Bottura ci spiega 5 buoni motivi per non mancare ad Al Mèni

Siamo stati col modenese alla presentazione della kermesse, a Rimini il 23 e 24 giugno, con grandi chef italiani e stranieri

17-05-2018

La presentazione di Al Mèni: Massimo Bottura al tavolo, ma dietro alla tenda spunta Piergiorgio Parini (foto Carlo Passera)

Un buon motivo per andare Al Mèni - sottotitolo (lungo): "la Rimini sognata da Massimo Bottura si trasforma in realtà. Grandi chef diventano cuochi di strada manipolando i prodotti della nostra terra; giovani designer producono idee con le proprie mani; agricoltori e vignaioli propongono le loro eccellenze" - lo ha scovato, anzi improvvisato lo stesso chef, in chiusura della conferenza stampa in cui è stata presentata la quinta edizione della rassegna romagnola, 80mila presenze lo scorso anno: «Dai, la sera non si sa mai bene cosa fare. Allora il sabato, lo decido io ora e qui, facciamo un bel party speciale al Grand Hotel di Rimini. Si parte a mezzanotte, musica da balera, Otto e ½ dance, arriviamo noi della Francescana, una bella spaghettata e poi alle due di notte tutti a fare il bagno in piscina!”.

Il tendone riminese

Il tendone riminese

Bottura parla alla conferenza stampa. Con lui, da sinistra, Gabriella Ghigi, responsabile progetto Food for Good; Lorenzo Berlendis, vicepresidente Slow Food; Carlo Catani, responsabile mercato Al Mèni; Andrea Corsini, assessore al Turismo dell'Emilia Romagna; Enrico Vignoli, segretario Chef to Chef - Emilia Romagna Cuochi; Andrea Gnassi, sindaco di Rimini

Bottura parla alla conferenza stampa. Con lui, da sinistra, Gabriella Ghigi, responsabile progetto Food for GoodLorenzo Berlendis, vicepresidente Slow FoodCarlo Catani, responsabile mercato Al MèniAndrea Corsini, assessore al Turismo dell'Emilia Romagna; Enrico Vignoli, segretario Chef to Chef - Emilia Romagna CuochiAndrea Gnassi, sindaco di Rimini

Ok, affare fatto. Ma ecco altre ottime ragioni per non mancare in piazzale Fellini, dalle 10 a notte fonda, i prossimi 23 e 24 giugno (info www.riminiturismo.it, ospitalità e pacchetti vacanze www.riminireservation.it o tel. +39 0541 53399). Le traiamo dalle parole del modenese, ma anche degli altri partecipanti alla conferenza stampa di questa mattina: Lorenzo Berlendis, vicepresidente Slow FoodCarlo Catani, responsabile mercato Al MèniGabriella Ghigi, responsabile progetto Food for Good; Enrico Vignoli, segretario Chef to Chef - Emilia Romagna Cuochi; Andrea Corsini, assessore al Turismo dell'Emilia Romagna; Andrea Gnassi, sindaco di Rimini.

1) L'ECCELLENZA - È il G8 della cucina internazionale, è stato detto. Per Bottura, «con Festa a Vico di Gennaro Esposito e Care's di Norbert Niederkofler, è uno degli eventi principali di cultura gastronomica in Italia». Il momento in cui tutti spengono i fornelli per guardare cosa accade sotto il tendone da circo allestito da Bottura. Proprio lui come ogni anno riunisce per due giorni a Rimini 24 cuochi d’eccezione per mostrare, agitare, accarezzare gli strumenti principali della loro ineguagliabile arte: le mani, al mèni in dialetto romagnolo, dal titolo di una poesia di Tonino Guerra. Dodici chef della regione Emilia Romagna, affiancati da altrettanti astri nascenti internazionali, sono chiamati a rotazione a esibirsi con i loro cooking show in una grande cucina a vista per creare piatti unici a prezzi da street food. Mentre attorno al circo, il mercato degli artigiani e dei prodotti di eccellenza sfila sul lungomare fra percorsi del gusto, incontri con autori ed esperti, laboratori, pic nic stellato e spazi speciali dedicati al cibo di strada d’autore e ai gelati gourmet.

Bottura risponde alle domande al termine della presentazione, stamane a Milano

Bottura risponde alle domande al termine della presentazione, stamane a Milano

2) LE NUOVE FRONTIERE DEL GUSTO - Spiega Vignoli: «Ci piace sempre più portare in Romagna cuochi che vengono da zone del mondo dove la cucina si sta espandendo: sono pieni di energia e possono così confrontarsi con la nostra tradizione secolare, in uno scambio a vantaggio di tutti. Raccontiamo la nostra terra al mondo e loro ci aiutano a vedere la realtà da un punto di vista diverso». Ci saranno le mani dell’astro nascente della tavola polacca Adrian Klonowski, che è appena arrivato a guidare il prestigioso resort di Muhu Island perso nel mare abbracciato da Estonia e Finlandia; quelle, uniche, della nuova promessa indiana (in Thailandia) Garima Arora, che guida i fornelli del secondo ristorante del gruppo Gaggan, o di Tekuna Gachechiladze, regina della sempre più popolare cucina georgiana. Ma anche quelle della nuova generazione che viaggia per cucinare e che percorre traiettorie nuove, impensabili fino a qualche anno fa, alla ricerca del momento giusto per dare spazio alla propria creatività: come i giovani della new wave austriaca. E ancora: Pedro Pena Bastos era stato nominato chef rivelazione dell'anno in Portogallo, prima che un incidente lo facesse riflettere sui valori della vita, a giugno apre il suo nuovo progetto per un unico tavolo da 14 persone nella capitale lusitana; Santiago Lastra Rodriguez, dal Messico, ha visitato decine di Paesi del mondo dopo gli anni passati al Nordic Food Lab, ha supportato alcuni dei progetti e degli eventi più interessanti, compresa l'apertura del Noma Mexico, gli mancava solo Rimini; Katsumi Ishida giapponese è stato probabilmente il precursore degli chef che aprono gastro bistrot. Il suo oramai storico locale di Lione è una pietra miliare della cultura gastronomica francese contemporanea.

3) GLI ITALIANI - Accanto a loro ci saranno le mani e i cuori di Massimiliano Mascia (San Domenico di Imola), Giovanni Guidetti (Fefa di Finale Emilia), Alberto Faccani (Magnolia di Cesenatico) e dei più grandi rappresentanti della cucina e della tradizione della Regione Emilia Romagna, capaci da sempre di attrarre, in lungo e in largo per la via Emilia, i pellegrinaggi di tantissimi gourmet alla ricerca di quei piatti unici che rappresentano la migliore rappresentazione gastronomica d'Italia all'estero. Bottura: «Ho già assaggiato le preparazioni pensate dai miei due sous chef, Taka e Davide. Sono spettacolari, ma non voglio dirvi di più».

La conferenza stampa

La conferenza stampa

4) IL LUOGO - La festa del gusto, in programma il 23 e 24 giugno prossimi,  si svolge dentro e fuori un circo unico dei sapori, nella piazza intitolata al grande regista Federico Fellini, tra il mare e il Grand Hotel

Di nuovo Bottura protagonista

Di nuovo Bottura protagonista

5) LOTTA AGLI SPRECHI e SOLIDARIETA' - Al Mèni aderisce a Food for Good, l'iniziativa promossa da Federcongressi&eventi, Banco Alimentare ed Equoevento Onlus per recuperare il cibo in eccesso e donarlo a chi ha più bisogno. «La lotta allo spreco è un incredibile stimolo per noi chef - ha raccontato Bottura - A volte mi chiedono: ma come fai a conciliare questo aspetto con un ristorante a tre stelle? Chi mi fa questa domanda non ha capito nulla: senza l'Osteria Francescana non avremmo potuto iniziare questa battaglia; è a Modena il laboratorio di idee grazie al quale portiamo avanti le altre iniziative e creiamo cultura. Coinvolgiamo i nostri migliori contadini, pescatori, allevatori, casari, valorizziamo il loro lavoro, facciamo formazione (oltre 2mila ragazzi sono in attesa di venire a fare stage da noi), stimoliamo un turismo gastronomico, ora abbiamo innestato anche l'aspetto sociale. Perché il cuoco contemporaneo è, deve essere molto di più della somma delle sue ricette». Ad Al Mèni ogni cibo verrà recuperato, nulla finirà in pattumiera.


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