Cittamani di Ritu Dalmia, il ristorante indiano che Milano aspettava

Mercoledý 27 settembre debutta a Brera la popolare cuoca del Subcontinente. Nella trama, piatti del nord e contaminazioni

23-09-2017

Ritu Dalmia, 44 anni, nata a Calcutta da una famiglia di origini Marwari. Già responsabile di 7 ristoranti nel suo paese, mercoledì 27 settembre aprirà l'ottavo in Italia, in piazza Carlo Mirabello 1, negli stessi ambienti che ospitavano lo storico ristorante Verdi. Si può già prenotare un tavolo al numero +39.02.38240935

«Sono di origini Marwari, una regione del Rajasthan nel Nord del paese, ma sono nata a Calcutta e cresciuta a Nuova Delhi. Non è giusto nei confronti delle ricche e diverse cucine regionali indiane sostenere che esiste una cucina nazionale. Si può invece dire che esiste una precisa tradizione Nord-indiana, che ha conquistato popolarità in tutto il mondo».

Ha le idee molto chiare Ritu Dalmia, 44 anni, cuoca celebrata nel suo paese e regista di un’operazione che potrebbe portare finalmente un valido ristorante di cucina (Nord) indiana a Milano e in Italia. Si chiama Cittamani e da mercoledì 27 settembre prenderà il posto della storica insegna di cucina milanese Verdi, in piazza Mirabello, tra Brera e Porta Nuova. Un segno dei tempi.

Saranno 60 coperti sovrintesi dalla restaurant manager italiana Ludovica Falez, con tavoli e un bancone per pasteggiare o anche solo bere cocktail preparati dal bartender Davide Biletya. A tavola, la resident chef Shivanjali Shankar cucinerà piatti come Biryani nascosto in pasta sfoglia, Fantasia di ciliegini, prugne e pesche, Poori ripieni con piselli, burrata e chutney di pomodoro, Costolette tandoori di agnello e purea di patate. Una linea di cucina indiana contemporanea, con influenze internazionali e il ricorso a molti ingredienti italiani.

Il banco bar del Cittamani. Prezzo medio previto: 50 euro bevande escluse

Il banco bar del Cittamani. Prezzo medio previto: 50 euro bevande escluse

Costoletta tandoori di agnello e purea di patate

Costoletta tandoori di agnello e purea di patate

Sulla carta, un colpo di spugna alle pallide insegne caricaturali viste in città negli ultimi decenni. E non solo a Milano: «Sfortunatamente», ci spiega Ritu, «la maggior parte dei ristoranti in Europa hanno sempre mostrato il cibo indiano sotto una pessima luce. Madras curry, vindaloo e certi curry sono solo stereotipi», l’equivalente italiano delle Fettuccine Alfredo o quello cinese delle Banane fritte, «ma la nostra cucina è capace di esprimere un arcobaleno di delicatissime nuance».

Dal 1993 Diva Restaurants, il gruppo che fa capo a Dalmia, ha già edificato in madre patria 7 ristoranti: Diva Italian, Diva Spiced, Cafè Diva, la caffetteria The Cafe at ICC al Centro Culturale dell’Ambasciata Italiana di Chanakyapuri a Delhi, il Latitude 28 al Khan Market, un secondo Cafè Diva nel centro commerciale Sangam a New Delhi e il cocktail bar PDA Martinis And More.

Ma tante aperture sono di là da venire, in India e nel mondo, considerata la partnership di Ritu con Analjit Singh di Leeu Collection, un imprenditore molto attivo in Sudafrica, Gran Bretagna e Italia (tra gli altri progetti, nel 2021 apriranno un hotel di lusso a Villa Querce, Firenze, in Italia).

Un legame che da sempre la avvince a doppio filo al nostro paese. La sua fama crebbe dal 2007, con la conduzione della serie televisiva "Italian Khana", programma girato da noi e da cui è stato tratto un libro di successo. Nel 2011 l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia, conferitale per l’attività di divulgazione della cultura italiana nel mondo.

E una forte amicizia con Viviana Varese, chef di Alice: «Abbiamo fatto tantissimi eventi assieme in questi anni. Per me non esiste professionista più adatta a questo tipo di eventi: come senso di ospitalità Viviana è una vera napoletana – salernitana, in realtà, ndr – con un metodo da tedesca. Una combinazione perfetta». Una cena imminente a quattro mani da Cittamani è già data alla pari.


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