Apreda, dieci anni sul tetto di Roma

Candeline per l'Imago, 1° roof top restaurant d’Italia nel '56. Dal 2006 vi si gusta la cucina eclettica dello chef campano

18-03-2017

I 10 anni dell'Imàgo di Roma: grande festa l'altra sera, ecco Francesco Apreda che spegne le candeline

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E insieme ai festeggiamenti, la cronaca di una nostra recente cena all'Imago dell'hotel Hassler, chef Francesco Apreda, che Identità stima molto sia per capacità professionali, che per caratura umana. Come abbiamo scritto sulla Guida Identità Golose 2017, "se ci si pensa, è un bel paradosso: nella Città Eterna, dall’alto del sesto piano dell’hotel Hassler, c’è un portento di chef campano che per qualche ora ti porta in giro per il mondo. Ce n’è a sufficienza per sfatare la fama di una metropoli così piena di storia di apparire a volte ripiegata su sé stessa, e quindi provinciale". (Carlo Passera)
Si inizia con Sedano rapa, peperoni e zenzero; Daikon con yuzu e tartufo nero; Ravanello con lime e gin: tutto in osmosi. Ossia: come la tecnica si mette al servizio della mente creativa, per una partenza che prepara il palato e stuzzica l'appetito. Segue Uovo in tempura, lime e mostarda di fichi: golosissimo senza essere banalmente piacione
Foie gras e scones, blend Sweet Rain (2015): questo, come gran parte dei piatti di Apreda, si caratterizza per i bland speziati, che derivano dalle tante esperienze dello chef in giro per il mondo (leggi anche: I Sapori di Viaggio di Apreda). Ha fatto parte del "menu 10 anni"
Apreda coi suoi blend. Come abbiamo scritto, lo chef "interloquisce col cliente, mixa territori e storie, fa tesoro delle esperienze acquisite in tutti i continenti e le sintetizza in suggestioni speziate: qui aggiunge Napoli, là Mumbai, e così via (ha studiato e definito sei aromi in tutto, ognuno con una precisa origine geografica: quindi basta un gesto per aggiungere un pizzico di Londra o di New York. E le papille ringraziano deferenti"). Il piatto successivo, tra i nuovi del menu, è davvero fantastico: Minestrone vegetale di mare, tra i meglio riusciti, in un degustazione sempre di alto livello. In questo caso patate, cipolla, sedano, spinaci baby, porro e cialde di parmigiano incontrano un brodo di mare fatto con alga kombu

Ha compiuto 10 anni il ristorante Imago dell’hotel Hassler di Roma, da sempre punto d’incontro della élite politica, economica e culturale italiana e straniera. Lo ha fatto con un cocktail esclusivo durante il quale Robert Wirth e Francesco Apreda hanno raccontano storia e trasformazione della loro “creatura”.

Tutto cominciò in realtà più di 50 anni fa, nell'autunno del 1956, quando Oscar Wirth, l’allora proprietario nonché padre di Roberto (attuale presidente e direttore generale dell'Hassler Roma), trasformò la terrazza panoramica al sesto piano dello storico edificio di Trinità dei Monti nel primo “Roof top Restaurant” d’Italia.

Era il primo ristorante posto all’ultimo piano di un albergo e venne accolto con così grande entusiasmo da divenire presto un luogo esclusivo, per la sua vista ma anche per la sua cucina. In poco tempo richiamò personaggi famosi da tutto il mondo - John Fitzgerald Kennedy, Richard Nixon, Grace Kelly, Audrey Hepburn, Federico Fellini, Charlie Chaplin, Igor Straviskji, per citarne alcuni – che potevano ammirare dalle finestre del locale l'ineguagliabile vista di Roma gustando prelibate specialità.

Roberto Wirth e Francesco Apreda

Roberto Wirth e Francesco Apreda

Oggi dal ristorante Imàgo, rinnovato alla fine del 2006 e premiato con una stella Michelin nel 2008, si continua ad ammirare la Città Eterna in ogni piccolo particolare, panorama toglie il respiro sin dalle aperture delle porte dell’ingresso. Ma all’Imàgo il piacere dell'occhio trova una sua naturale continuazione in quello del palato. Lo chef Francesco Apreda, incoraggiato da Roberto Wirth, ha ideato e disegnato la cucina, piccola ma funzionale, ha scelto personalmente i materiali, le attrezzature tecniche e il posizionamento delle stazioni. I suoi piatti innovativi racchiudono la classicità della cucina italiana rivisitata con il suo inconfondibile stile fatto di memoria, ricerca, gusto e immaginazione: raffinate creazioni dai sapori e colori orientali, mirabilmente e sapientemente intrecciati con quelli della nostra tradizione, per una tavola sempre fresca e genuina.

Per questo insolito compleanno lo chef, con tutto lo staff dell’Imàgo, ha preparato le migliori creazioni dell’ultimo decennio annaffiate da ottimo champagne, per una serata glamour all’insegna del buon cibo e del piacere di stare insieme.

(Testo di Tania Mauri. Nella fotogallery i piatti storici della serata inframmezzati da altri, in una cavalcata tra alcuni dei migliori scelti nel menu contemporaneo, con commento di Carlo Passera)