I ristoranti dell'estate: Alto Adige / 2

Sono davvero tanti gli indirizzi da non perdere nella provincia di Bolzano: la seconda parte della nostra selezione

07-08-2017

Questa finestra, che mostra uno dei tavoli del ristorante Schöneck, ci introduce anche alla seconda parte della selezione dei migliori indirizzi altoatesini

In queste settimane troverete su Identità Golose tutti i migliori ristoranti d'Italia nei luoghi di villeggiatura. Oggi la seconda parte della nostra selezione sull'Alto Adige

SCHÖNECK (via Schloss Schöneck, 11, Falzes (Bolzano) - Molini, +39.0474.565550, schoeneck.it)
Schöneck vorresti fosse il locale sotto casa. Quello dove buttar dentro la testa tutti i giorni: a metà mattina per uno strudel caldo, a mezzogiorno per una bollicina di carattere con spuntino d'autore in terrazza, all'imbrunire per bissare la bolla sprofondato in un divano di pelle vissuta, fronte camino. Poi, già ben predisposto, viene facile partecipare al gioco di sapori e consistenze proposto da Karl, gran maestro del bon vivre. La carta e i menu sono molto ricchi, cambiano con le stagioni e spaziano da sapori, prodotti ed elaborazioni tipicamente autoctone, a pennellate intrise di mediterraneo, lo scenario che accompagna le vacanze di Karl & Marye ne è fonte di scouting, di persone e prodotti. Leggi qui l'intera recensione di Stefano Zambon.

SISSI (via Galileo Galilei, 44, Merano (Bolzano), +39.0473.231062, sissi.andreafenoglio.com)
Eccola questa luminosa oasi di tranquillità che fa da trait d'union tra i vicoli del centro storico e la montagna la contiene. Qui si dipartono le suggestive passeggiate disegnate in piena belle époque come tanta parte della città. A partire proprio da questa sala. Una delle più belle della provincia. Forse la più elegante nella sua semplice eleganza. Questo è anche il regno di Andrea Fenoglio e della sua cucina moderna, sensibile all'innovazione eppure classica ed elegante come la sala che le fa da fondale. Leggi qui l'intera recensione.

Uno dei piatti di Terra

Uno dei piatti di Terra

ANNA STUBEN dell'hotel Gardena (via Vidalong, 3, Ortisei (Bolzano), +39.0471.796315, gardena.it)
E’ stato un anno difficile quello di Reimund Brunner, il cuoco del ristorante gourmet Anna Stuben dell'hotel Gardena. Un incidente in moto lo ha allontanato dagli amati fornelli per molti mesi, tanto da far temere per il suo ritorno. Invece la rodata macchina della Stubeha continuato a girare con l’aiuto di professionisti come il grande maître Franz Lageder, e una brigata di cucina rodata e affidabile. 
Ora Reimund è tornato in “sella”, ma solo in cucina, con il suo stile semplice ed elegante, affinato nei molti anni passati alla corte di Herbert Hintner del ristorante Zur Rose di Appiano come secondo. Leggi qui l'intera recensione.

JOHANNESSTUBE dell'hotel Engel (via San Valentino, 3, Nova Levante (Bolzano), +39.0471.613131, hotel-engel.com)
Chi è convinto di ciò che pensa va dritto per la propria strada, affrontando il rischio di lasciare la via più scontata e facile da percorrere. Così è per Theodor Falser, il cuoco che ha rivoluzionato la proposta del Johannesstube, il ristorante gourmet dell'hotel Engel, elegante 4 stelle di Nova Levante. Tre anni fa la svolta riassunta dal motto “taste nature”. In cucina non sono più entrati gli ingredienti di luoghi lontani (come astice e foie gras o le carni e le verdure di altre regioni) e l'attenzione si è tutta concentrata sulle materie prime offerte dalle aziende della zona, dall'orto che lo stesso Theodor coltiva con amore o dai prati e dai boschi. Leggi qui l'intera recensione di Andrea Ciprian.

LERCHNER 'S IN RUNGGEN (via Ronchi, 3a, San Lorenzo di Sebato (Bolzano), +39.0474 .404014)
Ronchi (Runggen in tedesco) è un assolato paesino che spunta dal bosco su un'altura affacciata verso il castello di San Michele. Brunico, Plan de Corones e l'Alta Badia sono vicini, ma non è un posto dove i turisti arrivano a frotte, neanche in piena stagione. Qui si riscoprono atmosfere d'un tempo, autentiche e per questo affascinanti. E qui vivono i Lerchner che portano avanti con dedizione l'attività del maso, preziosa fonte di materie prime per Johann, il cuoco di famiglia. I formaggi e la carne arrivano direttamente dalla stalla, mentre per gli altri prodotti la scelta vira sulle fattorie della vallata. Leggi qui l'intera recensione di Andrea Ciprian.

Anna Matscher

Anna Matscher

TERRA dell'Auener Hof (frazione Prati, 21, Sarentino (Bolzano), +39.0471.623055, auenerhof.it)
Bella storia quella di Heinrich Schneider e del suo ristorante, Terra, all'interno dell'Auener Hof, lussuoso albergo a Sarentino, in Trentino. Un altopiano circondato dai monti, immerso nel verde, in bilico tra le rocce e i verdi prati: quasi una realtà parallela, bucolica, lontano da tutto. Poi d'improvviso compare una struttura, moderna, accogliente, romantica: l'hotel Relais & Châteaux della famiglia Schneider. Una sala ampia accoglie i clienti del ristorante. Lo sguardo è magneticamente attratto dalla cucina a vista, dove officiano lo chef Schneider e la sua squadra. Leggi qui l'intera recensione di Passione Gourmet

ALPENROYAL del Grand Hotel (via Meisules, 43, Selva di Val Gardena (Bolzano), +39.0471.795555, www.alpenroyal.com)
Dopo l’uscita di Felice Lo Basso è toccato al suo secondo Mario Porcelli prendere in mano le redini di uno dei più apprezzati ristoranti altoatesini. L’Alpenroyal ha rapidamente superato il trauma del passaggio tra l’estro vulcanico chef pugliese e la nuova linea creativa che prosegue nel solco già avviato dallo chef barese. Leggerezza d'animo e creatività sono caratteristiche anche di Mario, come la notevole capacità di lavorare la materia prima con sicurezza e sensibilità. Tratti del carattere indispensabili per uno chef, che da pugliese innamorato delle montagne, continua a sprizzare immutato amore per il mare e la sua ricchezza. Leggi qui l'intera recensione

ZUM LÖWEN (via Principale, 72, Tesimo (Bolzano), +39.0473.920927, zumloewen.it)
La signora della cucina altoatesina è una cuoca che ha fatto tutto da se. E' il caso di dirlo. Dopo aver invertito la regola del marito in cucina e la moglie in sala Anna Matscher ha sfatato in tempi non sospetti il mito che vuole la cucina creativa appannaggio degli uomini. Lei, che da autodidatta si è conquistata le vette della ristorazione altoatesina, partendo da zero. Oggi che il locale si è ampliato e, grazie a un convincente intervento di ristrutturazione conservativa, è letteralmente dilagato negli altri ambienti della vecchia casa di paese, compresa il cortile e l'antica stalla, il suo tocco fatto di grazia e nettezza di sapori non ha affatto perso coerenza. Anzi. Leggi qui l'intera recensione.

Burkhard Bacher

Burkhard Bacher

TRENKERSTUBE dell'hotel Castel (vicolo dei Castagni, 18, Tirolo (Bolzano), +39.0473.923693, hotel-castel.com)
 Gerhard Wieser è uno dei nomi che rappresentano l'eccellenza della cucina altoatesina. Quella mangiata e quella scritta, visto che il cuoco originario di Brunico (quindi sudtirolese doc) è da più di un ventennio alla guida delle cucine dell'hotel Castel, ma nel frattempo ha saputo costruirsi anche una fama come divulgatore della cucina regionale, grazie a una serie di fortunati volumi pubblicati negli anni. Il fiore all'occhiello dell'albergo, che vanta due ristoranti, è sicuramente la Trenkerstube, la sala più calda e intima, nella quale è facile aspettarsi un tripudio piatti in stile teutonico e speck a volontà. Leggi qui l'intera recensione di Gualtiero Spotti

KLEINE FLAMME (via Città Nuova, 31, Vipiteno (Bolzano), +39.0472.766065, kleineflamme.com)
Che dire di fronte al talento, all'estro e alla sensibilità di un cuoco che magistralmente, e come pochi altri, ha saputo rileggere la cucina nazionale in chiave fusion e asiatica. Burkhard Bacher dopo gli anni a Bangkok è tornato nel suo paese natio portandosi dietro una scia di profumi ed essenze che con mano unica e forse irripetibile combina ai prodotti della tradizione italiana. Piatti geniali. Magistrali riletture dei classici. Armonia, costanza. Il tutto dal vivo nella sua cucina a vista. Un grandissimo che resiste nonostante l'incedere degli anni. Leggi qui l'intera recensione.

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