Ieri, mercoledì 3 dicembre, ero per lavoro in tutt’altra regione italiana, arancione come la Lombardia. Ho girato due puntate per Striscia la notizia, per by-passare le vacanze e avere servizi pronti fino a fine gennaio. Non posso anticipare nulla, saranno due autentici Capolavori italiani in cucina, uno a tutta tradizione e l’altro intriso di innovazione.

Nessun dessert, ma ne scrivo perché nel secondo caso, entrando in cucina con lo chef, l’ho sentito dire che erano venti giorni che non accendeva i fuochi e non cucinava. Poi è ovvio che preparare una singola, unica porzione di un primo giusto per le telecamere non è cucinare, però è forte il valore emotivo e simbolico di quel paio di ore trascorse lì.

Ma c’è dell’altro. Quel cuoco è uno dei tantissimi che, senza avere una pasticceria, come ad esempio Carlo Cracco o Chicco Cerea, produce panettoni e anche pandori. Un panettone classico e uno al cioccolato, e senso sospendere la produzione in estate «perché a riattivare la linea, soprattutto a livello di lievito madre, si impiega una mese e mezzo. Tanto vale rimboccarsi le maniche e far sì che vi sia un ininterrotto commercio di panettoni, anche salati».

Gran bella riflessione e concreta realtà. Un tempo si diceva che i cuochi era meglio facessero i cuochi, lasciando l’arte bianca ai pasticcieri. Anche perché per tanti era un modo per farsi pubblicità, non cassetto. Questo vale sempre meno. In piana pandemia, se uno si attrezza, la produzione e vendita di lievitati può aiutare a non rimanere a zero come fatturato. Non solo, fare poche cose e bene è milioni di volte meglio che restare fermi a far nulla se non lamentarsi e deprimersi.

Quando andrà in onda questa puntata di Striscia, vi svelerò il nome del nostro personaggio.

Paolo Marchi

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Petra  Valrhona 
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Newsletter 21 del 04 dicembre 2020

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Ieri, mercoledì 3 dicembre, ero per lavoro in tutt’altra regione italiana, arancione come la Lombardia. Ho girato due puntate per Striscia la notizia, per by-passare le vacanze e avere servizi pronti fino a fine gennaio. Non posso anticipare nulla, saranno due autentici Capolavori italiani in cucina, uno a tutta tradizione e l’altro intriso di innovazione.

Nessun dessert, ma ne scrivo perché nel secondo caso, entrando in cucina con lo chef, l’ho sentito dire che erano venti giorni che non accendeva i fuochi e non cucinava. Poi è ovvio che preparare una singola, unica porzione di un primo giusto per le telecamere non è cucinare, però è forte il valore emotivo e simbolico di quel paio di ore trascorse lì.

Ma c’è dell’altro. Quel cuoco è uno dei tantissimi che, senza avere una pasticceria, come ad esempio Carlo Cracco o Chicco Cerea, produce panettoni e anche pandori. Un panettone classico e uno al cioccolato, e senso sospendere la produzione in estate «perché a riattivare la linea, soprattutto a livello di lievito madre, si impiega una mese e mezzo. Tanto vale rimboccarsi le maniche e far sì che vi sia un ininterrotto commercio di panettoni, anche salati».

Gran bella riflessione e concreta realtà. Un tempo si diceva che i cuochi era meglio facessero i cuochi, lasciando l’arte bianca ai pasticcieri. Anche perché per tanti era un modo per farsi pubblicità, non cassetto. Questo vale sempre meno. In piana pandemia, se uno si attrezza, la produzione e vendita di lievitati può aiutare a non rimanere a zero come fatturato. Non solo, fare poche cose e bene è milioni di volte meglio che restare fermi a far nulla se non lamentarsi e deprimersi.

Quando andrà in onda questa puntata di Striscia, vi svelerò il nome del nostro personaggio.

Paolo Marchi

La nostra risposta all'emergenza pandemia, tra e-commerce e Dossier Dessert digitale

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Tutti speravamo che non fosse così e avremmo desiderato che le nostre vite avessero già ripreso la via della normalità. Purtroppo questo non è accaduto e anche Dossier Dessert, appuntamento realizzato nell’ambito di Identità Golose, ha dovuto adeguarsi alla straordinarietà del periodo. Cambiamento e adeguamento, per fortuna però, sono due parole chiare per costruire un nuovo futuro. L’ho spiegato aprendo l’appuntamento 2020 di Dossier Dessert che, come tutto il congresso gastronomico, è diventato parte di Identità on the road. È stato importante per noi dare continuità e valorizzare il mondo dolce nell'ambito di Identità, anche e soprattutto in questo periodo travagliato. Perché la dolcezza aiuta sicuramente a stare meglio. Siamo contenti che Dossier Dessert, anche in versione digitale, stia suscitando molto interesse, nonostante le assenze dovute alla pandemia.

Siamo davanti a un adeguamento che porta in sé un grande cambiamento. Perché se quella del cambiamento è una porta che si apre solo dall’interno con consapevolezza, l’adeguamento è una necessità. Oggi, a causa di ciò che sta accadendo, non è più il cliente ad andare dall’artigiano, e la contingenza ha fatto sì che sia l’artigiano a dover andare a casa del cliente, con i suoi prodotti. La diffusione dell’e-commerce e del delivery è diventata, appunto, una necessità. Anche noi di Valrhona ci stiamo adeguando a queste logiche del mercato e nella costruzione di una nuova strada abbiamo dato vita al nostro e-commerce italiano: valrhona-collection.it. La pandemia ha accelerato la nascita di un progetto cui lavoravamo da anni e che, finalmente, abbiamo concretizzato sviluppando una gamma dedicata, divisa tra cioccolato per le preparazioni, con ricette adatte alla realizzazione di appassionati e chocolate gourmet, e cofanetti già pronti per la degustazione che possono diventare dolcissimi regali.

Il più importante obiettivo è far conoscere meglio a tutti il nostro cioccolato, che è scelto ogni giorno da grandi pastry chef e cuochi in tutto il mondo. Far superare al nostro cioccolato i confini di ristoranti, cioccolaterie e laboratori è importante per aumentare la riconoscibilità della qualità di un prodotto realizzato a partire dal migliore cacao, raccolto in modo sostenibile nelle piantagioni con grande beneficio per le comunità locali.

Allo stesso modo, artigiani del cioccolato, pastry chef e cuochi trarranno beneficio dalla maggiore conoscenza del cioccolato Valrhona, perché sarà loro riconosciuto il valore della scelta della materia prima. E grazie a una specifica mappa, tutti gli appassionati, potranno andare a trovare gli artigiani che utilizzano Valrhona e acquistare così le loro creazioni.

Igor Maiellano

Identità on the road è online con un grande programma. E tanti pasticceri a Dossier Dessert

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È partita Identità on the road, il nuovo format digitale di Identità Golose con 70 relatori, 60 masterclass, 20 tappe in giro per l'Italia, 100 video interviste, contenuti speciali... ISCRIVITI A IDENTITÀ ON THE ROAD CLICCANDO QUI, dove troverete anche il programma completo. Per info iscrizioni@identitagolose.it o il numero di telefono +39 02 48011841 interno 2215

Il giorno ics è stato il 16 novembre, lunedì scorso: semaforo verde, è andata online Identità on the road, il nuovo format digitale pensato per "fare il congresso senza poter fare il congresso", consentire cioè alla ristorazione italiana di poter godere anche in questo 2020 così tristemente particolare di quella tribuna, di quel luogo dove potersi esprimere e raccontarsi, quale è Identità Golose dal 2005. A disposizione di tutti quelli che vorranno (iscriviti qui), c'è un'enorme mole di contenuti che Identità Golose ha prodotto nelle scorse settimane.

Ma cos'è in pratica Identità on the road? Il mondo è cambiato. Sono diverse le nostre prospettive, persino il modo in cui siamo costretti a rapportarci con la realtà quotidiana. E cambia allora anche Identità: il congresso internazionale di cucina e pasticceria d’autore diventa appunto on the road e digitale, ritagliato sull’attualità, per non lasciare sola la cucina italiana in questi mesi difficili grazie a uno sforzo produttivo e organizzativo senza precedenti che ha visto in queste settimane le nostre forze in campo, impegnate in tutta Italia.

Identità Golose con la sua troupe ha registrato a Milano e lungo tutta la Penisola, in 20 tappe su e giù per lo Stivale, circa 60 masterclass coinvolgendo 70 fra i più grandi protagonisti della ristorazione e dell’ospitalità. Siamo entrati nelle loro cucine e nei loro laboratori, li abbiamo intervistati e ci siamo fatti raccontare ricette, tecniche e nuove prospettive. Un gesto di vicinanza e solidarietà più che mai necessario in un momento in cui è importante condividere valori e ispirazioni che nascono solo grazie al confronto. Con un preciso obiettivo: fotografare il presente per costruire un nuovo futuro.

I contributi sono arricchiti da oltre 100 video interviste e contenuti speciali che fanno di Identità on the road un progetto digitale unico nel suo genere, ideato e realizzato in un momento di transizione destinato a lasciare un segno profondo nel mondo dell’ospitalità e della cucina che verrà.

Chi si iscrive può navigare tra tantissimi contenuti. Ci sono le sezioni speciali che caratterizzano da anni Identità Golose (e dunque Identità di Pizza, Identità di Pasta, Identità di Sala, Identità di Champagne-Atelier des Grandes Dames, Pasticceria italiana contemporanea, Identità di Gelato, Identità naturali e Identità Cocktail), più nuove aree tematiche, Incontri on the road e Spyc Academy. E ovviamente c'è Dossier Dessert, in collaborazione con Valrhona... In questa newsletter vi forniamo un estratto sintetico di alcuni suoi contenuti. Per tutto il resto, appuntamento online.

Carlo Passera

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Identità on the road, non potevamo lasciare la ristorazione italiana priva di voce, di Claudio Ceroni
In viaggio sulle ali della memoria, di Paolo Marchi

Gianluca Fusto ha messo radici. E rielabora un dolce tipico, con melanzane e cioccolato

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Gianluca Fusto con Niccolò Vecchia a Identità Golose Milano durante la registrazione della sua masterclass per Identità on the road

Gianluca Fusto torna a Dossier Dessert, evento di Identità on the road realizzato in collaborazione con Valrhona e del quale il pasticcere milanese ormai è un habitué. In questo 2020 di grandi sconvolgimenti, in cui il congresso di Identità Golose si è trasformato diventando itinerante, Fusto con la sua lezione è voluto tornare alle origini, al comfort food che ristora corpo e anima senza, però, dimenticare di stupire i sensi e titillare le papille gustative. «Tornare all’origine, confortarsi con un dolce che richiama la tradizione ma trovarci, nonostante tutto, qualcosa di diverso a livello gustativo è stata la nostra sfida per la proposta della lezione di Identità on the road dove abbiamo portato la rielaborazione di un dolce tradizionale di alcuni Paesi della Costiera amalfitana e in particolare tipico della Festa dell’Assunta: le melanzane al cioccolato», dice Gianluca Fusto la cui vita, non solo causa pandemia, è radicalmente cambiata.

La nuova casa di Fusto, per anni chef pasticciere tecnico formatore a L’École Valrhona, è in quel di Milano dove ha preso bottega e, insieme alla moglie Linda Massignan, mettendo finalmente radici dopo un lungo girovagare in lungo e in largo per dare consigli ai pasticcierie di tutto il globo. Il luogo d’elezione di Gianluca Fusto si chiama Fusto Milano. «Un posto che non è solo la nostra "casa", perché nasce da me e Linda che ha perseverato fin quando il proprietario non ci ha affittato il locale - spiega il pasticciere - È il luogo per chi vuole fare qualcosa di diverso in pasticceria. Un laboratorio-vetrina dove il design, la tecnologia e la ricerca delle materie prima si sposano, permettendomi di mostrare una creatività totalmente diversa».

Creatività per Fusto significa avere a disposizione macchinari incredibili. Tra queste ci sono «una macchina che in 3 minuti ottiene un’infusione a freddo che solitamente richiede 3 giorni; un’altra che fa bollire i liquidi a 24°... Questo mi porta a considerare la pasticceria in maniera diversa dal passato e a valutare con un’attenzione differente la cultura della ristorazione, anche avvicinandola al mondo dell’artigianato».

Anche parlare al plurale è un nuovo mood di Fusto perché, spiega, «non sarebbe giusto che io usassi il singolare, visto che ogni dolce nasce da una sinergia tra me, Linda e Martina. Così è stato anche per questo dolce di campagna che parte da un ortaggio inusuale in pasticceria, come la melanzana, e abbraccia tutte le sfumature del gusto, dall’acido al dolce, al candito fino all’amaro, texture e consistenze diverse».

«Lo scopo che mi sono prefisso con questo piatto di melanzane e cioccolato - ha sottolineato Fusto - è la valorizzazione della tradizione italiana in chiave contemporanea. E siccome melanzane e cioccolato è un dolce contadino, per realizzarlo ho optato per un fondente Valrhona Tulakalum 75% del Belize e un Tanariva 33% del Madagascar». Per saperne di più, appuntamento su Identità on the road.

La scheda: chi è Gianluca Fusto

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Gianluca Fusto a Identità Golose 2019

Nel suo logo c’è il segreto della sua pasticceria: quell’avvilupparsi di linee arrotondate e cadenze rette che sfumano le une nelle altre sotto il segno caldo del marrone, il colore del cioccolato. Gianluca Fusto è così: bonario, giocoso, gaudente, ma al tempo stesso scientifico, riflessivo, ipertecnico. E soprattutto innamorato del cacao, il suo ingrediente feticcio, fregoli della pasticceria cui tende da dietro le quinte i travestimenti per la girandola dello show.

I natali meneghini, nel 1975, lo hanno instradato all’alberghiero Carlo Porta e lo hanno fatto bussare alla porta di Aimo Moroni, padre spirituale e interlocutore di uno scambio mai interrotto, giunto oggi ai menu di fine pasto della maison di via Montecuccoli. Quindi un pasticciere col pedigree dello chef, la sua sensibilità per i grandi ingredienti e la sua fantasia gustativa spiazzante.

A completare il bagaglio tecnico-professionale ci hanno pensato Enrico Parassina, Yann Duytsche e Frédéric Bau della grande scuola Valrhona di Tain l’Hermitage, dove ha lavorato a lungo nelle vesti di unico professore straniero, approfondendo la conoscenza ergonomica del gusto e contraendo, gomito a gomito con chimici, fisici e ingegneri alimentari, un lessico esoterico che parla di reologia e cromatologia. Più gli stimoli di una biblioteca composta di oltre 400 volumi e le suggestioni raccolte viaggiando in tutto il mondo, lungo la strada delle spezie, dell’arte e del cacao. Cosicché i suoi dessert possono citare con nonchalance i quattro elementi di presocratica memoria come le ultime sperimentazioni dell’arte contemporanea.

La sua creatività ha trovato il megafono migliore nella società Gianluca Fusto Consulting, che offre corsi su misura e consulenze in giro per il mondo, da Parigi a Dubai. Il suo è un agit prop essenzialista, che parla di dessert sempre più semplici, spesso imbastiti su una triade di elementi, gusti tendenti al massimo nitore e forme epurate per scardinare l’inerzia dei cliché.

A giugno 2020, con la moglie Linda Massignan, Fusto realizza il sogno di sempre: avere il "suo" laboratorio, uno spazio ad alto valore hi-tech, traboccante bontà.

Cedroni e Abbadir che indagano sulle nuove frontiere tra dolce e salato

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Luca Abbadir e Moreno Cedroni con Paolo Marchi in trasferta a Senigallia per la registrazione della loro masterclass per Identità on the road

Lo stupore, ovvero secondo la definizione del vocabolario quel “senso di grande meraviglia, incredulità, disorientamento provocato da qualcosa di inatteso”, è il tema scelto da Moreno Cedroni e Luca Abbadir per la loro lezione nella sezione Dossier Dessert a Identità on the road. Stupore in cucina significa anche saper abbattere i muri tra dolce e salato, un confine che i due – chef patron e sous chef de La Madonnina del Pescatore, Il Clandestino e Anikò a Senigallia – attraversano con la stessa facilità con la quale si cimentano in distillazioni, liofilizzazioni, estrazioni. Luogo d’elezione per esercitarsi a stupire è il Tunnel (leggi qui), laboratorio in cui da novelli alchimisti della cucina pensano, sperimentano e realizzano i loro piatti e dove è stata registrata la loro “dolce lezione”.

«Essere stati chiamati a portare la nostra visione del dolce a Dossier Dessert corona il lavoro che abbiamo fatto in questi ultimi anni nel quale Luca si è concentrato molto: mettere in sintonia la parte salata e quella dolce - afferma con malcelato orgoglio Cedroni - Per la nostra lezione abbiamo utilizzato, infatti, delle preparazioni che pur essendo deputate a essere annoverate tra quelle salate, sono scivolate con gioia nel mondo dolce».

La gioia, a ben pensarci, è quella di chi ha avuto (o avrà) la possibilità di assaggiare i tre dessert oggetto della masterclass. Nati, come tutti i piatti, dalla continua, costante e proficua collaborazione tra Cedroni e Abbadir che dura ormai da 14 anni ed è cominciata con l’arrivo come commis dei primi in quel de La Madonnina del secondo.

Ma torniamo allo stupore che è lo snodo dal quale si dipanano le tre ricette. «Ci sono uno stupore visivo, uno gustativo e un altro auditivo» nei dessert che rispondono ai nomi di Lago ghiacciato (a base di lamponi e mirtilli), Delizia d’autunno (i cui ingredienti sono carciofi, finocchi, topinambur e koji) e Cioccolato che non ti aspetti (nel quale l’ingrediente principale, il cioccolato Tulakalum 75% di Valrhona, diventa bianco come la neve).

Evaporazione, distillazione, concentrazione sono alcuni dei processi con i quali i tre dessert, che troverete ben spiegati nella lezione di Identità on the road alla quale vi rimandiamo, hanno preso vita e che sintetizzano la costruzione di un nuovo futuro in terra marchigiana, a due passi dal mare, nel laboratorio Tunnel. «Per noi la costruzione del nuovo futuro passa dal Tunnel, apunto: qui la nostra mente guarda lontano. Abbiamo capito che il futuro passa dalla ricerca e così anche i dolci della nostra lezione sono frutto della ricerca che sfrutta attrezzature diverse da quelle solite in cucina». 

La scheda: chi è Moreno Cedroni

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Moreno CedroniIdentità Golose 2019

«Quello che credete sia carne, non è altro che filetto di tartaruga marina; ed ecco un piatto di fegato di delfino, che prendereste per uno stufato di maiale. Il mio cuoco è molto abile, eccellente per conservare i vari prodotti dell’Oceano. Assaggiate tutti questi cibi; ecco una conserva di oloturie, che un malese direbbe senza rivali al mondo; ecco una crema di latte fornito dalla mammella dei cetacei, e lo zucchero dai grandi fuchi del mare del Nord, e infine permettetemi di offrirvi marmellata di anemoni, non inferiore a quelle fatte coi frutti più saporiti...». A parlare è Moreno Cedroni, il cantore degli anfratti più reconditi dell’Adriatico. Salumi ittici, hot dog di calamari, cotolette di rombo, frattaglie di pesce: il mare di Senigallia non è solo spiagge, pedalò e ombrelloni.

Moreno si pensava ufficiale gentiluomo. Ma era solo un capriccio: al momento di imbarcarsi, il futuro grande chef sceglie piuttosto di rilevare un locale dimesso sul lungomare Italia, che consacra senza troppo sforzo al menù più banale con l’aiuto di una cuoca imponente. Sono fritture di pesce, insalate di mare e anche pizze: gli stessi piatti che anni dopo si divertirà a ribaltare con la tecnica del virtuoso e il gusto per il calembour dell’umorista. Nel mezzo due momenti fondamentali: il passaggio ai fornelli nel 1990, con la nascita dei primi piatti composti e l’instillarsi del demone della ricerca, e la conoscenza nel 1995 del grande maestro Ferran Adrià, motore di una subitanea conversione: «prima del suo avvento noi cuochi eravamo bigotti».

I registri della carta della Madonnina del Pescatore sono tanti: l’ironia, per esempio, che trova le sue interpretazioni più riuscite in Italia. Contrappuntati a dovere nei diversi menu, tornano a sparpagliarsi nel poker delle strutture targate Cedroni: il Clandestino, gazebo azzurro nel parco del Conero; la salumeria ittica Anikò in centro a Senigallia, per un periodo il Clandestino tropicale all'isola di Mauritius e lo sbarco nella City di Londra con Moreno at Baglioni. Progetti che dal 1990 riposano sulla dolce spalla di Mariella, direttrice di sala e moglie del maestro.

La scheda: chi è Luca Abbadir

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Luca Abbadir a Identità di Gelato 2020

Veneziano di Marghera, classe 1985, Luca Abbadir asseconda la sua vocazione precoce e va ad apprendere i rudimenti del mestiere all’Istituto alberghiero di Castelfranco Veneto, Treviso. Si fa le ossa in una trattoria vicino a casa e completa il percorso di studi ad Alma, la prestigiosa scuola di cucina di Colorno. Da qui, vira ancora giovanissimo a est su Senigallia, la città di mare dei suoi destini.

Nel biennio 2005/2006, ventenne, comincia a lavorare da Uliassi, in banchina di Levante, la prima esperienza importante. Mentre gira le partite degli antipasti e dei dessert, conosce Barbara Manoni - già maitre dell’anno per noi di Identità Golose e ora al lavoro a Casa Perbellini -, che diverrà a lungo la sua compagna. È per seguire lei che nel 2007 trasloca a Marzocca di Senigallia, alla Madonnina del Pescatore, l’insegna dietro a cui lavora tuttora.

Inizia come commis ai primi e in breve tempo scala tutti i ranghi e le brigate, fino a diventare sous-chef del ristorante. Succede nel 2012, in coabitazione con Federico Zanasi (quell’anno Identità premiò anche loro), e in poco tempo diventa l'unico uomo ombra dietro alle alchimie super-creative del maestro Moreno Cedroni. Una liaison destinata a produrre piatti e idee ben più che fertili, anche in conseguenza dell’impulso di Abbadir di completare il suo percorso con brevi ma fulminanti stage all’estero, effettuati a novembre, il periodo di chiusura stagionale della Madonnina. Negli anni, spia da embedded le cucine di Fat Duck nel Regno Unito, la pasticceria di Paco Torreblanca in Catalogna, Manresa in California con David Kinch, il Celler de Can Roca e Quique Dacosta, ancora in Spagna. Ma è il Noma di Copenhagen, vecchio e nuovo, a entrargli dentro più di tutti: «Finivo il servizio stremato, ma c'era un'energia che non ho mai trovato altrove», s'illumina al ricordo.

Nel frattempo il ragazzo cresce così tanto che dal 2017 firma ogni anno in coabitazione con Cedroni tutti i menu di Madonnina, Clandestino e Anikò. Il 2020 è l’anno della consacrazione, tinta da una forte componente dolce: Cioccolato che non t’aspetti, Ape Regina e Cedronita sono i dessert più instagrammati dall’estate post-lockdown. «Ma attenzione», tiene a dire, «io non sono un pasticciere classico». Esatto, è più un cuoco universale. Che quando può si rintana nel Tunnel accanto, a sperimentare incessantemente tra bagni a ultrasuoni, rotovapor, affumicatori, liofilizzatori e celle di maturazione del pesce e della carne. La tecnica è sovrana? «Sì», spiega mentre avvolge un rombo nella cera d’api, «ma senza il gusto e la materia prima sarebbero solo sterili esercizi».

Valrhona lancia in Italia il suo e-shop goloso

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Valrhona, brand leader mondiale nella produzione di cioccolato premium e super-premium, ha presentato il suo nuovo e-shop dedicato al pubblico italiano di irriducibili del cioccolato.

Così www.valrhona-collection.it nasce per rispondere ai desideri degli appassionati di pasticceria e far fronte alle nuove abitudini dei consumatori.

Questa crisi senza precedenti ha fatto emergere, infatti, delle nuove abitudini di consumo che andranno a impattare significativamente e in maniera duratura gli stili di vita e il mondo della gastronomia.

1) Cucinare a casa - I consumatori cucinano per sé sempre molto più di quanto non facessero prima dell’emergenza Covid e del lockdown. Questo trend ha risvegliato le coscienze sull’importanza della qualità e della tracciabilità dei prodotti. Questa attenzione resterà alta anche nel post crisi: consumare locale e soprattutto dei prodotti di qualità.

2) L'uso del digitale - Il confinamento favorisce gli acquisti online e in particolare gli acquisti di food. Il 2020 ha visto un’esplosione nelle vendite digitali di prodotti confezionati di largo consumo, che settimanalmente hanno tenuto una crescita che non è mai scesa sotto il 50%, con il canale virtuale che ha raggiunto picchi del 288% durante il lockdown.

Il nuovo e-shop è dedicato ai gourmand e i tanti appassionati di pasticceria che nei mesi scorsi si sono cimentati nel preparare in casa raffinati dolci e squisiti dessert. Per consentire loro di continuare a divertirsi, il sito dà finalmente accesso all’acquisto degli ingredienti utilizzati da anni dai migliori pasticceri: i cioccolati iconici del brand come Guanaja, Dulcey, Caramelia e Jivara, ma anche la vaniglia biologica del Madagascar, i pralinati, e tanti altri prodotti. Con www.valrhona-collection.it sono a portata di click squisiti cioccolatini da degustare e tutti gli ingredienti indispensabili per ottenere anche a casa i risultati dei grandi maestri pasticceri, con l’aiuto anche delle ricette e dei consigli dei migliori professionisti.

La gamma prodotti comprende cioccolato (fondente, al latte, bianco e gli inediti come Dulcey e Inspiration); ingredienti per la pasticceria, come cacao, vaniglia in bacche e perle croccanti; tavolette da 70 g in diversi gusti iconici; confezioni regalo con prodotti come praline, carrè e tartufi.