Direzione Fńviken

In viaggio da Stoccolma fino al grande nord svedese. Tra ottimi bistrot, strade imbiancate e una meta precisa...

31-01-2018

Östersund, nel nord della Svezia, un'ora di macchina da Järpen, sede del ristorante Fäviken, meta del viaggio di Chiara Nicolini, autrice del reportage

«Lo stile di vita europeo mi ha sempre attratto, ma io sono uno svedese puro», ha affermato Lasse Hallström, regista premio Oscar.

Nella manciata dei giorni a cavallo di Capodanno, Stoccolma si presentava proprio così: ristoranti e locali affollati, traffico e metropolitane brulicanti di gente, ma per le strade il vuoto. Le vie dei negozi e i musei gremiti, ma nessuno fuori all’aperto, come invece siamo abituati noi italiani, sempre in giro a passeggiare e a fare aperitivi, o soltanto seduti sulle panchine del centro a guardarci attorno.

Preoccupati per il freddo che avremmo potuto trovare, siamo stati fortunati a incontrare un clima quasi milanese: qualche grado attorno allo zero e nulla di più, a differenza dei -17°C che avremmo poi trovato a Östersund, 500 km a nord di Stoccolma. Ci eravamo premurati di organizzare un intenso tour della capitale svedese nei 4 giorni scarsi che avremmo passato là, tormentati dal pensiero dei prezzi stratosferici di qualunque cosa che avremmo mangiato/acquistato/visitato (in realtà, con un minimo di prudenza si riesce a smorzare il problema). Isole e musei a parte, l’unico sfizio gastronomico che ci siamo tolti è stato da Volt, ristorante con una stella Michelin proprio dietro al nostro hotel. Ne abbiamo parlato qui.

Ma Stoccolma è anche il Nystekt Strömming, ora momentaneamente posizionato causa lavori all’imbocco sud dell’isola più turistica della città, Gamla Stan, ma solitamente all’uscita della metro Slussen sull’isola successiva, Södermalm. In questo food truck si mangia con circa 20 euro in due, birre comprese: i piatti sono composti da aringhe cotte in qualunque modo, purè con quantitativi illimitati di burro (infatti buonissimo), cipolla rigorosamente cruda e i sempre presenti cetrioli, anche questi tagliati a rondelle e ovviamente crudi.

Nystekt Strömming, popolare foodtruck a Stoccolma

Nystekt Strömming, popolare foodtruck a Stoccolma

Abbiamo fatto visita anche al Brinken, su Gamla Stan, tipico ristorante/birreria svedese dove assaggiare la renna o le aringhe e il salmone, o ancora le tipiche polpettine. Con circa 40 euro a persona, birre incluse, ci si sazia e soddisfa.

Visitata la città in lungo e in largo, ci si sposta verso il nord: Östersund è una bella cittadina nell’interno della Svezia. Finalmente siamo nella vera Svezia, nel mezzo della neve e città capoluogo della contea di Jämtland, nome che ai più esperti farà pensare a uno dei ristoranti più inarrivabili di tutto il pianeta, a detta di molti, o per lo meno del Vecchio Continente: Fäviken, meta finale di questo lungo viaggio.

Le quasi 7 ore di tragitto da Stoccolma implicano per forza una tappa; a circa un’altra ora di macchina c’è la bella Åre, che tra un anno ospiterà i campionati mondiali di sci. Qui i prezzi si gonfiano, e noi dovevamo risparmiare per la nostra tappa ultima, situata proprio dietro alla collinetta che la circonda, 23 km che corrispondono però a un viaggio della speranza, se si pensa che la macchina non scorre su una strada asfaltata, ma più o meno su una bella pista di sci, battuta. Un sentiero completamente innevato, nel mezzo di una collina tutta bianca, con qualche albero che spunta dai metri di neve, nessun lampione, buio totale dalle 15:30. E nessun essere vivente, se si escludono quei pochi taxi che risalgono la collina per portare i commensali che non vogliono guidare su strade così ostili (ovviamente gli autisti locali percorrono questo tragitto con molta abilità).

Ristorante Brinken, Stoccolma (foto restaurangbrinken.com)

Ristorante Brinken, Stoccolma (foto restaurangbrinken.com)

Sorpassata la collina si spera di essere arrivati, ma dopo una strada che ci sembrava nuovamente civile, bisogna girare a sinistra e ci si ritrova dalla padella alla brace. La strada, l’unica, è nuovamente e completamente bianca. Le ruote non scorrono sull’asfalto, ma pattinano sulla neve. Il nostro pensiero incessante è :«Domattina passerà il gatto delle nevi o rimarremo al Fäviken intrappolati per il resto dell’inverno?».