Latte fieno, l'alleanza coi piccoli allevatori dell'Alto Adige

Dal patto tra Alce Nero e Mila il primo yogurt bio prodotto con la "specialità tradizionale garantita" dall'Unione Europea

10-02-2018

E’ una nuova storia di antiche tradizioni che narra un credo profondo: quello di produrre in sintonia con la natura e i suoi cicli, senza alterarne il ritmo. Tante le voci che raccontano il latte fieno: risale allo scorso marzo 2016 il riconoscimento da parte dell’'Unione Europea di tale denominazione come "specialità tradizionale garantita"; ma è già da qualche anno che anche in Italia esiste un gruppo di allevatori che ha deciso di impegnarsi nella produzione di latte fieno biologico.

Oggi un nuovo passo in avanti, con la presentazione del primo yogurt bio ottenuto da latte fieno italiano delle Alpi dell’Alto Adige: una novità che nasce grazie all’impulso della bolognese Alce Nero. Sostiene Lucio Cavazzoni, di Alce Nero: «Si tratta del punto di arrivo di un percorso di ricerca e condivisione che la nostra azienda, marchio del biologico che quest’anno compie 40 anni, ha condotto con Mila, storica azienda altoatesina specializzata nella produzione di latte e derivati». Insieme hanno deciso di puntare sulla valorizzazione del lavoro e dell’impegno di piccoli allevatori che hanno scelto di salvaguardare pratiche di allevamento che fanno riferimento al modello tradizionale, nel pieno rispetto per l’ambiente, per gli animali e per la salute dell’uomo.  

Lucio Cavazzoni

Lucio Cavazzoni

Spiega ancora Cavazzoni: «Alce Nero ha trovato in Mila un partner già integrato nel territorio, in grado di rispettarlo e valorizzarlo. Abbiamo pensato insieme che il passaggio al biologico fosse inevitabile. Oggi Mila rappresenta sempre più allevatori convertiti al biologico, che si sentono anche contadini, perché grazie agli allevamenti conservano la loro terra».

Ma perché latte fieno, binomio evocativo di pascoli sconfinati, sorgenti d’acqua purissima, masi d’alta quota e riti di fienagione ancestrali?
Risponde Reinhard Schuster, responsabile soci di Mila: «Perché è una produzione che vuole recuperare il modello tradizionale di allevamento: il bestiame si nutre in estate con erbe fresche e in inverno con fieno essicato naturalmente, senza l’utilizzo di insilati (fieno fermentato). Il fieno racchiude le essenze erbacee degli alpeggi e esalta l’aroma del latte fieno conservando i preziosi nutrienti. Benessere dell’animale e qualità del latte, non la quantità, fanno la differenza. Le caratteristiche organolettiche del latte riflettono l’alimentazione del bestiame dando al latte fieno aromi diversi in funzione alle diverse essenze dei foraggi. Nelle Valli Venosta, Sarentino, Pusteria, e nell’Altopiano del Renon, in un territorio ricco di sorgenti e prati con grande varietà di erbe e fiori, le nostre mucche producono solo 18/20 litri di latte al giorno, contro i 40 litri dell’allevamento intensivo. Ma è latte di grande qualità. In alpeggio come in stalla, il latte fieno è raccolto tutti i giorni ed è trasformato in yogurt senza l’aggiunta di aromi e addensanti».

E perché questo ingresso nel fresco con lo Yogurt Bio Latte Fieno Alce Nero?
Risponde Massimo Monti, amministatore delegato di Alce Nero: «Era un’operazione doverosa. E' il risultato di una riflessione a lungo termine. Il nostro yogurt è il punto d’arrivo di un progetto che ha inizio con la salvaguardia dell’ambiente, quello  dell’alpeggio, a difesa di un modello agricolo produttivo che preserva la salute della terra e dell’uomo. Insieme a Mila abbiamo deciso regole precise di produzione del latte, a partire dal controllo sull’alimentazione e sulle condizioni di benessere degli animali. Il nuovo Yogurt Latte Fieno Bio nasce dal lavoro di condivisione con un partener di assoluto rilievo come Mila e coi suoi allevatori-contadini che con la loro attività presidiano e difendono il territorio. Ci stiamo confrontando con un mercato complesso come quello dello yogurt, dove in soli otto mesi dal lancio abbiamo conquistato sempre più spazio. La nostra è una politica di piccoli passi, senza investimenti in comunicazione perché siamo convinti che proporre un modello di agricoltura sostenibile sia un atout vincente. Il primo a capirlo è il consumatore, sempre più attento nelle sue scelte verso quei prodotti unici per qualità e processo di filiera».

Una delle allevatrici che aderiscono a Mila

Una delle allevatrici che aderiscono a Mila

«E’ un ritorno alle origini - aggiunge Joachim Reinalter, presidente Mila - Una scelta necessaria per il nostro futuro comune. Questo progetto di collaborazione con Alce Nero promuove un modello territoriale evoluto che fa leva sulla forza produttiva di due aziende storiche e coniuga qualità e varietà di assortimento e di gusto con la garanzia della certificazione biologica. Noi siamo una cooperativa forte dei suoi soci che producono nei loro masi, oltre i 1.000 metri d’altezza, in tutto l’Alto Adige. Storia, tradizioni, cultura locale e un impegno quotidiano ci permettono di preservare la qualità del latte di alta montagna, libero da Ogm, raccolto quotidianamente e trasformato entro le 24 ore. Ogni allevatore ha un rapporto speciale con i suoi animali, ha mediamente 12 vacche per stalla e le chiama tutte per nome. Oggi, grazie ad Alce Nero, abbiamo fatto il salto di qualità passando alla produzione biologica, a cominciare dai mangimi (il terreno era già coltivato seguendo criteri biologici) e sempre più  allevatori ci stanno seguendo in questa scelta. Quella del latte fieno bio è una grande sfida a forte connotazione etica che oggi trova un suo  spazio a livello territoriale perché immaginare una riconversione su scala globale è ancora molto complesso».

Per ora circa quaranta soci hanno aderito a questo modello di allevamento  biologico, altri sono in arrivo. Quattro le varietà di yogurt firmate Alce Nero che hanno nelle loro etichette narranti, sul packaging di ogni confezione, uno straordinario mezzo per valorizzare il metodo di allevamento e produzione del latte fieno bio. Il tutto, a confermare il valore dei prodotti Alce Nero, che nascono da un'agricoltura che si fa custode della terra rispettando i vegetali, gli animali e l’uomo e mettendo al centro il sapere degli agricoltori. Un patrimonio prezioso.