13 chef per i 130 anni del ristorante Agli Amici di Udine

Emanuele Scarello ha organizzato una cena molto particolare: ciascuno chef si è dedicato solo a un tavolo di 10 persone

10-05-2018

Prima foto di gruppo per gli chef coinvolti in questa celebrazione del ristorante della famiglia Scarello

Per una notte sul cielo di Udine hanno brillato 23 stelle Michelin, chiamate a raccolta per celebrare i 130 anni del ristorante Agli Amici della famiglia Scarello.

Sono arrivati da tutta la penisola 13 chef della delegazione italiana dei Relais & Chateaux: Luca Mattioli (Mirazur a Mentone), Andrea Cannalire (La Sommità di Ostuni), Vincenzo Candiano (Locanda Don Serafino di Ragusa), Ernesto Iaccarino (Don Alfonso a Sant'Agata sui due Golfi), Valentino Palmisano (Vespasia a Norcia), Riccardo Monco Annie Feolde (Enoteca Pinchiorri di Firenze), Gaetano Trovato (Arnolfo a Colle Val d'Elsa), Alessandro Negrini (Il Luogo di Aimo e Nadia a Milano), Fabio Abbattista (L'Albereta di Erbusco), Enrico Cerea (Da Vittorio a Brusaporto), Giuseppe D'Aquino (Villa Cordevigo di Cavion Veronese), Luca Zecchin (Guido a Costigliole di Santo Stefano Belbo) e Fabrizio Borracino (Borgo San Felice a Castelnuovo Berardenga).

Si è trattato di un evento davvero particolare: infatti ognuno dei cuochi presenti ha cucinato per un tavolo da 10 persone, in totale 130 come gli anni del ristorante, ai quali si è aggiunto il tavolo di Emanuele Scarello, che ha voluto in questo modo essere vicino agli amici-colleghi, essendo stato tra l'altro nominato da pochi mesi vicepresidente dei Relais & Chateaux italiani e siede nel board mondiale dell'associazione per rappresentare la ristorazione italiana.

Ogni chef ha preparato un menu pensato per interpretare al meglio il territorio di provenienza. All'arrivo i commensali erano all'oscuro di tutto: fino a quando non si sono seduti a tavola non potevano sapere a quale chef erano stati abbinati e quali erano i piatti che sarebbero arrivati nel corso della splendida serata.

Emanuele Scarello salutando gli ospiti ha voluto sottolineare: «Solo un gruppo così affiatato poteva cucinare 14 cene, una diversa dall'altra, in contemporanea. Rappresentiamo l'Italia nel vero senso della parola, ma con l'eccellenza della nostra cucina».

Il ricavato della manifestazione, certamente insolita per il Friuli Venezia Giulia, che non aveva mai visto cuochi di tale livello ai fornelli contemporaneamente, è stato destinato alla casa famiglia della Fondazione Villa Russiz (ai più nota soprattutto per i vini prodotti nell'omonima azienda vinicola).


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