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NEWSLETTER | 12

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19/09/2021

Bollicine dal Mondo

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In questo numero parleremo, sempre con la regia di Cinzia Benzi, di prodotti che arrivano dal Piemonte (due), Puglia, Lombardia, Umbria, Francia e Germania. Siamo contenti e orgogliosi del nostro lavoro tanto che, a differenza delle altre newsletter, questa dedicata alle Bollicine del mondo ha generato un profilo Instagram tutto suo proprio per approfondire quanto già presentato e quanto potremo raccontare ancora. La potete aprire cliccando qui.

Non solo. Francis Scott Fitzgerald amava ricordare come le belle storie si raccontano da sole. Talento purissimo, lo diceva anche per schermirsi, perché adulazioni e lodi gli scivolassero via, però aveva ragione anche se restava – e resta sempre - il problema maggiore: uno deve, comunque, avere in testa l’idea di partenza, una traccia da cui partire. Le belle storie si raccontano da sole, ma non nascono da sole. Ecco, tutti noi stiamo lavorando per potere, tra settembre e ottobre, narrarvi una nostra nuova bella storia.

Paolo Marchi

Vino Frizzante Rosso Metodo Ancestrale - Enzo Boglietti

Il quartier generale dei Boglietti è in Langa. Un’ azienda agricola a conduzione familiare da sempre vocati nel commercio di bestiame, latte, cereali e uve.  Nel 1990 Enzo Boglietti abbandona quest’attività, complice una crisi sui prezzi del latte, decidendo di creare la propria cantina. Una vocazione di vigneron sopita, incoraggiata dal mitico Bartolo Mascarello e altri barolisti. Boglietti inizia a diradare le vigne trasformando la stalla in cantina, prende in  prestito una pompa e una pigiatrice, acquista 5 vasche in acciaio e ripristina il vecchio torchio del nonno. L’obiettivo è chiaro: fare vini di alta qualità che possano rispecchiare quel territorio dimenticando la chimica. I risultati non tardano ad arrivare. 22 ettari vitati di proprietà sparsi tra La Morra, Barolo e Serralunga.  Nebbiolo, Dolcetto, Barbera e Chardonnay si declinano in etichette dalla freschezza e bevibilità immediata e dal 2017 sono certificati bio. Poi arriva la pandemia e il lockdown genera un insolito progetto ideato e curato da Linda e Matteo, giovanissimi figli di Enzo. Nasce il metodo ancestrale frizzante, senza nome, con un etichetta a fumetto, fuori dagli schemi. Un blend con 30% Chardonnay e 70% uve Nebbiolo. Quest’ ultimo lavorato con la tecnica del salasso ossia prelevando il mosto dalla vasca di macerazione nella quale si vinificano le uve rosse e, in seguito, vinificato in bianco per ottenere un colore rosato intenso. Semplicità, freschezza, note aromatiche di rose e piccoli frutti rossi. Mille bottiglie di vino conviviale che porta allegria.  

Cinzia Benzi

Metodo Classico Brut 2017 Cantina Coppola

Di origini siciliane, Orsino Coppola giunse a Gallipoli nel 1489 per sposare Laura Cuti, discendente di una nobile famiglia del luogo, che portò in dote una tenuta di 8 ettari in agro di Sannicola: è l’inizio della storia vitivinicola della famiglia Coppola. Immersa in un polmone verde, tra vigneti, ulivi e un rigoglioso giardino botanico, la cantina sorge a due passi dal mare di Gallipoli, all’interno della Tenuta Patitari Torre Sabea, nel posto dove un tempo vi erano le stalle e un’antica casa colonica. Quattro i corpi fondiari di proprietà: Patitari, corpo vitato principale, coltivato a primitivo; Li Cuti, in agro di Sannicola, coltivato a negroamaro; Santo Stefano, in agro di Alezio, coltivato a negroamaro e vermentino.
Fiore all’occhiello della produzione, le bollicine, passione coltivata,  da sempre, da Carlo e Giuseppe Coppola, concretizzatasi nel 2013, grazie all’apporto tecnico dell’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi, in tre metodo classico da uve negroamaro vinificate in bianco. Il Metodo Classico Brut 2017 profuma di cedro e brioche, con soffusi richiami floreali e un intenso sottofondo iodato. Il sorso pieno e carnoso si muove con grande armonia e si chiude con un piacevole finale salino.

Adele Granieri

Champagne Hugues Godmé Reserve Brut

La Champagne è stata per secoli uno dei primi avamposti a nord nella coltivazione della vite. Gli ormai famigerati cambiamenti climatici hanno certamente sparigliato le carte in tavola: la regione effervescente più famosa al mondo, si trova a dover affrontare un clima che, per certi versi, consente di rivedere i protocolli del passato, soprattutto agronomici. La rivoluzione a tinte verdi, partita dai piccoli vigneron, si è mossa proprio in questo solco, rendendo un'opportunità di cambiamento quel calore insolito e quella solarità mai riscontrata nella regione. Tra questi, Hugues Godmé, vigneron da cinque generazioni, sin dal 2006 ha intrapreso un percorso biologico e biodinamico nelle parcelle di proprietà che trovano il fulcro a Verzenay, villaggio Grand Cru da cui nascono alcune delle più importanti cuvée di Champagne. Il biglietto da visita è il Réserve Brut, classico assemblaggio che esprime un olfatto fresco, finemente erbaceo, con tocchi amari di genziana, un cenno di assenzio: un ingresso in erboristeria con una incursione dallo speziale, per concludere la passeggiata tra succosi agrumi. La bocca conferma carattere, un continuo rilancio del sorso sotto forma di acidità e sapidità mirabilmente bilanciate, una piacevolezza che non lascia indifferenti. Equilibrista.

Alessio Pietrobattista

Spumante Brut Metodo Classico Nature Marcalberto

Tra le prime a credere a livello europeo nella possibilità di produrre un Metodo Classico senza aggiunta di Solfiti è stata una piccola azienda a conduzione familiare gestita dai fratelli Marco e Alberto Cane.  I due nomi propri si sono fusi come il loro spirito effervescente. Nasce appunto per fusione Marcalberto. Siamo a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo, nelle Alte Langhe astigiane, ad un altitudine tra i 300 e 500 metri sulla base di terreni calcarei e marnosi: qui l’azienda conduce i nove ettari vitati a pinot nero e chardonnay. In un’antica abitazione di fine Ottocento è stata restaurata la cantina in pietra e tufo, perfetta per l’affinamento di vini in piccole barrique, ottenendo, secondo il Metodo Classico, spumanti di fascino e fragranza. Come il Nature (naturalmente senza aggiunta di solfiti) in cui il Pinot Nero è in maggioranza (85%) ed è invecchiato in botti usate per sette mesi, passando poi due anni sur lies in bottiglia. Nel bicchiere brilla di colore giallo tendente al dorato, all’olfatto sentori delicati di frutti tropicali con note speziate dolci e agrumate candite. In bocca la bolla è precisa e vivida con un sorso appagante e stimolante, e chiude con un finale di bocca succoso e dinamico.

Andrea Grignaffini

Franciacorta 2013 Selezione Grandi Cru Cavalleri

Francesco Franzini guida un’azienda familiare che ha radici importanti nella storia della Franciacorta. La Cavalleri nasce, infatti, con la sua prima bottiglia di Curtefranca già nel 1968, seguita nel 1979 dalla prima etichetta di Franciacorta. Il carattere dell’azienda parla di una realtà biologica, con un approccio biodinamico alla cura dei vigneti. La gamma conta cinque etichette: per i Franciacorta di Cavalleri il tempo affinamento sui lieviti non è mai inferiore ai 24/30 mesi e può raggiungere, per alcune Collezioni, anche i 120 mesi. L’estrema cura della vinificazione si giova di gesti amorevoli, come il remuage che viene svolto a mano, ma quello che colpisce è la felice convergenza di due fattori, la terra e il fattore umano, che crea un circolo virtuoso di studio proiettato alla identificazione della vera anima della Franciacorta. Come la Selezione Grandi Cru 2013, Chardonnay in purezza dal bouquet impressionante per profondità e qualità. Profumi di frutta bianca matura, datteri, mela caramellata, crostata al limone, poi una decisa virata verso aromi speziati come cannella e zafferano, per chiudere in un floreale delicatissimo. Lo stile unico di questo Franciacorta continua al palato, seducente, morbido, in mirabile equilibrio tra potenza e leggerezza.

Bruno Petronilli

Torellò Brut Nature 2015

Le origini dell’azienda Torellò sono antichissime, con documenti che attestano l’attività agricola già nel 1395. Nel 1951 inizia la produzione di Cava: siamo a Can Marti, nella regione del Penedès, e Torellò fa parte del nuovo brand Corpinnat, nato grazie a nove cantine uscite dal consorzio desiderose di garantire la tipicità e l’eccellenza degli spumanti della regione spagnola a pochi chilometri da Barcellona. I loro spumanti riflettono il terroir di provenienza, caratterizzato da suoli calcarei argillosi e da un rigido e innovativo disciplinare di produzione, con l’utilizzo esclusivamente di uve di proprietà certificate in biologico, vendemmiate manualmente e con un minimo di 18 mesi di affinamento sui lieviti. Il Brut Nature è un assemblaggio Xarel-lo (47%), Macabeo (33%) e Parellada (20%), uve ovviamente autoctone che si giovano di una cura maniacale. Immediatamente trasportate in cantina, nessuna ossidazione durante la pressatura, solo mosto fiore affinamento di circa cinque anni sui lieviti. All’olfatto aromi fruttati di pera, pesca bianca, erbe aromatiche fresche, bouquet di floreale bianco, tiglio e biancospino, e note di brioche. Al palato effervescenza delicata e setosa, bell’acidità, buon equilibrio e finale ammandorlato di buona persistenza.

Manlio Giustiniani

Reichsrat Von Buhl - Blanc de Blancs Prestige Brut

Provate ad indovinare qual è il terzo paese al mondo per quantità di produzione di “bollicine”? Il primo paese è l’Italia, sì, siamo il primo paese al mondo. Il secondo è la Francia; e il terzo? No, non è la Spagna, e no non sono neanche gli Stati Uniti. Il terzo paese per quantità è la Germania, che ha anche il primato di produzione di bollicine sul totale di vino prodotto. È vero, i territori del vino in Germania non sono molti; ma, c’è un ma, quei pochi che ci sono hanno delle ottime caratteristiche. Lo sa molto bene Mathieu Kaufmann che dopo un’ottima esperienza in Bollinger si è diretto in Germania per continuare il suo operato e mettere a frutto la sua formazione con la sua esperienza enologica di alto livello, nel mondo delle Bollicine, con la B maiuscola. Il Reichsrat Von Buhl Blanc De Blancs Prestige Brut porta al naso e al palato delle note mandorlate di pan brioche, note tostate ed agrumose, il tutto frutto di sapiente coltura e vinificazione di Chardonnay e Pinot Bianco. Acciaio e tonneaux in complicità con ottanta mesi sui lieviti richiedono altrettanta pazienza sia in bottiglia che nel bicchiere. Vino complesso, dotato di brillante temperamento. 

Luca Turner

 

Metodo Classico Brut 2016 Decugnano dei Barbi

Claudio Barbi è stato il primo a produrre uno Spumante Metodo Classico in Umbria. La prima annata fu il 1978. Spumantizzò quello che aveva: quasi tutto trebbiano (qui a Orvieto detto “procanico”) e un po’ di verdello. Di origine bresciana, si era trasferito a Decugnano nel 1973 portandosi dietro il positivo fermento che in quegli anni agitava la Franciacorta. Dalla fine degli anni Ottanta entrò in gioco lo chardonnay (vigneto impiantato nel 1986, esposto a sud ovest) e successivamente il blend fu definito anche dall’introduzione del pinot noir (vigneto impiantato nel 1998, esposto a nord). Il Metodo Classico Brut prodotto oggi da Enzo Barbi, figlio di Claudio, è attualmente un blend paritario di chardonnay e pinot noir. Se ne trovano in giro per il mondo diecimila bottiglie: per il 2016 il tiraggio per la base spumante è avvenuto nel maggio 2017 in una cantina naturale e molto suggestiva scavata nel tufo sotto i vigneti di Decugnano, con sboccatura avvenuta nell’ottobre 2020. Il Brut 2016 si fa amare per il suo carattere accomodante e rifinito, con tutte le cosine al posto giusto: la verve fruttata, la sigla delicatamente speziata, un tintinnio minerale assorbito nel richiamo al pane appena sfornato. Sobrietà, eleganza e cremosità speziata al gusto lo rendono un prodotto centrato e un passepartout di sicuro successo su molte tavole.

Monica Coluccia

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