Sanremo o Faviken: cronaca della scelta tra Baglioni e Magnus Nilsson

Marketing territoriale pi¨ forte del Festival: la lezione svedese che tanti nostri chef dovrebbero imparare bene a memoria

13-02-2018

Verso il Fäviken (foto foodsnobblog)

Sanremo. Febbraio. Festival. Ci sono sempre andato. Fanno quasi 15 anni ininterrotti di Festival della Canzone Italiana. Sempre. Poi, di botto, la decisione: quest'anno si va in Svezia. E il festival non ce lo ricordiamo più .

In Svezia da Magnus, a Fäviken, 900 chilometri a Nord di Stoccolma (che è già bella a Nord di suo!), da Milano due aerei, tre alberghi, un'auto a noleggio per gli ultimi avventurosi 80 chilometri tra tre metri di neve e meno 15 di temperatura. Ma ho promesso a me stesso che non avrei fatto l'ennesima cronaca gastro-turistica del viaggio al Fäviken (per quella, leggete gli articoli già comparsi sul Identità WebDirezione FävikenIncanto Fäviken), ma avrei invece cercato di sondare le intime ragioni per cui un signore di mezz'età quale ormai ahimè sono io affronta tutto le sbattone di cui sopra per andare a mangiare un prosciutto di renna.

L'autore di questo articolo, Fulvio Marcello Zendrini, col compagno Mario Pietraccetta insieme a Magnus Nilsson

L'autore di questo articolo, Fulvio Marcello Zendrini, col compagno Mario Pietraccetta insieme a Magnus Nilsson

E qui... Proprio qui... Ho capito.

Hanno ragione i miei amici che mi dicevano «non andare fino da Magnus per mangiare». Hanno però torto marcio i miei amici che mi dicevano «non andare fino da Magnus per mangiare»! Penserete che io sia impazzito. No. O forse non ancora del tutto.

(Foto Andershusa)

(Foto Andershusa)

Il villaggio di Fäviken

Il villaggio di Fäviken

Io sono andato fino da Magnus, a Fäviken, per mangiare, ma non ho mangiato chissà cosa. Una buona carne, una buonissima cappasanta, un meraviglioso granchio reale dei mari del Nord... E un sacco di altre cose buone che però sinceramente non giustificano tutto questo movimento (e soprattutto... tanto burro che dovrò smaltire per tre mesi almeno!)

Alba su Fäviken

Alba su Fäviken

Quella che ho fatto grazie a Magnus Nilsson è un'esperienza meravigliosa, fatta di neve, di montagne gelate, di tende eschimesi, di letti nella stanzetta di legno con la coperta di pelliccia, di temperature estreme, luci algide della sera e albe rosse da Circolo Polare Artico. Un'esperienza che mi ha fatto venire fin quassù. Fino a novecento chilometri a Nord di Stoccolma.

Un marketing territoriale incredibile.

E il ristorante Fäviken

E il ristorante Fäviken

Quello che ha fatto Carlin Petrini con le Langhe. Tra Piazza Duomo di Enrico Crippa e dei Ceretto e La Ciau del Tornavento, ma anche tra le piole del circondario e i mille vigneti.
Quello della Torino rinata dei Baronetto e del Consorzio.
Quello che sanno fare da tempo in Alto Adige tra Niederkofler e Metullio, tra Vigilius e Anna Matscher.
Quello che, da solo, con Cristiana, sua sorella, fa Niko al Reale Casadonna, Castel di Sangro.

Quello che non sono ancora riusciti a fare, in maniera strutturata, Gennarino Esposito, Nino Di Costanzo e compagnia cantante, creando una "rete", facendo promozione comune.

Non che non ci abbiano provato... Quante volte ne abbiamo discusso con Gennaro, ma gli interlocutori locali non ci sentono, "in tutt'altre faccende affaccendati" come direbbe un famoso poeta dei secoli scorsi.

Bene, ragazzi...sveglia!

Cuochi di Puglia, di Campania, di Sicilia, ma anche di Veneto e del Friuli: fate come Fäviken e gli Svedesi. Fate come i ragazzi di Calabria, Caterina Ceraudo, Nino Rossi, Luca Abbruzzino e gli altri, uniti nel promuovere il loro meraviglioso territorio. Fate come East Lombardy: cuochi lombardi uniti dalla voglia di farsi conoscere.

Mentre qui siamo a Stoccolma

Mentre qui siamo a Stoccolma

Al Frantzén (foto Centurion Magazine)

Al Frantzén (foto Centurion Magazine)

Mal che vi vada, ne avrete tutti un beneficio diffuso. Esempio? Per andare a Fäviken mi son dovuto fermare due notti a Stoccolma. Prima sera, ristorante Ekstedt: un giovane cuoco alla Etxebarri, solo cucina alla brace. Meraviglia! Seconda sera: quella che per me è stata la scoperta vera, Frantzén. Cucina creativa nordico/svedese con influenze tecniche e di gusto asiatiche, soprattutto nipponiche.  Un ristorante solo chef's table con un servizio da paura. Incredibile: vale il viaggio in assoluto.

E dunque: mi tocca aspettare il prossimo Sanremo. Svezia aspettami che torno. Baglioni... Ciaaaaooo!!!


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