Sanjay Dwivedi

crediti: Brambilla - Serrani

crediti: Brambilla - Serrani

Coya

118 Piccadilly, Mayfair
Londra
info@coyarestaurant.com
t: +44.(0)20.70427118 

Vi è capitato mai, da piccoli, di giocare con un mappamondo facendolo girare e puntando il dito a caso, per vedere su quale nazione finiva? Ecco, la vita di Sanjay Dwivedi è andata esattamente così. Il cuoco inglese di origine indiana, prima di cucinare peruviano ha lavorato in ristoranti italiani, francesi e indiani per tutta Londra, impressionando per la duttilità con cui riusciva non solo a imparare nuove tecniche, ma a renderle sue e integrarle con intelligenza nell’incredibile melting pot che è il panorama gastronomico londinese. Se la sua carriera dovesse avere un titolo, come fosse un libro, questo sarebbe: “Il giro del mondo in 80 cucine”.

Ancora più incredibile è scoprire come ha cominciato a cucinare peruviano. Viste le sue capacità e il successo riscosso in qualsiasi ristorante avesse lavorato e dopo aver ottenuto la stella Michelin nel ristorante indiamo Zaika a Knightsbridge, nel 2012 fu chiamato dall’amico imprenditore Arjun Waney, già proprietario di indirizzi di successo a Londra quali Roka e Zuma, per diventare lo chef dietro al suo nuovo ristorante: Coya.

Una cosa non era forse chiara durante quella telefonata: Coya era un ristorante peruviano. Così, dopo pochi giorni, Sanjay si è trovato su un volo per Lima, dove lo aspettavano due settimane di duro lavoro da Astrid y Gaston, a imparare quanto più potesse della complessa cucina peruviana. Due settimane incredibili, in cui Dwivedi faceva anche 2 pranzi e 2 cene al giorno, ogni volta provando piatti nuovi provenienti da tutto il Perù.

Sembra impossibile a dirsi, ma di fatto, la bravura di Sanjay si misura proprio nel successo che Coya ha non solo tra i palati londinesi, golosi di cucine etniche modernizzate e raffinate, ma tra quelli dei peruviani stessi: hanno trovato dalla loro parte un improbabile alleato nella promozione di una cucina che parla di Oceano Pacifico, Ande e Amazzonia.

Ha partecipato a

Identità Milano


a cura di

Tokyo Cervigni

Pubblicitario diviso fra Parigi, Londra e Tokyo. Scrive di ristoranti come pretesto per parlare di tante altre cose