni al tuo posto la sala ha un aspetto completamente diverso. Prima eri in un sogno, poi sarai a tavola e per quattro ore. Che non peseranno affatto.

Polli da sballo al River Roast

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Chicago è anche il pollo arrosto intero di John Hogan del River Roast, un locale scenografico sulle rive del fiume Chicago, di proprietà di Tony Mantuano, l'italo-americano al timone di Spiaggia (vedi sotto). Il Whole chicken (a destra nella foto in cui compaiono accanto anche costolette di maiale) è affumicato per 12 ore, una notte intera, nel legno di melo e, appena fuori, tenuto in forno per un quarto d'ora. Croccante fuori, tenero dentro (foto Marchi)

Tre cuochi sul Chicago River

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Davide Oldani stretto tra John Hogan, chef del River Roast e il patron Tony Mantuano

Tutti in coda per la pizza di Bonci

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Il 15 agosto scorso ha aperto a Chicago, indirizzo 161 North Sangamon street, la pizza al taglio del panificatore Gabriele Bonci, celebre per la pizza al taglio di Pizzarium a Roma. Siamo andati alle 18 di sera e c'era già una lunga fila di gente. "E' la prima di una lunga serie di aperture all'estero", ci spiega il cuoco, "vogliamo portare la pizza di qualità nel mondo". A Chicago è già pronta una seconda apertura, in primavera. Tante altre seguiranno (foto Zanatta)

La Bistecca alla Fiorentina di Mantuano

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La monumentale Bistecca alla Fiorentina di Spiaggia, ristorante aperto nel 1984 da Tony Mantuano. 32 anni dopo è sempre lui l'indiscusso numero uno della cucina italiana in Illinois. "Perché gli italiani faticano ad aprire qui in città?", ci ha raccontato in una lunga intervista di prossima pubblicazione, "perché gli affitti sono carissimi e la competizione spietata" (foto Zanatta)

In 40mila per la maratona di Chicago

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Ieri si è corsa la 40ma edizione della Chicago Marathon. L'ha vinta, per la prima volta dal 2002, un atleta statunitense, il mezzofondista e maratoneta Galen Rupp. 40mila i partecipanti sfilati sotto al nostro hotel, in una splendida giornata di sole (foto Zanatta)

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