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22/09/2021

Bollicine dal Mondo

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Mi piace molto l’aggettivo che Alessio Pietrobattista ha usato in chiusura della notizia sullo Scapolè della cantina Terra Argillosa a Offida nel Piceno: territoriale. Di quanti vini possiamo dirlo? Siamo troppo spesso alla ricerca di iperboli a 360° che possano piacere tanto a tutti che facilmente ci scordiamo che esistono prodotti che sono testimonianze di realtà in sé piccole, ma dall’elevato significato agricolo e produttivo. E magari non ricorrono a vitigni internazionali e nemmeno al metodo classico. Però quando li gusti ti convincono proprio per una personalità che esce dal noto.

Paolo Marchi

Crémant de Bourgogne Brut - Domaine Moissenet-Bonnard

Se si è in cerca di aperitivi alternativi potrebbe fare al caso nostro indagare la categoria dei Crémant de Bourgogne. C’è da provare questo Blanc de Noir, prodotto con uve Pinot Noir in Côte de Beaune, precisamente da un vigneto del comune di Pommard di età variabile tra i quaranta e i sessanta anni. Lo producono Jean-Louis Moissenet e sua figlia Emmanuelle-Sophie, accanto al padre dal 2012 e che ha contribuito alla svolta sostenibile della conduzione agronomica ottenendo la certificazione Haute Valeur Environnementale per l’azienda di famiglia. L’esperienza nella vinificazione del Pinot Nero risale al 1985, quando a Jean-Louis venne affidata una parcella del Pommard Pézerolles. Oggi il Domaine produce non solo dalle migliori parcelle di Pommard, ma anche dai comuni di Auxey-Duresses, Meursault e Puligny-Montrachet. Il Crémant de Bourgogne Brut di Moissenet-Bonnard è uno spumante ottenuto con fermentazione spontanea, con lavorazione in solo acciaio e sosta sui lieviti per almeno 15 mesi. Accolgono una carbonica gioiosa e un naso che esprime solarità nei toni di nocciole tostate e salate, paglia e piccoli frutti di bosco maturi. Il gusto riempie e diverte, con ritorni sorprendentemente vinosi, con al centro ancora un’ossatura fruttata e briosa. Passepartout per un brunch primaverile. 

Monica Coluccia

Corpinnat “Pàl-Lid Rosé” 2018 – Torelló

Il 1 settembre 2017 in Catalogna nasce l’Associació de Viticultor i Elaboradors Corpinnat (AVEC) atta a produrre Corpinnat, un marchio collettivo dell’ Unione Europea creato per distinguersi dal Cava. L’obiettivo è chiaro: produrre grandi spumanti nel cuore del Penedès  esclusivamente con uve 100% biologiche, vendemmiate a mano, vinificate interamente nelle cantine con lunghi affinamenti. La storica cantina Torelló è tra i soci fondatori  di questa nuova denominazione .Viticoltori dal 1395 con 90 ettari vitati sui 135 di proprietà con una vocazione spumantistica che annovera un primo millesimo nel 1951. Una monumentale cantina sotterranea  di circa seimila metri quadrati. La vocazione assoluta per il biologico permette di creare bollicine dove la freschezza accomuna il loro stile. “Pàl-Lid Rosé” 2018, si compone per il 75% di Macabeo e il 25% di Pinot Nero, uve provenienti dalle vigne Can Martí. Celebrazione del solo mosto fiore per un metodo classico prodotto con le più innovative tecnologie per evitare ossidazioni. Sosta 18 mesi sui lieviti.  Equilibrio, freschezza aromatica, lampone e fragoline di bosco fugano ogni dubbio sulla stimabilità di questo Corpinnat. Non siate impazienti: una volta versato nei calici sarete affascinati dalle  persistenti note confettate.

Cinzia Benzi

Metodo Classico “3B” Blanc de Blancs - Filipa Pato

Filipa Pato è figlia di Luis Pato, nome di spicco nel mondo del vino portoghese. Dal padre ha imparato l’arte dell’enologia, ma ha scelto di iniziare la sua avventura vitivinicola da zero, partendo da alcuni vigneti presi in affitto a Bairrada, dopo aver fatto esperienza a Bordeaux, Mendoza e Margaret River. Assieme a suo marito William Wouters, talentoso sommelier proveniente da una famiglia di ristoratori di Anversa, ha fatto di Ois do Bairro, nella regione portoghese di Barraida, il centro del proprio universo vinicolo. 12 ettari vitati, a pochi passi dall’Oceano Atlantico, coltivati con le varietà locali a bacca bianca Bical e Maria Gomes e il rosso iconico della zona, la Baga, su terreni di matrice argillosa-calcarea con una forte componente sabbiosa. Filipa e William hanno adottato, da subito, un approccio biodinamico in vigna e il lavoro in cantina prosegue con fermentazioni spontanee catalizzate da lieviti indigeni, senza filtrazioni, chiarificazioni o aggiunte massive di solfiti. “3B” è un Metodo Classico “Nature” che profuma di cedro e scorza di limone, con intense note iodate e salmastre di sottofondo. Un sorso teso, affilato, dalla freschezza citrina e dal finale salino. Un vino dissetante e senza fronzoli, diretto, che sorprende per precisione e semplicità.

Adele Granieri 

Spumante Brut “Scapolè” 2019 - Terra Argillosa

Offida è quasi un caso di studio: una piccola denominazione in grado di conquistarsi, negli ultimi anni, un'attenzione tale da renderla un vero e proprio fenomeno. Una crescita repentina, frutto di imprenditorialità ma con basi solidissime poggiate sulle belle colline picene, con una consapevolezza agronomica tale da creare un vero e proprio distretto Bio. Terra Argillosa nasce proprio dall'esigenza di unire gli elementi che hanno contraddistinto questa nuova vita per Offida, partendo da Contrada Ciafone, un vero e proprio Grand Cru che ha visto risplendere l'artigianato vinicolo piceno. Nata come PS Winery di Paolini e Stanford, ha visto poi la sua evoluzione in questo nuovo progetto, guidato da Raffaele (Paolini) e Sara, sua compagna di vita e vigna. Qui i vitigni internazionali coesistono con gli autoctoni che trovano spazio nei tipici vini del piceno, con una piacevole e sfiziosa incursione nel mondo delle bollicine: lo Scapolè 2019 Brut, pecorino metodo Martinotti è dedicato al nonno Luigi. L'olfatto è complesso nei tratti erbacei e speziati, un gioco giallo/verde di curcuma e fieno che continua sul fruttato, dal limone alla mela Granny Smith. Il sorso è fresco e morbido, di struttura non banale, saporito e deciso come il pecorino offidano sa essere. Territoriale.

Alessio Pietrobattista

Metodo Classico La Scolca Blanc de Blancs

L’azienda fondata nel 1919 a Gavi, in Piemonte, è da sempre un’eccellenza italiana nel mondo. Oggi è gestita da Chiara Soldati, insieme al padre Giorgio, con la sua visione innovativa, con coraggio, passione e lungimiranza, adattandosi ai cambiamenti e alle sfide che le si presentano. Una storia fatta di emozioni, entusiasmo, energia, innovazione, magia, caparbietà, tenacia e soprattutto tanto amore per la propria terra. Questo approccio sagace scorre nel DNA della famiglia: Il nome La Scolca” deriva dal termine sfurca, che letteralmente significa “guardare avanti”. ll lavoro in vigna è condotto con rispetto per il terroir mentre in cantina la fermentazione alcolica spontanea è svolta in contenitori di acciaio inox termocontrollati. Un Metodo Classico Blanc de Blancs  dalla grande espressione olfattiva, aromi agrumati di mandarino e cedro, bouquet floreale di ginestra, profumi fruttati di mela, pesca e nespole, sentori di frutta secca, nocciole oltre alle note minerali di pietra focaia. Al palato bollicine che appassionano, piacciono e coinvolgono per un quadro che sa legare immediatezza e profondità, conquistando per equilibrio e cremosità tra corpo e freschezza. Bella salinità, finale lungo, agrumato, con una bella persistenza.

Manlio Giustiniani

Champagne “Cuvée Le Clos Bourmault” - Domaine Bourmault & Fils

Bourmault et Fils si trova ad Avize, nel cuore della Côte des Blancs. Sono 6 gli ettari di proprietà: quattro di Chardonnay proprio nella Côte des Blancs mentre due di Pinot Noir e Meunier nella Valle della Marna. Christian Bourmault è l’erede di una famiglia di lunghe tradizioni: la Maison fu fondata nel 1870 ed oggi Christian, con il figlio Anthony, produce Champagne dal gusto artigianale e dalla straordinaria qualità. In vigna grande spazio alle tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, in cantina minimo intervento con fermentazioni spontanee e metodi ancestrali. Ogni gesto è ragionato per il rispetto assoluto del terroir e per un approccio il più naturale possibile. La gamma produttiva comprende 6 cuvée, al cui vertice si colloca la più iconica e strutturata, Le Clos Bourmault. Chardonnay in purezza, vinificato in botti da 225 litri, affinamento in botti di quercia per 8 mesi e 11 anni sui lieviti con dosaggio a 5 gr/l.  Il colore dichiara il carattere di questo Champagne, di una brillantezza visiva di notevole intensità. Opulento, ricco, sfodera una vivida muscolarità tra aromi di frutta matura, spezie e agrume scuro. Palato che spazia dalla dolcezza e alla freschezza assoluta, tra suadenti note di miele e crostata di albicocche. Finale salmastro con note agrumate di limone.

Bruno Petronilli 

Champagne Cuvée “Assemblée” Brut – Bruno Michel

Siamo a Pierry, piccolo villaggio situato pochi chilometri a sud di Epernay. Qui nel 1985 Bruno Michel, enologo e agrobiologo, decide di fondare l’omonima maison assieme alla moglie Catherine. Diciassette ettari di vigneto, distribuiti in oltre quarantacinque parcelle adagiate su terreni argilloso-calcarei e gessosi, per metà messi a dimora a Chardonnay e per metà a Pinot nero e Meunier. Inizialmente la scoperta della biodinamica da parte di Bruno e Catherine è avvenuta per curiosità e per il desiderio di consegnare ai figli - Pauline, Clément e Guillaume che ora gestiscono assieme l’azienda di famiglia - un futuro migliore e sostenibile. L’agricoltura biologica e le sue buone pratiche sono ora annoverate tra i valori fondamentali di questo récoltant manipulant, certificato Ecocert dal 2004, per la produzione dei suoi Champagne. Emblematica, per un primo approccio, la Cuvée Assemblée Brut che nel nostro assaggio risultava vinificata con l’80% di uve provenienti dalla vendemmia 2013 (55% Chardonnay e 45% Meunier) e con il 20% di vini di riserva. Di colore giallo oro e con un’effervescenza fine e persistente, si svela con deliziose note di pasticceria, mandorla, miele, pera e fiori bianchi che trovano pienamente riscontro in un assaggio generoso, ricco e complesso.

Luca Torretta

Metodo Classico Brut Rosé “Cü Bianc”- Azienda Agricola Seirole

La ricerca ha già di per sé un suo fascino. È quella ricerca che apre la mente ed alimenta la curiosità. E, si sa, la curiosità porta in grembo e poi partorisce sapere e cultura. L'Italia vitivinicola ha molto da raccontare e trasmettere: ogni appezzamento di terra potrebbe celare una vigna, amata ed accudita, tanto da portare nel bicchiere un prodotto di piacevole interesse. Certo non è questo il caso perché qui siamo a Santo Stefano Belbo, terra vocata e celebre per produzione enologica. Le vigne sono tutto tranne che celate tuttavia le piccole aziende bisogna cercarle, con pazienza ed attenzione. È il caso della Azienda Agricola Seirole, una gemma che gioca sui riflessi di 3 ettari vitati divisi tra Moscato, Favorita Cortese e Barbera. Da quest'ultima nasce questo Metodo Classico, tutto creato ad arte con amore sapiente e savoir faire rigorosamente manuale. Il terroir, tra altitudine, pendenze, esposizione e terreno marnoso, ricco di fossili marini, prevalentemente calcareo, conferisce all’acino quel giusto equilibrio che ritroviamo al sorso. Fresco, elegantemente sapido, note che richiamano la piccola frutta rossa. Un aperitivo piacevole e vibrante che metterà tutti d'accordo.

Luca Turner 

Metodo Classico Extra Brut "Amanti" - Cantine Angelinetta

La storia racconta che sul lago di Como, sulla sponda occidentale, negli anni c’è sempre stata una buona produzione di vino, ma che poi è stata abbandonata poco per volta. Al momento ci sono solo tre aziende vitivinicole, tutte in Alto Lago: la più interessante è sicuramente Cantine Angelinetta, che da una decina d’anni produce vini nella storica cantina di Leo Miglio a Domaso. L’ultima importante novità, fortemente voluta da Emanuele Angelinetta, si chiama Amanti, ed è un Metodo Classico Extra Brut. «Tutti gli anni, in cantina, avevo una vasca di vino, realizzato con alcune vigne vecchie, dove avevo un’acidità alta e un grado alcolico basso. Per anni l’ho utilizzato in taglio in un altro vino, le Calderine. Ma nel 2017 ho voluto provare a fare un Metodo Classico: le uve utilizzate sono Trebbiano, Garganega e una parte minore di Sauvignon Blanc e Riesling». Vendemmia 2017, tiraggio nel 2018, poi 30 mesi (abbondanti) sui lieviti e sboccatura a febbraio 2021. Il risultato è un Extra Brut con una bella espressività al naso (anche se consigliamo qualche mese in più di bottiglia), con note fruttate di pesca e albicocca, unite a un tocco di erbe aromatiche, mentre in bocca è molto sapido, tipico dei vini del lago di Como, e particolarmente lungo. Prezzo di 26 euro in cantina. 

Raffaele Foglia

Metodo Classico Oltrepo’ Pavese DOCG “Cuvéecento” 2009 Marchesi di Montalto

Sotto la mole imponente del Castello dei Conti Balduino nasce il sogno di Gabriele Marchesi - terza generazione, svoltante - in cui si prefigura di disegnare una nuova metrica stilistica al Pinot Nero della sua terra: l’Oltrepò Pavese. Qui a Montalto, infatti, nasce un Metodo Classico in cui la bolla è un tramite ascensionale del bouquet sottoboschivo di questo vino che al netto della carbonica è più propriamente un… vino, appunto. Materia base: Pinot Nero (Clone 386 Borgogna) allevato a guyot. Raccolta in cassetta a fine agosto, pigiadiraspa e criomacerazione di una decina di giorni a temperatura controllata; acciaio a fine fermentazione alla quale segue la messa in bottiglia dopo sei mesi dalla raccolta. Poi entra in campo la decisione più “potente”: la permanenza sui lieviti per 100 mesi. È il momento della sboccatura (2019) con aggiunta  del medesimo vino (senza altre aggiunte) a cui seguono due anni di affinamento in vetro per riuscire a conferire quella quadratura di assetto fondamentale dopo tanta permanenza sui lieviti. Il risultato è un “vino” dal colore rosso profondo con forte presenza di frutti di bosco in composta, agrumi scuri (arance sanguinelle in primis), canditure e terrosità. Il sorso è potente e barocco.

Andrea Grignaffini 

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