Il Monastero di Christoph

Dopo 11 anni risorge il convento di Santa Rosa ad Amalfi. E in cucina c'è Bob. Un'anteprima

19-05-2012
Christoph Bob, 39 anni, cuoco tedesco di Amburgo m

Christoph Bob, 39 anni, cuoco tedesco di Amburgo ma "italiano" per parte di moglie campana, si affaccia su una delle terrazze del Monastero Santa Rosa a Conca dei Marini, in Costiera Amalfitana, Salerno, telefono +39.089.8321199. Il convento, acquistato dalla texana Bianca Sharma nel 2001, dopo 11 anni di lavori ha aperto come hotel di lusso con Spa e cucina ambiziosa

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Una foto del Monastero di Santa Rosa, prima della ristrutturazione. Costruito nel 1680, è sospeso a circa 500 metri sul livello del mare di Conca dei Marini, a un passo da Amalfi (Salerno). Prima dell'abbandono è stato gestito dalla famiglia Caterina per 3 generazioni. Nel 2001, l'acquisto dell'ereditiera Bianca Sharma. I lavori di restauro sono durati 11 lunghi anni
La facciata principale del Monastero vista dal terrazzamento della piscina. Le 20 suite, tutte con affaccio su Salerno e sul Cilento fino a Punta Licosa, portano ognuna il nome di un'erba, un fiore o una spezia locale (melissa, viola...). In alta stagione i prezzi oscillano tra i 550 e gli 850 euro a notte per le stanze "standard", fino a 2.950 euro per la Penthouse Suite
La foto non rende bene l'idea delle dimensioni del dirupo. Ma la distanza verticale tra il Monastero e la spiaggia è di 500 metri. La Conca dei Marini porta questo nome perché la stessa "conca" raggiunge una profondità di 800 metri. L'habitat acquatico ideale per diversi pesci da fondale, inclusi totani da 3-4 chili
I lavori sono durati tanto un po' per intoppi burocratici, un po' per regolamentare ogni dettaglio a norma di legge. Un compito piuttosto complicato, considerata la severità delle leggi sulla compatibilità eco-ambientale

Per fortuna, la miliardaria Bianca Sharma ha tenuto duro. Ed è andata in fondo al sogno, sbocciato nel 2001 quando, in gita in yacht in Costiera Amalfitana, vede afflosciarsi quella struttura in disgrazia là in cima alla Conca dei Marini di Amalfi, se ne innamora e decide di comprarla. Sei anni di trappole burocratiche italiane, inclusa la tentazione di gettare la spugna, ma alla fine il sogno trova la sostanza: l’ex monastero di Santa Rosa - a turno percorso da suore domenicane, abbandonato e razziato dai vandali, trascurato da proprietà distratte – è da 2 giorni un Luxury Hotel & Spa (per farti un’idea di quanto sia luxury, dai un occhio ai 20 scatti della fotogallery in fondo).

La vista dalle suite del Monastero spazia da Amalfi fino a Punta Licosa, estremità cilentana all'orizzonte

La vista dalle suite del Monastero spazia da Amalfi fino a Punta Licosa, estremità cilentana all'orizzonte

Che non può trascurare la sfida di provare a fare una cucina ambiziosa. A dicembre 2011, la signora - texana, di madre tedesca, ereditiera di una vera fortuna figlia del primo boom dell’IT – ingaggia il cuoco tedesco Christoph Bob, fino ad allora impegnato sul versante opposto della Penisola Sorrentina, al Relais Blu di Massa Lubrense, struttura con altro affaccio struggente. Di là c’era la vista su Capri e il Vesuvio; di qua spazi marini sconfinati, interrotti in fondo dal profilo del litorale salernitano e cilentano fino a Punta Licosa. Più a destra, molto lontano, sovviene l’idea della Sicilia e dell’Africa.

«Pur essendo parte della stessa Penisola», racconta un raggiante Bob, asciugato nell’aspetto dalle continue scarpinate su e giù per gli scalini che legano i vari terrazzamenti del Monastero, «sono due profili molto diversi: qua è più tranquillo, turisticamente e come scenario naturale». Sennò quelle devote delle suore mica avrebbero deciso di spendere i voti domenicani quassù. E poi, figurati, c’è pure un mito gastronomico delle origini che afferra il Monastero «Che si chiama Santa Rosa, come l’omonima sfogliatella, nata proprio qui». È altresì vero che «Vino, birra e champagne come il Dom Pérignon sono tutti figli della tradizione monastica».

E' bene che l'aura da convento aleggi anche sulla linea di cucina: «È come tornare alle radici del nostro mangiare, back to the roots», aggiunge in lingua inglese, rispolverata a furia di fitti dialoghi sul come e quando con la signora Sharma, «Stiamo facendo cioè uno studio importante su cosa si è sempre mangiato da queste parti. E nei conventi dei frati, che mettevano sul fuoco per ore ragù e stracotti, mentre la preghiera chiamava». Quindi: «A fare bene il branzino siamo ormai capaci tutti. Noi dobbiamo soprattutto distinguerci coi prodotti locali, dal mare e dai monti». Carne esclusa, che viene quasi tutta dalla Germania, prolunga della sua nota teoria per cui «Dimmi quale vacca campana è contenta di vivere a 30 gradi. La loro carne no di certo».

La Lasagnetta di verdure di Christoph Bob: vegetali cotti e disidratati in apertura del pasto

La Lasagnetta di verdure di Christoph Bob: vegetali cotti e disidratati in apertura del pasto

Insomma, «Io sono cuoco e devo fare da magnà», dice in campano con inflessione sassone. Un concetto trasformato nella pratica seguendo solide tecniche heinz-beckiane, il cuoco cui faceva da sous-chef a Roma prima di “campanizzarsi”, innamorarsi e sposare una signora di Vico Equense. La brigata è un incastro di 20 persone tra cui spiccano, nel back office, il fidato sous chef siciliano Francesco Reina. E, oltre la porta automatica della cucina, la cravatta e i modi eleganti del maître romano Alessandro Passagrilli, già cicerone di Andrea Aprea al Romeo di Napoli. In cantina, Daniele Di Palma, sommelier nativo proprio di Conca dei Marini, ancora più casa e bottega dei tempi in cui mesceva al pur vicino Palazzo Sasso di Ravello: è uno che spolvera etichette di autoctoni bio o semi-sconosciuti come quelli da uve tintore. Un team che, una volta archiviati i mille imprevisti di una start up per forza complessa, sono pronti a innestar baldoria sui palati. Altro che monaci.

Monastero Santa Rosa
via Roma, 2
Conca dei Marini (Salerno)
+39.089.8321199
info@monasterosantarosa.com
Prezzi medi: antipasti 26, primi 22, secondi 31, dessert 15 euro
Menu degustazione: 70 e 85 euro
Aperto solo a cena, 7 giorni su 7


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Una foto del Monastero di Santa Rosa, prima della ristrutturazione. Costruito nel 1680, è sospeso a circa 500 metri sul livello del mare di Conca dei Marini, a un passo da Amalfi (Salerno). Prima dell'abbandono è stato gestito dalla famiglia Caterina per 3 generazioni. Nel 2001, l'acquisto dell'ereditiera Bianca Sharma. I lavori di restauro sono durati 11 lunghi anni
La facciata principale del Monastero vista dal terrazzamento della piscina. Le 20 suite, tutte con affaccio su Salerno e sul Cilento fino a Punta Licosa, portano ognuna il nome di un'erba, un fiore o una spezia locale (melissa, viola...). In alta stagione i prezzi oscillano tra i 550 e gli 850 euro a notte per le stanze "standard", fino a 2.950 euro per la Penthouse Suite
La foto non rende bene l'idea delle dimensioni del dirupo. Ma la distanza verticale tra il Monastero e la spiaggia è di 500 metri. La Conca dei Marini porta questo nome perché la stessa "conca" raggiunge una profondità di 800 metri. L'habitat acquatico ideale per diversi pesci da fondale, inclusi totani da 3-4 chili
I lavori sono durati tanto un po' per intoppi burocratici, un po' per regolamentare ogni dettaglio a norma di legge. Un compito piuttosto complicato, considerata la severità delle leggi sulla compatibilità eco-ambientale
La piscina riscaldata e il prolungamento ideale del mar Tirreno alle spalle
Scenografici ulivi millenari, di provenienza anche palestinese, troneggiano sui vari terrazzamenti della proprietà
L'architetto napoletano che ha coordinato il lavori di restauro, Francesco Avolio de Martino posa accanto a un confessionale pre-esistente nel Monastero. In caso qualcuno voglia fare improvvisa penitenza nel corridoio delle suite vista mare
La volta del ristorante del Monastero, praticamente un soppalco con feritoie ai bordi che danno sul bar sottostante. I coperti sono poco più di una trentina, e in stagione più calda vengono trasferiti sulla terrazza outdoor con vista sul Cilento
Il segnaposto del ristorante, così come i piatti da amouse-bouche in madreperla, sono firmati da vetrai artigianali di Murano. La S è quella di Santa Rosa
La Porchetta di coniglio di Christoph Bob: sella farcita di erbe aromatiche, insalatina di funghi chiodini con salsa al rosmarino
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Gli spaghetti da farina integrale di grano duro senatore cappelli biologico, molita a pietra naturale da un'azienda di Trapani. In carta trovano ora sfogo con seppie, bottarga e verdure di stagione