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NEWSLETTER | 1

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21/09/2021

Bollicine dal Mondo

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Per come sono fatto mentalmente, ciò che davvero mi procura una soddisfazione particolare è riuscire a creare nuovi eventi concreti, momenti di crescita, aggiungere tessere al mio mosaico mai però come consuetudine, quel fare una cosa perché l’hai già fatta sei, otto, dieci volte.

Proprio per questo sono particolarmente contento di annunciare che questa mattina, la mattina di martedì 9 giugno, debutterà la settima newsletter di Identità Golose. Sarà dedicata alle Bollicine del mondo, da un’idea di Cinzia Benzi e mia. Cinzia è partita dalla sua profonda conoscenza dell’universo vino, io dall’essermi ritrovato un giorno a pensare che quando si decide di uscire a pranzo o a cena la prima risposta che bisogna darsi o farsi dare è carne o pesce? E poi, cosa si beve di buono? Pensando ai camerieri di lustri e lustri fa, bianco o rosso dottore? Però c’è un però: le bollicine sono una galassia a sé, realtà ricche e incredibili.

Le bollicine vivono e stregano per conto loro e guai credere che esistano solo i metodi classici di casa nostra, Franciacorta, Trento, Oltrepò Pavese, Alta Langa… o lo Champagne in Francia. Così, a furia di discuterne tra di noi e con diverse figure che stimiamo, è nata in noi la voglia di staccare le bollicine dalla newsletter del vino per crearne una tutta sua.

Ha detto Cinzia Benzi: «L’obiettivo di questa nuovo progetto digitale segnerà la genesi di un’evoluzione in rete che sveleremo nel tempo. Desideriamo narrare, con professionalità e sentimento di mentoring, il panorama mondiale delle Bollicine permettendo ai nostri lettori di approfondire non solo gli spumanti delle zone più grandi, reputate e prestigiose ma pure le piccole produzioni artigianali che tanto interessano gli appassionati. Racconteremo le storie delle aziende, la loro filosofia e le loro cuvée migliori e la possibilità di acquistarle». Importante quest’ultimo dettaglio: dove comperarle. Troppo spesso si parla o si scrive di bottiglie, ma anche prodotti e locali, quasi introvabili o irraggiungibili. Noi cercheremo di evitare simili errori.

Paolo Marchi

FRANCIA: Crémant de Bourgogne La Croix de Montjoie

Ci si può spingere, con cautela e curiosità, fuori dalle rotte sicure delle bollicine francesi, indagando aree che richiamano tradizioni ben più “ferme”; come quelle che riflettono le tinte bianche cristalline dello chardonnay e delle argille kimmeridgiane, dei ciottoli e dei fossili di un mare mai del tutto passato. A Tharoiseau, a sud della più famosa Chablis, La Croix de Montjoie non vanta storia e tradizioni a cui la Borgogna ci ha abituati: un’azienda che Sophie e Matthieu Woillez fanno nascere nel 2009, creatura del loro sapere (lei agronoma e lui enologo), transito per pellegrini della vicina Avallon che nella croce adiacente avevano un riferimento certo.

In questa fattoria del vicino castello, poi divenuta domaine, hanno pensato i 10 ettari di vigna da cui nascono Vezelay di candido slancio e delicati rossi da pinot noir. E un delizioso Crémant de Bourgogne, unione dei due nobili vitigni con netta prevalenza dello chardonnay, dal ricamo di fiori e frutti bianchi, su tutti il gelso; la traccia di limone e il soffio marino del tempo che fu, restituiscono un naso di serena compostezza, appena screziato da lievi tonalità erbacee. Il sorso, giovialmente agrumato, non cerca lunghezze interminabili ma una beva facile e la fedele rappresentazione di un territorio da scoprire.

Alessio Pietrobattista

SPAGNA: Cava Brut Nature Familia Eudald Massana Noya

Dall'amenità di un paesaggio rurale punteggiato di case di campagna, resti di fortezze ed eremi romanici, come quelli di Cervelló, arriva questo Cava che l'azienda ecologica Eudald Massana Noya produce da uve Macabeo, Xarel.lo e Parellada, in un "vigneto giardino" messo a dimora immediatamente ai piedi della fattoria di famiglia. Ma dalla sua questo vino non ha solo l'attributo della prossimità: qui, infatti, il terreno ghiaioso, sabbioso e drenante è foriero della caratteristica, slanciata acidità che, assieme a una imperturbabile persistenza, compone la finezza dei Cavas aziendali.

Questo, in particolare, sosta in cantina, sui suoi lieviti, dai 24 ai 30 mesi, ha gradazione contenuta e color giallo paglierino chiaro attraversato da squillanti saette dorate. Il perlage, una filigrana morbida e precisa, veicola al naso corroboranti note di agrumi, fieno e note dolci, confortanti anche nel perfetto equilibrio tra sensazioni di maturità alternate ad altre di freschezza. Un comportamento così lineare da manifestarsi con simil coerenza anche al palato, dove la cremosità della bollicina sfuma speditamente in una sapidità appetitosa, sempre persistente e consolante al retrogusto, dove si affaccia ancora una reminiscenza di agrumi e sfalci d'erba.

Andrea Grignaffini

INGHILTERRA: Nyetimber Classic Cuvee

Una bollicina che ha avuto un incredibile successo internazionale grazie alla sua qualità. E non ci sarebbe nulla di particolare, se non fosse che sull’etichetta c’è scritto “product of England” e non “of France”. L’azienda nasce nel West Sussex nel 1988 con i primi impianti di Chardonnay, Pinot Noir e Meunier e, da allora, è cresciuta costantemente. Ovviamente Nyetimber utilizza solo uve provenienti dai propri vigneti, volutamente esposti a sud e coltivati su suoli sabbiosi o di gesso simili alla Champagne. I vigneti, situati ai margini delle colline di South Downs, sono protetti dai venti costieri e le uve vengono testate per garantire una perfetta maturazione prima della raccolta, che è effettuata rigorosamente a mano, nel momento ottimale, parcella per particella. La Classic Cuvee è l’etichetta simbolo di Nyetimber: assemblaggio di Chardonnay (55/65%), Pinot Noir (30/40%) e Meunier (5/15%), dosaggio quasi a 10 g/l, tre anni di affinamento in bottiglia. L’aroma è intenso, tra note di frutta matura ed erbe aromatiche, con leggere note tostate e di pasticceria. Un profumo complesso, profondo, elegante, che introduce ad un palato avvolgente, polposo, supportato da un eccellente tenore acido, agrumato e di grande pulizia. Il finale è sapido e minerale.

Bruno Petronilli

STATI UNITI: Brut Rosé NV Gruet

Era il 2010, mi trovavo nella Grande Mela, in occasione di Identità New York. Visitai un noto Sparkling Bar, a pochi passi da Union Square. Dopo aver assaggiato prodotti locali, alcuni più vocati ai gusti internazionali altri più affini alle nostri palati, arrivò il  colpo di fulmine: Gruet. Una cantina del New Mexico, nel Sud Ovest degli Stati Uniti, fondata da Laurent Gruet nel 1984 con l’obiettivo di specializzarsi in vini Metodo Champenoise. I Gruet sono vignerons di Champagne. Fu Laurent, enologo, a lasciare la Francia per sbarcare in America, con la sorella, creando il suo quartier generale nel Nuovo Messico ad Albuquerque.

I vigneti di Pinot Nero e Chardonnay sono stati piantati a Nord, verso il confine con il Messico. Un’altitudine media di 1300 metri s.l.m. Intuizione geniale di estendere la superficie vitata a ridosso delle Montagne Rocciose che rappresentano una barriera naturale essenziale per lo stile Gruet. Grandi escursioni termiche ideali a produrre bollicine estreme. La selezione Brut Rosé NV esalta la trama del Pinot Nero con una sosta biennale sui lieviti. Spumante fresco con note dominanti di fragola e ciliegia, alternate a lievi tostature e, inaspettate, note cremose.  

Cinzia Benzi

PORTOGALLO: Colinas Brut Reserva Rosé de Pinots 2011

Ho attraversato il Portogallo in lungo ed in largo. Ho calpestato diverse vigne, di diverse regioni. Ho scoperto un Paese dedito al vino. Conoscenza, cultura, storia, attenzione e amore per la terra e per la vigna. Ho assaggiato molti prodotti, alcuni, acerbi ancora in divenire, altri maturi e corretti a volte omologati da un gusto internazionale che tende indubbiamente all’esportazione più che al consumo locale. Poi ci sono dei prodotti che meritano attenzione perché la luce, passando, si ferma lì, e li mette in evidenza. Sono quei vini che escono fuori dal coro e ti trasmettono quel quid in più, che magari neanche ti aspettavi. Con la nostra cultura spumantistica ci muoviamo tra l’Italia (e neanche tutta) e la Francia: ma ci sono altri paesi che possono dire la loro. E il Portogallo è uno di questi.

Colinas Brut Reserva Rosé de Pinots 2011. Nasce nella regione di Bairrada, ricca di vento dall’Atlantico che si insinua nei monti a protezione delle vigne. La pianta prende tutto il meglio ed i due Pinot, il nero ed il Meunier esprimono il meglio nella luce del colore e nella vibrante ricca e rotonda sapidità del sorso. Metodo Classico, 60 mesi sui lieviti, rilascia nel bicchiere bollicine finissime e lunghe. Un bel bere da unire alla vostra gastronomia.

Luca Turner

SPAGNA: Alta Alella Mirgin Gran Reserva 2015

Siamo alle porte di Barcellona. Un’azienda famigliare vocata al biologico. Circondati dal parco naturale della Serralda de Marina. La realizzazione di un sogno della famiglia Pujol-Busquets Guillén. Un paio di chilometri separano i vigneti dal Mar Mediterraneo su un terreno denominato Sauló, la vera singolarità di quest’ area geografica e tutti i vini di Alta Alella. Un suolo sabbioso, acido, leggermente calcareo con un drenaggio eccellente. Terroir ideale per grandi bollicine dove la freschezza domina, un Cava immediato, teso ma versatile.  

Alta Alella Mirgin Gran Riserva 2015 è la massima espressione della mediterraneità. Da 30 a 42 mesi sui lieviti, non dosato e completamente vegano. Vigneti distesi su una superficie affacciata sul mare, esposizione sud-est, e un’ altezza che parte da 150 per arrivare a 250 metri sul livello del mare. Un’esplosione al naso e in bocca di frutta bianca e note iodate  alternata a crema pasticciera. Massima espressione di un terroir che produce un vino gastronomico, versatile da degustare. Organizzano singolari visite nei vigneti con l’elicottero e pranzi iberici con jamon e bollicine. 

Meritxell Falgueras

FRANCIA: Crèmant d’Alsace Chardonnay Schaefferstein

Nel comune di Molsheim, a meno di trenta chilometri da Strasburgo, capitale d’Alsazia, trovate il cuore delle vigne del Domaine Neumeyer, in una zona vitivinicola che fa da cuscinetto tra il Reno e il Parc Naturel Régional des Vosges du Nord. Il pacchetto vigneti di questa famiglia di vignaioli, attiva dal 1925, è oggi nelle mani della quarta generazione: Jérôme e Marie Neumeyer, aiutati in vigna da Frédéric Tonner, marito di Marie. Da un’unica parcella situata nel lieu-dit Schaefferstein, -con vigne esposte a sud-est, a 200 metri sul livello del mare, su terreni a substrato marnoso calcareo- arrivano le uve di Chardonnay per il Cremant d’Alsace Chardonnay Schaefferstein.

Praticamente un gioiellino dalla beva esaltante a dispetto della difficoltà di pronuncia, per noi italiani, del nome che si ritrova in etichetta, prodotto dalla fermentazione avviata con lieviti indigeni e una presa di spuma di 12 mesi. Dall’approccio olfattivo delicato e accattivante, per aromi di agrumi, soprattutto limoni e lime, frutta bianca fresca e un leggero tocco cipriato e dal gusto scorrevole di buona energia e acidità. Una beva agile con chiusura lesta ma nitidissima e pulita, con saporiti richiami a mandorla fresca e mela annurca. Una bollicina ricercata per rendere elegante un brunch con amici. 

Monica Coluccia

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