Marta Scalabrini

Marta in Cucina

vicolo Folletto, 1c
42121 - Reggio Emilia
+39 0522 435755

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Entusiasmo nella vita, grazia in cucina: detto in altre parole, se esiste il famoso “tocco femminile” ai fornelli, lei ce l’ha. Marta Scalabrini è un bell’esempio di come la passione per la tavola possa essere insieme travolgente e fertile. Nata a Reggio Emilia il 12 ottobre del 1982, da sempre attratta dalla creatività in tutte le sue declinazioni, la Scalabrini ha seguito i percorsi che la curiosità le ha suggerito. Laureata in Comunicazione e Marketing, con esperienza nell’ambito della comunicazione istituzionale e dell’organizzazione di eventi, un master in Visual Merchandising presso l’Istituto Europeo di Design di Madrid, era avviata verso tutt’altra carriera quando il richiamo di nonna Maria (ah, le nonne italiane!) si è rivelato più forte.

«Se avessi due anni di meno, verrei tutti i giorni a farti i cappelletti», pare esclami a volte l’arzilla ultranovantenne: perché la nipote ha da tempo scelto la via dei fornelli («A questo lavoro sono arrivata tardi, dopo aver percorso mille strade»): prima varie esperienze al cospetto di chef come Andrea Incerti Vezzani del Cà Matilde di Quattro Castella nel Reggiano, Pietro Leemann (al Joia di Milano ha imparato come trattare le verdure), Giorgio Nocciolini (a San Vincenzo ha studiato tutto sul pesce) e Marco Stabile (all’Ora d'Aria di Firenze ha appreso quanto serviva sulle carni); quindi ha rotto gli indugi. Come scrive sul suo sito, «mancava solo mettersi in gioco circondata dai preziosi compagni di viaggio e di vita». L’ha fatto, aprendo nel 2014 un ristorante tutto suo, Marta in Cucina, a Reggio Emilia, dove la tradizione assume forme nuove, inattese. «Perché Marta in Cucina? Perché voglio che sia chiaro a tutti, subito, che di là ai fornelli ci sono io, la Marta».

Non rinnega le sue esperienze passate, in altri campi del sapere, forse lontani, ma per lei no: crede fermamente che creatività, marketing e cibo possano fondersi insieme nella ricetta perfetta per la felicità. Insieme a Ivan Giglio, cosentino prestato alla sala – era sous chef da Stabile, dove si sono conosciuti - lavora duro sulla sua personale indagine filologica su cappellacci, erbazzone o Acqua d'Orcio, una bevanda tipica a base di estratto di liquirizia. Il gusto di Reggio Emilia, in sintesi contemporanea.

Ha partecipato a

Identità Milano


a cura di

Carlo Passera

classe 1974, giornalista professionista dal 1999, ossia un millennio fa, si è a lungo occupato soprattutto di politica e nel tempo libero di cibo. Ora fa esattamente l'opposto ed è assai contento così. Appena può, si butta sui viaggi e sulla buona tavola. Coordinatore della redazione di identitagolose.it