Oldani non stop, tra San Siro e don Gino

Il cuoco di Cornaredo, autore il 18 di una cena antologica con IdentitÓ, incanta il Meazza e si fa in quattro per beneficenza

07-12-2017

Davide Oldani con il designer Attila Veress e Giovanni Bellino di La Collina dei Ciliegi, in un raro momento di relax nel bistrot di San Siro della cantina veronese. Il cuoco di Cornaredo è atteso a un doppio importante appuntamento: domenica 10 pranzo benefico alla comunità Villa Paradiso di Besate e lunedì 18 dicembre cena Identità Oldani

Dal mini-ristorante allestito a San Siro, nella lounge di Collina dei Ciliegi, all’appuntamento benefico alla corte di Comunità Nuova, la onlus di don Gino Rigoldi. E lunedì 18 dicembre c’è Identità Oldani al D’O, la cena che sintetizzerà tutti i grandi classici del cuoco di Cornaredo, dalla Cipolla caramellata in giù. Da quando ha allestito la sua “formula uno” nell’altro lato della piazza principale di San Pietro all’Olmo, Davide Oldani non si ferma neanche nei giorni di chiusura. 

SAN SIRO. Domenica scorsa alle 15 c’era Inter-Chievo. Come ogni domenica da inizio campionato, quando i nerazzurri giocano in casa, Oldani cucina nel bistrot della cantina di Grezzana, allestita proprio accanto alla lounge “Mauro Icardi”, popolata da Wanda & family. Quando invece c’è il Milan, ai fornelli c’è il team del rossonero Enrico Bartolini («Non potrei mai cucinare in quelle giornate», scherza ma mica troppo Oldani).

Al suo turno, Oldani prepara in media un buffet per un centinaio di coperti e un piccolo menu degustazione per altri 35 ospiti seduti in una saletta accanto, guardati a vista da Manuele Pirovano, sommelier dell’anno per la Guida di Identità. Domenica, nel menu del buffet, comparivano mini-delizie come i Bignè, erborinato, composta di frutta e semi tostati o il celebre risotto firma con la spirale allo zafferano, assieme a un intelligente omaggio/fair play alla squadra rivale (Chievo Verona=Sedano di Verona in salsa pearà). Chiusura con tronchettini del panettone D’O («Quest’anno ne abbiamo fatti 4mila, col riso candito»).

Zafferano e riso alla milanese D'O, versione stadio

Zafferano e riso alla milanese D'O, versione stadio

Il colpo d'occhio dall'area "food & wine experience" de la Collina dei Ciliegi, al primo rosso di San Siro

Il colpo d'occhio dall'area "food & wine experience" de la Collina dei Ciliegi, al primo rosso di San Siro

Il degustazione “seduti” prevedeva invece il trittico Baccalà mantecato, zenzero e mais; un Amarone, zucca e riso cotto perfettamente (mica facile mantecare bene in quel cucinino microscopico) e un Caffè bianco, biscotto al cacao e gelato al mascarpone da gustare alla fine del primo tempo. Tutto in abbinamento ai vini base e gran cru di Collina dei ciliegi.

Con gli orari del calcio d’inizio che cambiano, muta anche l’umore della gente: «Quando si gioca alle 12.30», spiegava Pirovano, «arrivano tutti all’ultimo e non è il massimo. Alle 15 e alle 20.45 riusciamo a gestire tutto meglio. Il giorno del derby (vinto dall’Inter al 90mo, ndr) non voleva mangiare nessuno: erano tutti tesi». La brigata di sala e cucina tira il fiato giusto nei minuti in cui si gioca. Per modo di dire: Oldani sfruttava la quiete (del ristorante, non degli spalti) per confrontarsi col suo designer Attila Veress sulla prossima versione dei Zafferano e riso alla milanese, un piatto in divenire permanente. E di tanto in tanto buttava l’occhio in campo e alzava le braccia ai gol della sua squadra (col Chievo è successo cinque volte).

Oldani con Don Gino, Andrea Berton e Carlo Cracco in un'edizione precedente del pranzo benefico a Villa Paradiso di Besate. Prossimo pranzo, domenica 10 dicembre prossimo (foto notiziemilanoexpo.wordpress.com)

Oldani con Don Gino, Andrea Berton e Carlo Cracco in un'edizione precedente del pranzo benefico a Villa Paradiso di Besate. Prossimo pranzo, domenica 10 dicembre prossimo (foto notiziemilanoexpo.wordpress.com)

Chicco e Bobo Cerea: domenica 10 firmano il risotto a Villa Paradiso

Chicco e Bobo Cerea: domenica 10 firmano il risotto a Villa Paradiso

COMUNITA' NUOVA. Domenica 10 sarà invece il turno di un’altra sfida. Ogni dicembre, prima di Natale, Oldani organizza un pranzo benefico a Villa Paradiso di Besate, in Brianza. È la sede di Comunità Nuova, la onlus che da 39 anni fa praticamente un tutt’uno col suo fondatore, don Gino Rigoldi, un cappellano che da 44 anni si batte laicamente nel campo del disagio e della promozione delle risorse dei più giovani. Cerca cioè di riaccendere la luce delle nuove opportunità per chi se l’è viste negate a lungo in carcere. Giovani tossicodipendenti, migranti, individui che cercano faticosamente di cancellare i segni di un passato breve e già turbolento.

Per il decimo anno di fila, «Il cuoco e il prete» - così li ha battezzati in un bel pezzo “Buone Notizie”, l’inserto del Corriere - hanno messo assieme un menu coi fiocchi. E questa volta ci saranno anche i fratelli Cerea: dopo la Crema di cavolfiore con tabulè di cavolfiore e salsa all’arancio di Oldani, arriverà il loro Risotto con zucca e amaretti, preludio di un’Aletta di vitello alla salsa al vino rosso ed eucalipto  (ancora Oldani) e del panettone finale, lievitato dai ragazzi de I Dolci del Paradiso, congrega di social cakelab & catering sorta proprio a Villa Paradiso, grazie ai fondi raccolti in questi anni. Si prenota al numero +39.0362.996653 e l’offerta è libera (vietato, aggiungiamo noi, approfittare delle generosità della formula).


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