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A tavola per Papa Bergoglio

Domenica 27 ottobre: ritorno all'Opera San Francesco per un pranzo benefico d'autore

13-09-2013

La locandina con i protagonisti di Grandi Cuochi all'Opera, seconda edizione del pranzo benefico all'Opera San Francesco per i Poveri di Milano. Cesare Battisti, Mauro Brun e Bruno Rebuffi, Davide Scabin, Ugo Alciati, Emiliano Lopez, Gianluca Fusto e Andrea Besuschio firmeranno il pranzo di domenica 27 ottobre. L'intero ricavato sarà destinato al sostegno delle attività della mensa. Per informazioni e prenotazioni 02.49455885

Grandi Cuochi una volta ancora all’opera a favore dell’Opera San Francesco per i Poveri. Accadrà domenica 27 ottobre quando la mensa per i poveri di viale Piave a Milano aprirà le sue cucine a otto tra chef, pasticcieri e macellai per dare vita a un pranzo di altissima scuola, pensato espressamente per l’occasione. Come ricordano i responsabili di questa istituzione benefica, “chi sostine l’OSF contribuisce a offrire ogni anno 800mila pasti caldi, 65mila docce e 37mila visite mediche”. Tutto questo da oltre mezzo secolo grazie alla straordinaria volontà di oltre 700 volontari.
Ed è proprio per la grandezza dell’impegno e per i mezzi economici che richiede, che noi di Identità abbiamo accettato di buon grado, per il secondo anno consecutivo, di dare forma a un pranzo unico, il 27 e mai più, per raccogliere fondi grazie a chi prenoterà un posto con una donazione minima di 100 euro.

Se l’ottobre scorso il filo conduttore fu la celebrazione della frugale tavola di San Francesco, grandi cuochi a pensare piatti che il santo avrebbe gradito perché per nulla appariscenti e ricchi, visto che lui rinunciava anche al lusso del cibo. In pratica si sa che San Francesco gradiva solo un preciso tipo di biscotti, comunque poveri, come i mostaccioli e partendo da questo abbiamo ragionato a ritroso fino a comporre un signor menù.

La mensa per i poveri di OSF in attività

La mensa per i poveri di OSF in attività

Quest’anno il tema è altrettanto inevitabile: le tavole di Papa Francesco, al plurale. Impossibile ignorare il primo pontefice che ha scelto per nome quello del Patrono d’Italia, lui che, nato in Argentina come Jorge Mario Bergoglio, ha radici che affondano in Piemonte, nell’Astigiano per la precisione, e una vita argentina prima e romano-mondiale adesso.

Si è pensato a un menu che unisse i due mondi del nuovo Papa e il titolo, in tal senso, è chiaro: Il Piemonte incontra a tavola l’Argentina in omaggio a papa Francesco. E esattamente come un anno fa, la giornata si aprirà nel segno di Cesare Battisti, chef e patron del Ratanà a Milano, che si accompagnerà con Mauro Brun e Bruno Rebuffi, il primo titolare della Macelleria Annunciata e il secondo della Macelleria Villa. Loro i Mondeghili in cartoccio… o albondigas; l’Uovo di quaglia e pane di Fobello in salsa chimichurri; il Locro: Buenos Aires-Milano; le Roselline di carpaccio di fassona piemontese e infine la Tartare di fassona piemontese battuta al coltello.

Poi ci si accomoderà a tavola e subito irromperà il Piemonte grazie a Davide Scabin del Combal.zero a Rivoli (Torino) che curerà un classico di cui Papa Bergoglio è goloso: il Vitello tonnato alla maniera antica. Ancora Piemonte con il primo. Ugo Alciati, da poco trasferitosi col ristorante all’interno della tenuta di Fontanafredda a Serralunga d’Alba, servirà i mitici Agnolotti del plin di Lidia, Lidia Alciati, la sua indimenticabile madre.

E come antipasti e primi sono punti di forza della cucina italiana, così il secondo non può non essere argentino. Sarà a Milano Emiliano Lopez, da un decennio a Roma, alla Buca di Ripetta, bravissimo a lavorare la carne. Per l’occasione ha scelto il taglio più pregiato di sua maestà l’asado, la Tira de asado, servito con un fagottino croccante ripieno di humita, glassa di batata e chimichurri.

Il dessert, curato dal maestro Gianluca Fusto e da Andrea Besuschio, titolare di una ultrasecolare pasticceria a Abbiategrasso (Milano), vedrà i due mondi fondersi in un unico dolce. Come una... panna cotta è infatti pensato come il classico budino piemontese ma rivoltato nel segno del dulce de leche, quasi un caramello che, arrivato con i portoghesi, ha spopolato anche in Brasile. Il Papa ne va ghiotto, perché negarcelo?

Per informazioni e prenotazioni 02.49455885
 


Rubriche - Primo piano

Gli appuntamenti da non perdere e tutto ciò che è attuale nel pianeta gola

a cura di

Paolo Marchi

nato a Milano nel marzo 1955, al Giornale per 31 anni dividendosi tra sport e gastronomia, è ideatore e curatore dal 2004 di Identità Golose.
twitter @oloapmarchi