Grande Italia al Polo Sud

Giorgio Nava, milanese che vive a Cape Town, ha cucinato per 17 russi in una base antartica

13-11-2011
Una splendida foto ricordo di Giorgio Nava al Polo

Una splendida foto ricordo di Giorgio Nava al Polo Sud. Il 47enne ristoratore e allevatore milanese, che dal 1999 vive a Città del Capo dove ha aperto diversi locali, ha cucinato in una base antartica per 17 ricchi russi che amano la cucina italiana. Lo scatto è stato fatto a una temperatura di -25 gradi. In Antartide ora è estate.

Galleria fotografica

L'aereo militare russo che ha portato i 17 golosoni russi da Città del Capo alla base antartica dove Giorgio Nava ha cucinato un pranzo e una cena espressamente per loro. Al Polo Sud adesso è estate e la temperatura varia tra i meno 25 gradi di notte e i meno 15 di giorno. Il volo è durato 6 ore. La pista di decollo non presentava traccia alcuna di neve...
Uno scorcio del continente antartico dove Giorgio Nava si è recato il 7 novembre per preparare un pranzo e una cena a 17 ricchi turisti russi.
Giorgio Nava, in fondo vestito poco visto che al polo la temperatura si mantiene ben sotto lo zero, mostra felice un paio di bottiglie di ottimo olio.
Giorgio Nava, 47 anni, dei quali gli ultimi dodici vissuti in Sud Africa, tra ristoranti e allevamenti di bestiame, posa per una foto ricordo su una mappa del continente di ghiaccio fatta con sassi raccolti tutt'attorno. I confini sono tracciati con la vernice e le basi presenti al Polo Sud sono segnate con dei candelotti.

Giorgio Nava è un quarantasettenne milanese che abitava in zona Magenta, via Boccaccio per la precisione, e che una dozzina di anni fa decise di lasciarsi l’Italia alle spalle per trasferirsi in Sud Africa. Oggi, a Città del Capo, guida un piccolo impero della ristorazione, insegne - 95 Keerom Restaurant la più importante - che spaziano dal mozzarella bar al trionfo della carne, spesso degli animali che lui stesso alleva. Aveva iniziato con i capi di chianina, oggi hanno più peso quelli di razza marchigiana. Lo vedremo sul palco di Identità Golose, martedì 7 febbraio in Identità di Carne.

Ora scrivo di lui dopo avere letto, lo scorso fine-settimana, una sua email nel forum del GVCI, il Gruppo virtuale cuochi italiani guidato con successo da Mario Caramella, chef da pochi mesi a Singapore. Impossibile passasse inosservata.

Come tantissimi suoi colleghi (e come chiunque altro, in ogni modo, cuoco o non cuoco) che si spostano per lavoro o per piacere, ha chiesto lumi sul posto che lo aspettava. Assolutamente inedita e originale è, ovviamente, la destinazione: “Lunedì 7 parto da Cape Town per l’Antartide per preparare un pranzo e una cena per dei vip russi che, a quanto pare, amano la cucina italiana. Visto che ormai siamo quasi dappertutto, domando se s’è qualcuno del gruppo che lavora in una delle tante basi, almeno per un contatto radio. Grazie. Giorgio Nava”.

Cucinare al Polo Sud, meno 15 gradi di giorno e meno 25 la notte, cucinare alla grande, per puro piacere, il proprio e quello dei commensali, non per sostentamento, per un pieno di proteine, carboidrati e così via. La cosa mi ha colpito perché delle persone hanno deciso di non rinunciare al lato godereccio della quotidianità in un contesto che pone tanti problemi anche quando è estate, in una realtà che per la sua eccezionalità occupa in pieno la testa di una persona, quasi per intero visto che i 17 russi non si sono accontentati del panorama, delle albe e dei tramonti, delle distese bianche e delle pietre che sembrano minuscoli monoliti ma, come avviene ovunque, hanno pensato a cosa mangiare dopo avere fatto i turisti.

Giorgio è tornato a casa la mattina di giovedì e mi ha scritto: “Sono tornato ieri mattina dall’antartico, 6 ore di volo su un aereo militare russo. Ti devo dire che un posto molto speciale, per i panorami e per le persone che incontri, dal ricercatore allo scienziato ai fuori di testa in cerca di traguardi (scalatori, sciatori e altri matti dell’estremo) e con loro tutte quelle persone che ci lavorano.

“A Cape Town opera una società che rifornisce le basi del Polo Sud, che da poco tempo porta laggiù anche un limitato numero di turisti. Si chiama Tac, non ridere. Sta per The Antarctic Company, nel suo sito trovi tutto. I clienti per questo strano viaggio erano 17 facoltosi russi che amano la cucina italiana visto che passano le loro vacanze in Toscana e Sardegna. Io sono stato ingaggiato per il lato goloso”.

In questo caso uno pensa che avrebbe pagato pur di esserci e in effetti l’idea di mettermi a tavola così fuori dal mondo mi affascina: “Ho cucinato in una cucina di un metro per due un menu che mi era stato richiesto con anticipo. A mio avviso non proprio bilanciatissimo ma che ci vuoi fare. Per pranzo insalata caprese di burrata fresca, fatta da dei pugliesi a Cape Town, zuppa di cozze, roast beef con insalata, gelato alla vaniglia con biscotto all’amaretto e caffè. Per cena zuppa di pesce fresco, aragoste alla griglia, arrosto di maiale ripieno di ricotta e spinaci con salsa ai funghi e millefoglie di patate, mousse al cioccolato con frutti di bosco, caffe e il tutto annaffiato da Gavi di Gavi e vodka in abbondanza”.

La vodka no, il vino bianco ni, tutto il resto per me sì. Grande Italia anche tra i pinguini.


Rubriche

Affari di Gola di Paolo Marchi

Pagina a tutta acquolina, uscita ogni domenica sul Giornale dal novembre 1999 all’autunno 2010. Storie e personaggi che continuano a vivere in questo sito


Galleria fotografica

L'aereo militare russo che ha portato i 17 golosoni russi da Città del Capo alla base antartica dove Giorgio Nava ha cucinato un pranzo e una cena espressamente per loro. Al Polo Sud adesso è estate e la temperatura varia tra i meno 25 gradi di notte e i meno 15 di giorno. Il volo è durato 6 ore. La pista di decollo non presentava traccia alcuna di neve...
Uno scorcio del continente antartico dove Giorgio Nava si è recato il 7 novembre per preparare un pranzo e una cena a 17 ricchi turisti russi.
Giorgio Nava, in fondo vestito poco visto che al polo la temperatura si mantiene ben sotto lo zero, mostra felice un paio di bottiglie di ottimo olio.
Giorgio Nava, 47 anni, dei quali gli ultimi dodici vissuti in Sud Africa, tra ristoranti e allevamenti di bestiame, posa per una foto ricordo su una mappa del continente di ghiaccio fatta con sassi raccolti tutt'attorno. I confini sono tracciati con la vernice e le basi presenti al Polo Sud sono segnate con dei candelotti.
Sempre lui, Giorgio Nava. Qui lo chef e patron del 95 Keerom Restaurant a Città del Capo sta preparando una zuppa di pesce fresco, in mano un granchio.
Quando la sostanza è tutto. Visto dove Nava e i suoi ospiti si trovavano, era impensabile una sala da pranzo da black tie.
Lo stesso aereo dell'andata ha riportato in Sud Africa l'allegra compagnia di bisbocce. Notare bene come laggiù sarà anche estate ma i velivoli atterrano e decollano sulla neve e le persone sono vestite con estrema attenzione.