Mario Batali

Babbo

110, Waverly Place # A
New York
Stati Uniti
+1.212.7770303

C’è sangue latino in Mario Batali, italiano lungo la via paterna (un bisnonno sarebbe arrivato nel Montana nel 1899) e franco-canadese lungo quella materna, lui nato a Seattle nel 1960, figlio di un ingegnere della Boeing e poi, una volta in pensione, lesto ad assecondare la sua vena golosa aprendo una salumeria battezzata Salumi. Mario si è nutrito dei profumi di quest’ultima e oggi la sua popolarità è tale da non essere più “solo” un cuoco, un ristoratore e uno scrittore ma anche un personaggio mediatico, quelle figure che a un certo punto diventano delle icone assolute.

Gli inizi non sono stati affatto così. Il Batali supernova americana, alla testa di un impero di locali disseminati tra New York, Los Angeles, Las Vegas e Singapore, più libri e trasmissioni tv, quando era uno sbarbato qualsiasi si iscrisse al Le Cordon Bleu di Londra, scuola di cucina che gli venne subito a noia. Alla teoria preferì la pratica, prima da Marco Pierre White, stessa metropoli, quindi in 4 o 5 insegne dorate tra Francia e California per poi andare alla ricerca delle radice gastronomiche della sua famiglia (la nonna, Leonetta Merlino!), trasferendosi a Granaglione (Bologna), in una osteria in frazione Borgo Capanne, 200 anime in un comune di duemila.

Tre anni di tradizione italiana, poi il ritorno in America, sicuro di sé, pronto a tuffarsi nel mondo della ristorazione di New York, un ring micidiale. Nel 1993 apre Po, cinque anni dopo l’incontro che cambia una vita. Con Joe Bastianich inaugura Babbo al Greenwich Village. Per la James Beard Foundation è il “Best new restaurant of 1998” così come lui, Mario, sarà Man of the Year, categoria chef, per GQ nel 1999 e Best Chef New York City nel 2002 per la James Beard. Tre anni ancora, e la stessa fondazione lo premia come numero uno assoluto.

Elencare i locali è lungo e si rischia l’elenco telefonico. Prima di Manzo all’interno di Eataly (estate 2010), meritano la citazione Lupa Osteria Romana (1999), Esca (2000) e Del Posto, chef Mark Ladner, nel 2005. Nell’ottobre 2010 Sam Sifton, critico del New York Times, assegna al Del Posto 4 stelle. Non accadeva da 36 anni che un ristorante italiano arrivasse così in alto nella pagina gastronomica più prestigiosa al mondo. Batali, nel 2008, ha legato il suo nome alla Mario Batali Foundation per una corretta educazione alimentare dei bambini.

Ha partecipato a

Identità New York


a cura di

Paolo Marchi

nato a Milano nel marzo 1955, al Giornale per 31 anni dividendosi tra sport e gastronomia, è ideatore e curatore dal 2004 di Identità Golose.
twitter @oloapmarchi