Eat Out Awards, delusione Italia in Sudafrica

Il premio ignora la nostre ottime insegne nel Paese. La cui alta cucina Ŕ sempre pi¨ in mano a Luke Dale-Roberts

26-11-2017

The Test Kitchen di Luke Dale-Roberts premiato per la sesta volta consecutiva miglior ristorante del Sudafrica per gli Eat Out Awards. Ma la nostra Giovanna Sartor lamenta la scarsa attenzione per gli ottimi ristoranti italiani che hanno aperto nel Paese...

Il Grand West Hotel, in stile Las Vegas ma a Cape Town, è stata la cornice l'altra sera per l’annuale edizione degli Eat Out Awards sudafricani, che premia i migliori dieci ristoranti del Paese. Da un paio d’anni sono state eliminate dalla manifestazione principale le categorie “speciali”, quali migliore ristorante asiatico, italiano o steakhouse, per citarne alcuni. Queste categorie ora rientrano nelle “Every day eateries” e possono essere votate dal pubblico direttamente sul sito di Eat Out. Il risultato dell’operazione è che un consistente numero di buoni ristoranti è stato totalmente tagliato fuori dai premi ufficiali: i voti del pubblico sono pochi e non rispecchiano la realtà. Per esempio tutti i migliori ristoranti italiani non figurano. Vedremo se Pierino Penati sarà incluso nella shortlist il prossimo anno (leggi anche: Pierino Penati all'assalto di Cape Town).

Theo Penati con i collaboratori Anna Manzoni e Michelangelo D’Oria. Lo chef ha aperto da pochi mesi Pierino Penati a Città del Capo, bissando la storica insegna di Viganò Brianza (Lecco)

Theo Penati con i collaboratori Anna Manzoni e Michelangelo D’Oria. Lo chef ha aperto da pochi mesi Pierino Penati a Città del Capo, bissando la storica insegna di Viganò Brianza (Lecco)

L'entrata del Pierino Penati a Cape Town

L'entrata del Pierino Penati a Cape Town

Veniamo ai top ten. Quest’anno la shortlist da venti candidati è stata portata a trenta, includendo insegne discutibili. Ma questa è la natura delle classifiche e dei premi: qualche volta siamo contenti, molte altre volte no. L’edizione 2017 premia nove dei dieci migliori ristoranti a Cape Town e dintorni (e quindi il sentimento prevalente è che non venga rappresentato l’intero Paese), i nomi sono quasi tutti gli stessi dell’anno scorso ma shakerati in modo discutibile, a eccezion fatta di The Test Kitchen che, nonostante la débacle nei 50 Best in cui è precipitato dal numero 22 nel 2016 al 63 nel 2017, continua a essere number one in Sudafrica, per il sesto anno consecutivo.

Luke Dale-Roberts

Luke Dale-Roberts

Ecco i dieci vincitori, col nostro commento flash:

  1. The Test Kitchen (Woodstock, Cape Town), chef Luke Dale-Roberts. Molto amato dalla giuria degli Eat Out Awards.
  2. Restaurant Mosaic at The Orient (Elansfontein, Pretoria), chef Chantelle Dartnall. Unica donna nella lista dei vincitori, ha vinto il Best Lady Chef Award un mese fa a Varsavia. Watch this space.
  3. The Restaurant at Waterkloof (Somerset West), chef Gregory Czarneki. Interessante, mantiene il terzo posto, la location vale il viaggio.
  4. Chefs Warehouse at Beau Constantia (Constantia, Cape Town), chef Ivor Jones (ex Test Kitchen). New entry che rappresenta lo sdoganamento del concetto di tapas nell’alta cucina.
  5. Greenhouse at  The Cellars-Hoenort (Constantia, Cape Town), chef Peter Tempelhoff e Ashley Moss.  Quinto posto meritato.
  6. Camphors at Vergelegen (Somerset West), chef Michael Cooke. Ristorante di buon livello in un bellissimo setting, merita di stare tra i primi dieci.
  7. La Colombe (Constantia, Cape Town), chef Scot Kirton. L’anno scorso era il numero 2 e francamente ci si aspettava che vincesse questa edizione. Cosa sarà successo? Peccato, perché avrebbe meritato il primo posto.
  8. The Shortmarket Club (City Bowl, Cape Town), chef Wesley Randles. Altro ristorante di Luke Dale-Roberts e new entry. Buono e contemporaneo.
  9. Overture (Stellenbosch), chef Bertus Basson. Fortunatamente questo ristorante è rimasto tra i primi dieci, anche se un po’ più in basso (era al numero 6), tradizione sudafricana e sostanza sulla forma.
  10. The Pot Luck Club (Woodstock, Cape Town), chef Frederico Dias. Il terzo ristorante di Luke Dale-Roberts fra i primi dieci. Per quanto buono, viene da chiedersi se tre ristoranti dello stesso chef su dieci non siano un po’ troppi.

Kobus van der Merwe a Identità Milano 2017

Kobus van der Merwe a Identità Milano 2017

Altri Awards sono stati consegnati nel corso della serata: Liam Tomlin di Chefs Warehouse in città ha vinto l’Eat Out San Pellegrino&Acqua Panna Award (altro premio al suo concetto di tapas insieme al quarto posto di Chefs Warehose Beau Constantia); La Petite Colombe a Franschhoek ha vinto l’Eat Out Retail Capital New Restaurant Award (un contentino a Scot Kirton), Kobus van der Merwe (ospite a Identità Milano nella scorsa edizione, leggi: Il selvaggio Sudafrica di Kobus van der Merwe) con il Wolfgat a Paternoster ha vinto il Graham Beck’s Chef’s chef, Kayla-Ann Osborn di Chef’s Table (Umshlanga, unico premio andato nella zona di Durban) è la Eat Out Rising Star, mentre il Sustainability Award è andato a Camphors at Vergelegen e il Service Excellence Award a Mosaic come pure il Wine Service Award, conferito a Moses Magwaza.

The billionaire’s shortbread, uno dei piatti simbolo di Luke Dale-Roberts al The Test Kitchen

The billionaire’s shortbread, uno dei piatti simbolo di Luke Dale-Roberts al The Test Kitchen

E’ chiaro che il monopolio dell’alta cucina sudafricana è sempre più nelle mani di Luke Dale-Roberts mentre l’altra forte tendenza di quest’anno è data dai ristoranti di tapas (benchè di alto livello) premiati tra i migliori del Paese.


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