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27/09/2021

Bollicine dal Mondo

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In questa uscita di Bollicine del Mondo, la numero 14, raccontiamo quattro Champagne, un Metodo Classico a base Riesling tedesco e quattro bottiglie italiane, per la precisione una arriva dalla Romagna ed è a base Sangiovese, una seconda dalla confinante Emilia, Pinot nero e Chardonnay, la terza dalla Franciacorta in Lombardia e l’ultima dalla Sicilia, un Etna rosato.

Mi piace molto leggere di una peculiarità di Cristal, così famoso da avere oscurato il nome della Maison che lo produce, la Roederer. Più della metà degli ettari della casa, complessivamente 240, per una produzione annua tra i 3,5 e i 4 milione di bottiglie, ben 140 sono a regime biodinamico. Questo fa di Roederer il più grande produttore bio della regione. Un motivo in più per gustare una leggenda che si rinnova a ogni vendemmia. C’è la storia e c’è un presente altrettanto splendido.

Paolo Marchi

Spumante Metodo Classico Blanc de Noir - Vindice Pas Dosé - Poggio della Dogana

Siamo a Poggio della Dogana, Terra del Sole (Forlì-Cesena), una giovane realtà vinicola che sorge sul poggio dove si ergeva la dogana di passaggio di confine storico tra Romagna Pontificia e Granducato di Toscana. Questa è un’azienda agricola nata, nel 2017, da tre amici imprenditori nel campo delle energie rinnovabili e alle spalle una solida esperienza nel settore finanziario. I fratelli Rametta e Cristiano Vitali hanno idee chiare su cosa produrre e sulla volontà di alzare l’asticella della qualità dei vini romagnoli perseguendo l’attitudine alla sostenibilità. Poggio della Dogana significa venti ettari vitati tra Castrocaro Terme e Brisighella; vigneti condotti totalmente in regime biologico e certificati a livello europeo. A curarsene è Francesco Bordini, agronomo winemaker, grande esperto di vitigni romagnoli e professionista piuttosto non convenzionale in ambito enologico. Vindice Pas Dosé è, appunto, un metodo classico fuori dagli schemi: una bollicina contemporanea che esprime il terroir romagnolo attraverso una produzione di quattromila bottiglie nate da una vinificazione in bianco di uve Sangiovese di Romagna. Lenta pressatura con pressa verticale e fermentazione, in tini d’acciaio, a temperatura controllata. Nella primavera seguente la raccolta delle uve Bordini decide di far partire una seconda fermentazione con una sosta sui lieviti di almeno 18 mesi con zero dosaggi. Al naso è un’esplosione floreale con stemperate note di frutta gialla. Il sorso decisamente verticale lascia il posto alle tostature, oltre a un inedito tocco di liquirizia. Fresco, sapido, immediato e senza dubbio rivoluzionario.

Cinzia Benzi

Spumante Metodo Classico Extra Brut - Il Pigro Dosaggio Zero 2017 - Cantine Romagnoli

In una terra che ha sempre parlato la briosa lingua delle bollicine da rifermentazione, mettersi a produrre metodo classico sarebbe come aver visto la nazionale giamaicana di bob vincere la medaglia a d’oro a Calgary ‘88. L’ingegner Romagnoli la sua personale medaglia l’ha vinta grazie a un progetto tanto ambizioso quanto inusuale, messo a dimora a Villò di Vigolzone (Piacenza). Cantine Romagnoli è una realtà nata e pensata per il metodo classico. Un attento studio e selezione attorno ai cloni migliori di Chardonnay e Pinot Nero, per poter forgiare uno stile che nel tempo è stato rafforzato grazie all’ingresso di Alessandro Perini. Il suo entusiasmo ha donato nuovo impulso all’azienda, portandola con decisione verso una qualità ecosostenibile, dando slancio a Il Pigro, la linea di punta di bollicine. Un nome curioso, coniato da Romagnoli che, incalzato dal cantiniere impaziente di sboccare quegli spumanti, rispondeva: «Lascialo lì che è pigro». Il Dosaggio Zero 2017 in realtà non sa cosa sia la pigrizia: da 60% Pinot Nero e 40% Chardonnay, ha olfatto di bianca e gessosa mineralità, con il tempo a restituire i tratti fruttati dell’uva rossa che virano su toni più scuri. La bocca è asciutta, consistente, ricca di polpa e sapidità che ne allungano il sorso. Anticonformista.

Alessio Pietrobattista

Champagne Cuvée Riche Demi-sec AR Lenoble

AR Lenoble è la più piccola fra le maison che fanno parte dell’Unione delle Grandi Marche e una delle poche a essere rimasta di famiglia e indipendente. Ancor oggi Anna e Antoine Malassagne (titolari di Lenoble dal 1915) si occupano del lavoro in vigna e in cantina. Sono 380mila le bottiglie prodotte nei 18 ettari di proprietà situati, per gran parte, nel celebre Grand Cru di Chouilly nella Cote des Blancs, coltivato a Chardonnay e la parte rimanente nel Premier Cru di Bisseuil, sulla montagna di Reims, coltivato a Pinot Noir con l’aggiunta di una piccola quota di Pinot Meunier conferite da vignerons nel Permier Cru di Damery, nella Valle della Marna. Da vent’anni praticano l’agricoltura “raisonnée” tanto da fregiarsi della certificazione HVE: Haute Valeur Environnementale. Lo stile della maison parla di elegante compostezza, della sapiente composizione delle cuvée (parte in “fûts de chêne”) e dell’utilizzo mirato dei vini di riserva che, in unione a dosaggi sempre molto misurati, determinano un risultato di grande piacevolezza e scorrevole, sinuosa, sapidità. La Cuvée Riche è un demi-sec della stessa composizione della Cuvée Nature (base annata 2016 con 8% da “fûts de chêne” e aggiunta del 18% di vini di riserva) ma con un dosaggio di 34 g/l. Lo zucchero aggiunto non sovrasta mai la scintillante brillantezza e la struttura acida garantisce pulizia e scorrevolezza.

Andrea Grignaffini

Champagne Cristal 2013 Louis Roederer

«Nel 2008 ho fatto un nuovo Cristal, nel 2012 un Cristal moderno e nel 2013 il Cristal dei Cristals»: così Jean-Baptiste Lécaillon, chef de caves di maison Louis Roederer, descrive l’ultima attesissima annata di uno champagne oramai leggendario. La 2013 ha avuto un ciclo vegetativo particolarmente tardivo, con un inverno interminabile e una timidissima primavera, con fioritura i primi giorni di giugno. Un’estate radiosa, con sole da record e poche precipitazioni, ha favorito la maturazione di Pinot Noir e Chardonnay e la vendemmia di ottobre ha garantito vini eleganti di intensa freschezza. Assemblaggio classico, ovvero 60% di Pinot Noir e 40% di Chardonnay, provenienti dai vigneti della Rivière, della Montagne de Reims e della Côte de Blanc. Il colore e la concentrazione cromatica raccontano un Cristal 2013 costruito attorno a una grande materia. Bouquet profondo, di frutta matura a tratti caramellata, di spezie di intensità irresistibili, con note boisé, grande muscolarità ma anche estrema leggerezza, nelle nuance vegetali e minerali. Al palato è una fucilata di vivacità, tra agrume candito e un perlage finissimo di seta, avvolgente e lunghissimo. Cristal 2013 è il prototipo dell’armonia, tra potenza e lievità.

Bruno Petronilli

Metodo Classico Riesling Grande Réserve 2008 - Raumland

La passione per la spumantistica di Volker Raumland è un percorso iniziato tra i vigneti dell’azienda di famiglia a Bockenheim, proseguito con gli studi in viticoltura ed enologia a Geisenheim e consolidato prima dall’incontro con la moglie, Heide-Rose Wöhrwag, e poi nel 1990 dall’acquisto di Villa Merkel, assieme a quattro ettari di vigneto, in quel di Flörsheim-Dalsheim. Un progetto familiare in costante crescita, alla cui realizzazione dal 2019 concorrono anche le figlie Marie-Luise e Katharina, con l’ambizioso obiettivo di produrre anche in Germania un metodo tradizionale di altissima qualità. Una qualità testimoniata sia dall’ammissione alla Verband Deutscher Prädikats und Qualitatätweingute (Associazione indipendente dei produttori di qualità) con adesione al recentissimo VDP Sekt Statut che sancisce severi requisiti di produzione per i vini spumanti tedeschi, sia dagli assaggi. Tra questi ci ha particolarmente colpito il Riesling Grande Réserve 2008: è prodotto con uve raccolte a mano dalle parcelle di Rheinhessen e Pfalz, pressate a grappolo intero e vinificate al 69% in acciaio inossidabile e al 31% in botte di legno. La sosta di almeno 120 mesi sui lieviti e il dosaggio a 4,4 g/l lo rendono un metodo classico di straordinaria sapidità, tensione, finezza e complessità.

Luca Torretta

Champagne Val Charpignat 2015 - Etienne Sandrin

Anne, ingegnere agronomo, e Étienne Sandrin, avvocato, nel 2006 decidono di riprendere le vigne della famiglia Sandrin con il desiderio di creare un progetto di vita diversa, iniziando la conversione biologica nel 2013 e, l’anno successivo, quella biodinamica. Il terreno di proprietà della maison Sandrin, 10 ettari di vigne su un terroir kimmeridgiano, è composto da 12 parcelle con predominanza di Pinot Noir, e una produzione di circa 7mila bottiglie. Il Val Charpignat 2015, Pinot Noir in purezza, proveniente dal lieu-dit omonimo a Celles sur Ource nella Côte des Bar, è il primo parcellare millesimato della maison, prodotto in sole 500 bottiglie. La vinificazione avviene con svolgimento della malolattica in acciaio con fermentazione spontanee. Affinamento di 4 anni sui lieviti, dégorgement a luglio 2020 con un dosaggio di 2,5 g/l. È uno champagne che esprime un bouquet floreale, seguito da aromi fruttati di fragoline di bosco, more e ribes, sentori agrumati di mandarino e note speziate. Al palato una bella freschezza bilancia la morbidezza e la rotondità. L’effervescenza ha una cremosità gentile, con un finale intenso, minerale su note marine di coquillage. Elegante e di personalità, pura espressione di una parcella, di un’annata e della mano del produttore.

Manlio Giustiniani

Spumante Metodo Classico Secolo Novo Giovanni Biatta 2009 - Le Marchesine

Comprendere come uno Chardonnay possa esprimersi a seconda del territorio in cui vive è cosa risaputa per gli addetti ai lavori e gli appassionati. E questo da secoli addietro, quando anche Publio Virgilio Marone scriveva: Denique apertos Bacchus amat colles”, letteralmente “quindi il Dio Bacco ama le colline aperte”. La Santissima è la collina di Gussago che guarda la Franciacorta da quasi 300 metri di altitudine. Le Marchesine con Giovanni Biatta hanno stabilito qui il vigneto da cui lo Chardonnay deve raccontare e trasmettere attraverso la cuvée di punta il saper fare dell’azienda franciacortina. Massima cura e attenzione che si tramanda di padre in figlio alla ricerca di un consenso che possa mettere d'accordo i palati più esigenti. Selezioni di uve e lieviti, vinificazione tanto accorta quanto ricercata, dosaggio al minimo, tempo e pazienza sono gli ingredienti di una ricetta di successo che caratterizzano e connotano il Secolo Novo 2009 Giovanni Biatta. Ossidazione minima all'occhio ed al naso, un bel colore che annuncia un palato vigoroso di giusta viscosità. Vibrante e sapido. Vino decisamente gastronomico ad ampio spettro.

Luca Turner

Champagne Cuvée n° 744 Extra-Brut - Jacquesson

Nella classifica dei migliori rapporti qualità prezzo provenienti dalla Champagne, la Cuvée 7 dei fratelli Chichet merita il podio a ogni uscita, spesso il gradino più alto. L’infilata di perle iniziò con la 728 che aveva come riferimento l’annata 2000: una rivoluzione di stile che ha determinato, grazie alla qualità costante di tutte le Cuvée 7 a seguire, la solidità del brand Jacquesson. La Cuvée n° 744 racchiude il miglior frutto dell’annata 2016, in cui il Pinot Noir pare imporre il suo charme. Assieme alla quota di Meunier arriva dalle parcelle di Aÿ, Dizy e Hautvillers a coprire il 55% del blend; allo Chardonnay di Avize e Oiry è destinato il 45%. L’utilizzo di “quelques vins de reserve” rifinisce quel “gusto Chichet” dal quale si resta immancabilmente soggiogati. Si fa trovare sempre pronta: una ginnasta tutta muscoli ma dal gesto preciso ed elegante. Dosata 0,75 g/l e con un contenuto di solfiti sempre risibile (sotto i 40 mg/l) questa sboccatura del novembre 2020, in commercio da pochi mesi, presenta un intreccio aromatico affascinante di agrumi maturi, spezie orientali e pane tostato che anticipa una tessitura gustativa cremosa in avvio. Dietro l’angolo c’è un bel caratterino pimpante, speziato, marino e ancora agrumato che ruba quasi subito la scena. Categoria gourmet: “Dove lo metti sta”.

Monica Coluccia

Etna Spumante Doc Rosato Metodo Classico Brut 2017 “Caterina di Plachi” - Tenute Mannino di Plachi

Tenute Mannino di Plachi ha una storia pluricentenaria, iniziata nel 1800 con il commercio delle arance di Sicilia in tutta Europa e nel Nord America. Oggi l’azienda è suddivisa in tre poderi: Tenuta Pietra Marina, collocato nel versante Nord dell’Etna, a circa 550 metri sul livello del mare, dove si coltivano Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio; Le Sciarelle, sul versante Sud dell’Etna, dedicato Carricante e Catarratto; e Tenuta del Gelso, dove un esteso appezzamento di terreno è coltivato con agrumi, ortaggi e ulivi.  Fiore all’occhiello della produzione vitivinicola aziendale è la spumantistica, rappresentata egregiamente dall’Etna Spumante Doc Rosato Metodo Classico Brut “Caterina di Plachi”, ottenuto da uve di Nerello Mascalese in purezza e lasciato riposare per oltre tre anni sui lieviti. L’interpretazione del millesimo 2017 offre al naso note di fiori di biancospino e soffusi richiami di cedro, rabarbaro e melograno, con ricordi di pietra focaia di sottofondo. Il sorso è energico e verticale, sorretto da una ben calibrata spinta acida e reso invitante da una piacevole chiusura agrumata e salina.

Adele Granieri

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