Dubai, la nuova capitale del food del Middle East

Non solo petrolio: gli emiri puntano su turismo, svago e cibo. Lo dimostra uno sguardo degli eventi tenutisi in questi giorni

11-03-2017

Camilla Rocca è stata a Dubai e ci racconta la spumeggiante scena food locale

Chi scrive è stata 15 anni fa a Dubai ed era completamente diversa: la città si estendeva su una superficie più piccola del 70%, era in sostanza una piccola oasi nel deserto che oggi è diventata la città dei divertimenti, la più liberale degli Emirati e la più occidentale, in ogni sua forma di espressione.

Patria di molte nuove tendenze, Dubai è la capitale del food del Middle East per la quantità di iniziative che promuove: dal Dubai Food Festival, che si chiude proprio oggi, al Taste of Dubai, da Eat the world al Truckersdxb al Darnival (ovvero il “dining carnival”), citando i soli eventi di febbraio- marzo. La spasmodica attenzione per l'oro nero si sta spostando sempre più verso l'entertainment e il turismo, anche gastronomico.

Un vero foodie si sentirebbe a casa nella generosa Dubai: quest'anno per il Dubai Food Festival, per 10 giorni, i migliori 15 ristoranti hanno realizzato un menu di 3 portate al prezzo calmierato di 199 Dhs (circa una cinquantina di euro) per persona: tra gli chef coinvolti spiccano i nomi di Gordon Ramsay, Jason Atherton e Atul Kochhar. Sono stati dieci giorni di spettacoli gratuiti sulla spiaggia (le temperature invernali si aggirano intorno ai 20-25 gradi, perfetti per un vero festival del food all'aperto) all'Etisalat Beach Canteen sulla Sunset Beach, nell'area residenziale di Jumeirah, che si è popolata - al ritmo frenetico di una città che non dorme mai - di food truck e cooking lessons di celebrity chef internazionali.

Così, sentre Downtown è la patria dello shopping e della finanza e Old Dubai conserva la memoria storica della città e dei folkloristici souk, Jumeirah si candida a diventare un nome che rieccheggierà spesso nel mondo del food. Siamo alla terza edizione del Dubai Food Festival, ma negli Emirati si fa tutto in grande: quattro volte più ampio dell’anno scorso, si candida a diventare punto di riferimento dell'evoluzione nella cucina del Middle East, come amano definirla, con tante masterclasses capitanate da chef e artigiani locali. Invece, tra gli ospiti internazionali, oltre al già citato Atherton, c'erano Gary Rhodes per la Gran Bretagna ed Heinz Beck per l'Italia. In contemporanea è stata proposta al pubblico una decina tra i ristoranti cittadini meno noti ma meritevoli: ovvero le Dubai Hidden Gems, appunto le "gemme nascoste".

All'interno del Dubai Food Festival c'è anche stato il succitato “Darnival”, due giorni filmati passo passo da Fatafeat, il canale leader del food per il Middle East. In pista al Dubai Festival City Hall Arda Turkmen, il re della pizza; Karim Haidar, che ha portato la cucina libanese a Londra e Parigi ed è fondatore dell'Accademia di cucina araba nella capitale francese; Wafik Belaid, ambasciatore della cucina tunisina nel mondo; Mohammad Orfali, 20 anni di esperienza in aziende del settore food e primo a pubblicare un libro sulla storia culinaria di Aleppo; Daad Abu Jaber, ambasciatore della cucina giordana.

In contemporanea si è svolto Eat the world, con 25 food truck internazionali per scoprire lo street food americano, inglese e singaporiano: solo alla seconda edizione ma già di gran successo. «Non c'è nulla di paragonabile a questa manifestazione in tutti gli Emirati», ci racconta  Philip Lowery, il direttore del Food Market Events East: Land Rovers vintage e camioncini hippie inglesi che vendono gelato, spring rolls e noodles singaporiani e menu Tex Mex e hamburger dagli Stati Uniti.

Poco dopo il Truckersdxb quattro giorni di food party sulla spiaggia, a Business Bay, con altri 14 food truck come i noti Casa Latina, Copper Wood, Cryspes, Huguette&Guy, Kàak Al Manara o Moshi.

Sempre oggi si chiude anche il Taste Of Dubai: questa edizione ha visto sul palco le masterclass di Jason Atherthon, una carriera che è cominciata nel leggendario El Bulli, per passare poi a Gordon Ramsay e creare infine il proprio impero gastronomico; Aldo Zilli, chef italiano stellato dell'omonimo ristorante di Soho e che ha recentemente aperto Zumo, in Covent Garden; Jean-Christophe Novelli, origini italiane per lo chef francese che è stato il primo a raggiungere il traguardo di 4 stelle Michelin in diversi ristoranti a Londra, tra cui quello del Four Seasons Hotel in Hyde Park, prima di aprire la sua scuola di cucina, la Novelli Academy...

Non è mancata un' “italiana” sul palco, rappresentante del Belpaese: Annie Feolde di Enoteca Pinchiorri. E ancora: Atul Kochnar, di orgini indiane, bistellato con il suo Tamarind in Inghilterra, e che ha recentemente aperto a Dubai al quarto piano dell'hotel più alto del mondo, il JW Marriott Marquis; Michel Roux Jr, figlio del fondatore de Le Gavroche, il primo ristorante in Inghilterra a ricevere le ambitissime tre stelle, ora bistellato e giudice di Masterchef UK; Eric Lanlard, due volte vincitore del premio come Best Continental Patissier of the Year ai British Baking Awards, poi capopasticcere di Roux e fondatore di Cake Boy, un caffè e scuola di cucina a Londra; Jenny Morris dal Sudafrica, una donna che ha cucinato per il presidente e la famiglia reale di Dubai, tra le migliori chef secondo Oprah Winfrey; Luke Thomas, appena ventenne e tra le promesse culinarie internazionali, ideatore di Retro Feastas nel quartiere di Mayfair a Londra e di The Beach a Dubai.

Ultima annotazione: qui nell'emirato ci sono sempre più ristoranti italiani di fine dining. Ultima recentissima apertura è stata quella de Il Borro Bistrot, fratello del famoso Relais&Chateaux toscano, è nato all'interno dell'Al Naseem Madinat Jumeirah Hotel proprio accanto alla cosiddeetta "vela”, l'iconico hotel che insieme alla "palma"  e al "mondo” (le due famose isole artificiali) e al grattacielo più alto nel globo, il Burj Khalifa, sono i simboli di Dubai.


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