Si chiama Mammà la nuova avventura di Gennaro Esposito - chef della Torre del Saracino di Vico Equense - sull'Isola di Capri (Napoli): aprirà a meta giugno nella celebre Piazzetta e proporrà una cucina mediterranea/caprese per 60 coperti. In cucina ci sarà Salvatore La Ragione, sous-chef da sempre a Vico. In più, nello spazio adiacente Esposito gestirà anche una pizzeria con forno a legna, da 50 coperti: pizza napoletana e una selezione di fritti
Fino a domenica 26 maggio, il chiostro del Piccolo Teatro in via Rovello a Milano ospita la temporary lounge Dom Pérignon, maison che in questi giorni presenta il vintage 2004 in anteprima nazionale. Lo champagne sarà servito per colazione, pranzo, aperitivo e cena con una Bento Box contenente piccoli piatti studiati per esaltare il prodotto. Per informazioni e prenotazioni, numero verde 800.035188
Nuova location per Massimo Camia, storico chef langarolo. La sua Locanda nel Borgo Antico cambia per la terza volta sede: si trasferisce a La Morra (ma sulla via per Alba-Barolo, al 122), presso la Cantina Damilano, con la quale collaborerà. Invariato lo stile in cucina, così come i prezzi, nuova invece l’insegna: Massimo Camia Ristorante. Il trasloco sarà effettivo dal 10 di settembre, mentre fino al 30 luglio prosegue l’attività al vecchio indirizzo
Si chiama Rebelot, "confusione" in dialetto milanese, ed è la nuova avventura della coppia Matias Perdomo-Maida Mercuri, cuoco e patronne de Al Pont de Ferr, ristorante a una stella Michelin in Ripa di Porta Ticinese 55. Localizzato nel civico adiacente allo stesso Pont de Ferr, sul Naviglio Grande, il Rebelot apre giovedì 23 maggio e sarà un'insegna a metà strada tra un bistrot francese e un tapas bar spagnolo. Maggiori dettagli qui
Novità a Mazzorbo, l'isola veneziana accanto a Burano: il ristorante Venissa, di proprietà della famiglia Bisol, una stella Michelin, ha una nuova chef. E' la triestina Antonia Klugmann a raccogliere il testimone della collega Paola Budel. Già al lavoro all'Harry's Grill di Trieste, all'Antico Foledor Conte Lovaria a Pavia di Udine e al Ridotto di Venezia, Klugmann è la Miglior chef donna nell'ultima edizione della Guida ai Ristoranti di Identità Golose
Dal 5 luglio al 29 settembre, la Somerset House di Londra ospita "Ferran Adrià e l'arte del cibo", una mostra che ricapitola i percorsi del grande cuoco catalano e del ristorante el Bulli di Cala Montjoi, ristorante che ha segnato un''epoca. Di forte impronta multimediale, la mostra insisterà principalmente su tre temi: la ricerca, le preparazioni e le presentazioni. "Anche se il ristorante ha chiuso", ha dichiarato il cuoco, "il suo spirito di fondo è ancora molto presente"
Parte oggi all'ultimo piano di Eataly, quartiere Ostiense, la prima edizione del Roma Food & Wine Festival, un format concepito sulle orme dell'evento di Milano: dal 17 al 19 maggio, Identità Golose e Merano Wine Festival uniscono le forze per mettere assieme le delizie di 15 cuochi e i calici di 60 vignaioli italiani, una tre giorni all'insegna del cibo e del vino d'autore. Clicca qui per sapere tutto sui biglietti e le informazioni pratiche
Martedì 28 maggio, ore 14.30, alle Terme di Montecatini (Pistoia), Gualtiero Marchesi e Paul Bocuse, presidenti onorari e fondatori di Euro Toques, consegneranno a Sirio Maccioni, proprietario del ristorante Le Cirque di New York, il primo premio internazionale Euro Toques Italia, ideato dal neo-presidente Enrico Derflingher. "Sono felice di festeggiare Maccioni, un maestro, un vero, grande maestro di sala", ha commentato Marchesi
Arcangelo Dandini, chef e patron del ristorante L'Arcangelo a Roma, sostituirà Enrico e Roberto Cerea al Roma Food&Wine Festival venerdì 17 maggio dalle 19.00 alle 22.00. Dandini preparerà la sua versione tradizionale del Pollo alla romana. Per informazioni e prevendite consultare il sito del Festival
Ha luogo a Torriana (Rimini) da mercoledì 19 a venerdì 21 giugno, Spessore: nel giardino del Povero Diavolo, e poi nella piazza del centro cittadino, ogni sera dalle ore 19 improvviseranno cuochi del calibro di Antonia Klugmann, Alessandro Negrini, Lorenzo Cogo, Yoji Tokuyoshi, Luciano Monosilio, Paolo Gatta, Alessandro Dal Degan, Christian Milone ed Enrico Bartolini. Info +39.0541.675060 e info@ristorantepoverodiavolo.com
La Plage Resort di Taormina (Messina) ospita una serie di cene firmate da importanti cuochi della scena italiana: primo appuntamento, 21 maggio con Pietro D'Agostino della Capinera di Taormina, 18 giugno con Angelo Sabatelli di Masseria Spina a Monopoli (Bari), 16 luglio con Paolo Barrale di Marennà a Sorbo Serpico (Avellino), 6 agosto con Marco Sacco del Piccolo Lago di Verbania e 2 settembre con Roy Caceres di Metamorfosi a Roma
I piatti di Massimo Bottura e Marta Pulini a Milano. Sarà possibile gustarli dal 17 al 25 maggio al Caffè Carlyle di corso Garibaldi 84, quartiere Brera, che ospiterà in via del tutto speciale il temporary restaurant della Franceschetta 58, la seconda insegna di Modena del noto cuoco modenese. Costo di ogni piatto del menu: 15 euro; 45 euro per 3 piatti e coperto in omaggio. Per prenotazioni, +39.02.29003888 e ristorazione@brerahotels.it
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nonché firma del quotidiano Repubblica, ha ottenuto il Premio Birra Moretti per la Diffusione della cultura alimentare, nell'ambito de Il Premiolino, premio giornalistico promosso dalla stessa Birra Moretti. Con Petrini, numerosi altri riconoscimenti assegnati,li potete trovare qui
Porta la firma di Andrea Cerutti, cuoco dell'Enoteca Pinchiorri di Firenze, il Risotto dell'anno, concorso nazionale promosso da Riso Gallo giunto al termine ieri sera con una cena importante al Four Seasons di Milano. L'allievo di Gualtiero Marchesi si è distinto per un Risotto con Gran Riserva Gallo all'acqua di parmigiano, pesto di alghe, aria di latte di mandorle e croccante di riso integrale soffiato
Si chiama Winter Garden by Caino ed è la nuova proposta del The St. Regis Florence di Firenze: il menu è stato ideato da Valeria Piccini, chef del noto Da Caino a Montemerano, Grosseto, mentre l'executive chef è Michele Griglio. La carta dei vini porta la forma del maitre e sommelier Mirko Eutizi, in collaborazione con Maurizio Menichetti. L'intenzione è quella di proporre un compendio di cultura gastronomica toscana
Identità London 2013 -The Lunch of a Lifetime: 7 grandi chef per un pranzo indimenticabile da Harrods. Video di Iwca Suisse (durata 8' 50") |
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Autentici fuoriclasse: ogni piatto che arriva sulle tavole del Celler sbatte in faccia al cliente un vento di futuro. Qualcosa di glaciale, lucido, tagliente; un contropelo scomodo in cui il presente germoglia dal domani. E dire che per i fratelli Roca la ristorazione è un affare di famiglia: era il 1920 quando i nonni Joan e Angeleta aprirono la loro fonda a San Martì de Llémena, il 1967 quando i genitori Josep e Montserrat inaugurarono a Girona il Can Roca.
Cresciuto con il naso nelle casseruole, fra i fumi inebrianti della cucina catalana, il primogenito Joan a 11 anni decide: sarò cuoco. Segue l’alberghiero di rito, fondamento di una cucina proiettata in altezza, col puntello di stage al fianco di Georges Blanc, Santi Santamaria e soprattutto Ferran Adrià, maestro assoluto a cominciare dalle tecniche. Nel frattempo i fratellini non cincischiano: Josep studia da sommelier (è oggi celebre la sua carta dei vini in 3 volumi, portata al tavolo su un apposito carrello), mentre il giovane Jordi si prodiga nei palleggi di pasticceria con il virtuosismo di un Maradona dello zucchero. Portato a braccia da cotanto trio, il Celler apre i battenti nel 1986, accanto allo spartano locale di famiglia. Una conchiglia minimalista per una cucina che fa a gara in sottrazione, prendendo forma tecnica dopo tecnica fino a posizionarsi fra i primi ristoranti al mondo.
E sono presto due stelle, che poi diventano tre nel 2010, col primo posto assoluto nella classifica dei 50 Best nel 2013. I tre fratellini sono laconici come le loro ricette, vettori di sensazioni introflesse che puntano al cuore passando per l’olfatto (in ossequio alle ultime scoperte della psicologia). Ed ecco paesaggi commestibili, distillati delle sostanze più improbabili, roulette russe fatte di terra da mangiare, fumi calibrati che condiscono il piatto, un’enigmistica gastronomica varia a base di profumi brevettati ed etichette cult: funambolismi che progrediscono sul filo dei prodotti e delle tecniche di cottura, a cominciare dal sottovuoto, tema di un’opera fondamentale.
Di muri in piedi non ne restano più, al confine del commestibile come sul versante della psiche. Immaginifica, avanguardistica: tecno-emozionale, così la penna calzante del grande critico Pau Arenos ha definito la cucina del Celler, cogliendone gli elementi di perigliosa chirurgia dei precordi. Mentre le basi classiche contribuiscono a uno scavo oltranzista verso l’essenza della simplicitas. E a che solleva la forchetta direi: benvenuto nel domani.
Umbra di Perugia con residenza a Bologna, è giornalista e scrittrice di cucina. Tra i numeri volumi tradotti e curati, spicca "6, autoritratto della Cucina Italiana d’Avanguardia" per Cucina & Vini



















