‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ 

NEWSLETTER | 5

alt_text

21/09/2021

Bollicine dal Mondo

Gentile {{NOME}},

Diciannove anni, tanti ne sono passati dalla vendemmia alla presentazione del prodotto finale del più estremo metodo classico di casa Ferrari. La famiglia Lunelli ha prodotto appena tre millesimi del Giulio Ferrari Collezione 2001 Trento Doc, una Riserva del Fondatore che risulta la prima del nuovo secolo dopo quelle del 1995 e del ’97. Particolare importante: porta in pratica la data di un settembre tragico come pochi altri, segnato il giorno 11 dall’attacco alle Torri Gemelle. Oggi è bello pensare a un pensiero di rinascita affidato al tempo, a un’attesa quasi ventennale.

Ma i Lunelli, e prima ancora Giulio Ferrari, sono usi a passi lenti e ponderati, i primissimi dettati da eventi ben lontani dai tempi della natura. In piena seconda guerra mondiale, il fondatore, che arrivava da Lavis a nord di Trento, piena valle dell’Adige, murò in una sua proprietà a Calceranica in Valsugana, le ultime annate in tempo di pace. A guerra finita erano ancora lì, affinate come mai prima per un evento che prescindeva dal lavoro in cantina.

Oggi ecco un nipote di quei vini stupire una platea ridotta all’osso ai tavoli del ristorante di Andrea Berton a Milano. Lo chef ha studiato piatti che esaltassero un metodo classico che va sul mercato già maggiorenne, a un prezzo importante: 390 euro. Ecco i Tortelli di gallina e brodo di funghi; Sogliola arrosto, crescione e daikon; Torta margherita. Bottiglie prodotte per il collezione? Duemilauno, rispettivamente quattro e sei in più rispetto alle precedenti.

Paolo Marchi

Crémant de Bourgogne Blanc de Noirs Paul Chollet

L’esigenza di tutelare la tradizione spumantistica di alcuni importanti territori del vino francese, meno nota ma ben radicata, ha portato all’istituzione di Aoc dedicate ai Crémant. In Borgogna l’Aoc Crémant de Bourgogne è stata istituita nel 1975, regolamentando i méthode traditionelle di alcuni storici marchi del territorio, esclusivamente dediti alle bollicine, come quello di Paul Chollet, attivo dal 1955 a Savigny Le Beaune. Dal 2002 acquisita da Gilles e Joël Remy, la cantina gestisce vigneti dislocati nella Côte de Beaune, nella Côte de Nuits e nelle Hautes Côtes, sotto l’occhio attento di Manon Remy, nipote di Gilles. Pinot Noir, Chardonnay e Aligoté sono alla base della produzione delle Cuvée aziendali. Non passa inosservato il Crémant Blanc de Noirs, 100% Pinot Noir.  Licenziato dopo 16 mesi di presa di spuma, il dosaggio zuccherino è volutamente tenuto basso, 5 g/l, per preservarne fragranza e freschezza aromatica. Un intrigante tono affumicato tratteggia il quadro olfattivo, ingentilito da profumi di fiori di campo essiccati (anche viole) e rimpolpato da sentori fruttati di pesca gialla. L’assaggio è più carnoso dell’atteso, con cremosità che sostiene il frutto, dolce e maturo: conclude con un finale pulito e asciutto, con una raffinata droiture che risucchia l’iniziale dolcezza.

Monica Coluccia

Alta Langa Rosé Zero 2014 Enrico Serafino

Tra i protagonisti indiscussi quando si parla di Alta Langa c’è Enrico Serafino che, proprio nel 2004, è stata la prima azienda a produrne una tipologia non dosata. La solidità aziendale si è sempre tradotta in una capacità di ricerca ossia in spumanti pregni di informazioni per tutta la denominazione e il mercato, mostranti i limiti dell’areale e dell'Alta Langa. Limiti da intendere come periodi di affinamento sui lieviti e di risposta, qualitativa, delle varietà piantate nelle province di Cuneo, Asti ed Alessandria. A dieci anni di distanza, nel 2014, è nato il desiderio di produrre anche il primo Rosé non dosato e per farlo, Paolo Giacosa, storico enologo alla Serafino, ha individuato in Valle Bormida la vigna più adatta tra le 41 a disposizione nella regione. Là, in terra nota per la Robiola di Roccaverano, tra boschi e vegetazione rigogliosa, ci sono anche le uve di Pinot Noir per questo intenso e piacevole rosé che, dopo 60 mesi di affinamento, rilascia sensazioni pulsanti, mordenti ma anche dolci. Una convivenza tra durezze acide e tanniche che dialogano per prolungare un appagante equilibrio.

Andrea Grignaffini

Crémant d’Alsace Brut bio Willm

Willm fu fondata nel 1896 dalla famiglia omonima a pochi chilometri a sud di Strasburgo, sulla strada dei vini di Alsazia. Verso il 1920 conobbe grande rinomanza internazionale e negli anni ’30, appena dopo l'abolizione del proibizionismo, Willm fu il primo produttore alsaziano ad esportare vini negli Stati Uniti. Oggi l’azienda produce un'ampia selezione di etichette di grande qualità, compresi alcuni Grand Cru, vendanges tardives e Sélection de Grains Nobles, tutti da uve tipiche del territorio come Pinot Blanc, Pinot Gris, Gewürztraminer, Riesling, Muscat e Sylvaner. La filosofia produttiva è incentrata nella creazione di vini deliziosamente fruttati, dinamici, in perfetto stile alsaziano, utilizzando l’acciaio senza alcun utilizzo di botti in legno. Nell’ampia gamma ovviamente anche il Crémant d'Alsace, vini metodo classico strettamente legati ai vitigni tradizionali. Tra le tre etichette prodotte scegliamo il Crémant d'Alsace Brut Bio, sapiente assemblaggio di Chardonnay, Riesling, Pinot Gris, Pinot Blanc e Pinot Noir. L’aroma è di una freschezza mirabile, un vino floreale e primaverile, dal frutto intenso, di ciliegia e agrumi, ma anche molto minerale. Profumi complessi che introducono ad un palato vivace, a un sorso pieno e avvolgente, a una bolla finissima.

Bruno Petronilli

Pongràcz Méthode Cap Classique DESIDERIUS 2009

Un conte ungherese, spiritoso, brillante, agronomo appassionato di viticoltura. Prigioniero in Russia per quasi un decennio confinato in Siberia, prima come taglialegna poi come minatore. Rilasciato, torna in Ungheria. Qui sotto l'influenza Russa non può esprimersi come vorrebbe. Parte alle volte della Namibia per diventare manager di una fattoria. Da qui studi ed esperienza lo portano a ridefinire la rigogliosa e crescente vitivinicoltura sud-africana. Intelletto, intuito, visione e profonda cultura, permettono una crescita di qualità notevole. Chardonnay e Pinot Nero diventano i suoi cavalli di battaglia. Ricerca, selezione, qualità i suoi pallini fissi. Il percorso è delineato, la produzione vitivinicola Sud-Africana, viva più che mai, decide di essere riconoscibile nel mondo, soprattutto con la produzione di vini effervescenti nati da metodo classico. Nasce la denominazione MCC (Méthode Cap Classique) e relativa associazione che comprende i più importanti produttori. Tra cui Pongràcz, il cognome del conte ungherese che è oggi il nome dell'azienda che, con carattere carisma e abilità, crea il Desiderius, dedicato all'uomo che lo ha ispirato. Chardonnay e Pinot Nero, 72 mesi sui lieviti, 5g/l di residuo zuccherino sono gli elementi che annunciano un vino ricco, profondo, intenso dal carattere fresco, vibrante e solare.

Luca Turner 

Metodo Classico Rosé NV – Coates & Seely

Nicholas Coates e Christian Seely, il primo ex investitore finanziario ritiratosi per godersi una vita migliore, il secondo CEO di Axa Millésime (a cui appartengono, tra gli altri, Château Pichon Baron, Château Suduiraut e Quinta do Noval), sono due amici che nel 2008 hanno intrapreso la missione di produrre vini spumanti capaci di competere con i migliori al mondo. Per riuscirci, hanno individuato dei vigneti messi a dimora, tra i 50 e i 100 metri di altitudine, in una valle dell’Hempshire, nel sud dell’Inghilterra, caratterizzata da terreni calcarei e argillosi esposti a sud. Il terroir ideale per un metodo classico, o meglio per un metodo britannico, come orgogliosamente recitano le loro etichette, che non teme rivali. Il Rosé non millesimato ne è un validissimo e sorprendente esempio. Prodotto con uve 80% Pinot Nero e 20% Pinot Meunier, raccolte a mano, per preservarne al meglio integrità di frutto e qualità. Beneficia di una prima fermentazione in serbatoi di acciaio inossidabile e, unico esempio nel panorama spumantistico inglese, in uova di cemento che conferiscono al vino profondità e complessità. Una volta imbottigliato, sosta 30 mesi sui lieviti prima di venire degorgiato, dosato 5 g/l e infine immesso sul mercato dopo ulteriori 12 mesi di affinamento in bottiglia.

Luca Torretta

De La Finca 2015 Raventós i Blanc

Fin dal 1497 Raventós i Blanc coltivano uve rappresentando la storia dell’enologia spagnola. Un'azienda catalana rivoluzionaria che ha iniziato a creare spumanti fin dal 1888 attraverso l’intuizione di Manuel Raventós che, attraverso una selezione massale dei migliori ceppi della sua proprietà, decise di puntare sulla DO Cava. In realtà ci credettero fino al 2012, anno di spaccatura che vide i Raventós  proseguire su un percorso qualitativo maniacale abbandonando la denominazione e spingendosi alla convincente biodinamica. De La Finca è creato con le migliori uve di Macabeo 31%, Xarel.lo 50% e Parellada 19% provenienti da uno storico vigneto Vinya Dels Fòssils, nome derivante da un suolo coperto da fossili marini che concedono a questa bollicina note salate con sentori di limone. Spumante ottenuto con una fermentazione in acciaio e, dopo l’ assemblaggio, segue quella in bottiglia, 30 mesi sui lieviti e, dopo la sboccatura zero aggiunta di zucchero. Gelsomino e magnolia al naso, per poi lasciare spazio alla fruttuosità della pesca Saturnina. Al palato esprime un’elegante mediterraneità. Perlage fine, complesso, equilibrato. Bilanciamento funambolico di cremosità e acidità. Una verticalità sorprendente tale da suggerirvi di assaggiarlo per farvi sedurre da una singolare personalità aromatica.

Cinzia Benzi

Crémant de Loire Brut 2015 CHÂTEAU PIERRE-BISE

Il dedalo di territori e vini provenienti da quel prezioso scrigno che è la Loira, potrebbe disorientare anche il più smaliziato degli appassionati: dai freschi ricami continentali a tinte biancoverdi del Sauvignon di Sancerre e Pouilly Fumé, fino alla candida sapidità atlantica dei Muscadet, la palette dei colori di questa regione è tanto affascinante quanto ingarbugliata. Nella regione dell’Anjuo-Saumur è lo Chenin Blanc a dettar legge, declinando la propria espressione varietale e territoriale secondo le sue interpretazioni: dalla versione classica, asciutta e filante, fino alle vendemmie tardive impreziosite dalla botrite, passando per macerazioni e bollicine. Un ventaglio di espressioni ben rappresentato nello Château Pierre-Bise della famiglia Papin a Beaulieu-sur-le-Layon. Claude e i figli René e Christophe, nei quasi 50 ettari di vigne, praticano un'agricoltura attenta, ispirata dai confronti con Nicolas Joly e Jean-Michel Deiss. Il Crémant de Loire Brut 2015 è territorialità effervescente: l'olfatto, inizialmente su tinte gialli tropicali di papaya e mango, si scrolla di dosso le dolcezze per virare su toni di pompelmo e lime, che si ripercuotono in bocca dove la bollicina viene piacevolmente avvolta da questa esplosione fruttata. Immediato, comunicativo, slanciato.

Alessio Pietrobattista

Identità Web S.r.l.

Corso Magenta, 46 - 20123 Milano - P.I. e C.F. 07845670962
t. +39.02.48011841 - f. +39.02.48193536

info@identitagolose.it

CANCELLA LA SOTTOSCRIZIONE ALLA NEWSLETTER
GESTISCI LA SOTTOSCRIZIONE



Ricevi questa comunicazione all’indirizzo {{EMAIL}} perché in data {{DATA}} hai sottoscritto le newsletter di Identità Golose tramite il sito web https://www.identitagolose.it