Nel segno del mais

Già dalla forma, il padiglione del Messico celebra questo alimento essenziale per la sua cultura

13-05-2015
Il padiglione messicano si trova proprio all'incro

Il padiglione messicano si trova proprio all'incrocio tra Decumano e Cardo. Il suo tema è "La semilla de un nuevo mundo: comida, diversidad, patrimonio" (Il seme di un nuovo mondo: cibo, diversità, patrimonio)

Di primo acchito potrebbe non essere immediato indovinare quale sia l'ispirazione per il padiglione messicano. E' necessario allontanarsi un poco, per cogliere che ad abbracciare la facciata principale sono delle foglie, foglie di una gigantesca pannocchia. Il mais è infatti uno degli elementi fondamentali infatti della presenza messicana a Expo Milano 2015, ma soprattutto è il simbolo per eccellenza della cultura gastronomica del paese.

Il Messico è infatti il luogo d'origine di questo alimento essenziale, che per i Maya rappresentava non solo un ingrediente sacro, ma anche una vera e propria divinità. L'uomo stesso, per quella religione, sarebbe una pallina di acqua e mais modellata dagli dei. Ancora oggi si tratta dell'ingrediente base di una cucina che, dal 2010, è stata nominata dall'Unesco Patrimonio culturale Immateriale dell'umanità.

L'Albero della vita che celebra la frutta e la verdura originaria del Messico

L'Albero della vita che celebra la frutta e la verdura originaria del Messico

A cogliere questa ispirazione è stato l'architetto Francisco Lòpez Guerra, che ha ideato il padiglione organizzato su cinque livelli collegati tra loro da rampe, secondo un sistema ispirato agli antichi terrazzamenti agricoli realizzati durante l'impero di Nezahualcòyotl.

Appena entrati, si viene accolti da una creativa fontana, opera dell'artista Maria José de la Macorra, alimentata da un flusso circolare d'acqua che scorre innescando il movimento di collane che rappresentano, nuovamente, i chicchi del mais, mentre il suo suono rimanda alla pioggia, fonte della vita sulla terra.

Modernità e storia antica si incrociano invece poco più in alto, salendo lungo le rampe, con l'incontro tra la statua in pietra del Principe dei Cinque Fiori Macuilxochitl, risalente al periodo post-classico (1250-1521), e le sculture di ossidiana intagliata di Jorge Yàzpik. E' una scultura diversa, lignea, che aspetta i visitatori al piano superiore invece: l'Albero della vita è una delle più caratteristiche creazioni degli artigiani messicani, e dai suoi rami traboccano sempre mille immagini e figure. I due esemplari presenti nel padiglione messicano sono dedicati chiaramente al tema del cibo: da uno nascono gli utensili tradizionali del paese, dall'altro la frutta e la verdura autoctona.

Il ristorante Besame mucho, sulla terrazza del padiglione

Il ristorante Besame mucho, sulla terrazza del padiglione

Il Messico è un paese che gastronomicamente esprime una straordinaria diversità, anche grazie alle tante tradizioni dei 32 Stati di cui è composta la federazione: sei di questi (il primo è il Michoacàn) esporranno un mese per uno delle installazioni temporanee dedicate alle specificità dei singoli territori. Sullo sfondo di questa sala campeggia invece una grande cucina virtuale, dal cui schermo, a rullo continuo, i più blasonati chef della nazione presentano alcune delle ricette più famose della tradizione messicana, da loro reinterpretate.

La visita si chiude poi nel modo migliore con la bella vista che si gode dalla terrazza in cima al padiglione: è anche il luogo dove si trova il ristorante Besame mucho (l'arcinota canzone che quest'anno compie 75 anni), il cui menu, in continuo aggiornamento, proporrà molte delle prelibatezze più tipiche della cucina messicana. Nelle prossime settimane sarà anche comunicato un programma speciale di chef ospiti che arriveranno dal Messico a Milano per arricchire ulteriormente la proposta gastronomica del padiglione.


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