Nel cantiere di Identità Golose Milano con l'architetto Tordera

A poco più di due mesi dall'inaugurazione, intervista con il responsabile del progetto di ristrutturazione e allestimento

06-07-2018

La planimetria del nuovo spazio di Identità Golose Milano, in via Romagnosi al numero 3

Fervono i lavori in via Romagnosi al 3, nel centro di Milano, dove martedì 18 settembre 2018 sarà inaugurato il primo hub internazionale della gastronomia, Identità Golose Milano. L'indirizzo è importante e prestigioso, anche per come ha fatto parte della storia cittadina: quegli spazi, a circa duecento metri dal Teatro alla Scala, sono stati fino a poco tempo fa la dimora della Fondazione Feltrinelli, ora trasferitasi in viale Pasubio.

Per raccontare, come continueremo a fare nelle prossime settimane, la marcia di avvicinamento alla realizzazione di questo nostro ambizioso progetto, ci siamo permessi questa volta di interrompere il lavoro di uno dei principali protagonisti della ristrutturazione e dell'allestimento delle sale che ospiteranno Identità Golose Milano.

L'architetto Egidio Tordera

L'architetto Egidio Tordera

Parliamo dell'architetto Egidio Tordera, già artefice, nel 2015, della realizzazione di Identità Expo. E mentre iniziamo a chiacchierare con lui ci passa di fianco proprio Claudio Ceroni, fondatore con Paolo Marchi di Identità Golose, che gli ricorda di come quel lavoro fu concluso in meno di un mese. 

Per Identità Golose Milano la strada è decisamente più lunga, vista l'importanza degli interventi previsti (qui un racconto della visita al cantiere di qualche giorno fa). Ma quali sono stati i punti fermi da cui è partito l'architetto Tordera per impostare la ristrutturazione di questi locali?

La cupola della sala centrale

La cupola della sala centrale

«Chiaramente sono partito analizzando le esigenze del mio committente - racconta Tordera - e dalle caratteristiche di questo bellissimo spazio. Che nasce già come spazio pubblico, in quanto in tutti questi anni ha ospitato la Fondazione Feltrinelli. Il cuore della Fondazione era la sala di lettura e così ho immaginato che quello spazio potesse diventare il cuore anche di Identità Golose Milano». 

La vasta sala ovale a cui fa riferimento l'architetto è dominata da una splendida cupola in vetro-cemento, dai cui oblò entra la luce naturale e che ha anche ispirato il logo della struttura: quest'area sarà dedicata al fulcro del nostro lavoro, la comunicazione, nel senso più ampio e articolato del termine, ospitando incontri, lezioni, presentazioni, cooking show legati all'enogastronomia italiana ed estera. 

Una delle sfide di questo progetto è la realizzazione di un hub multifunzionale, con ambienti che possano ospitare attività variegate: «Infatti partendo dalla sala centrale - continua Tordera - che originariamente non era collegata con il resto degli spazi, abbiamo cercato di articolare lo sviluppo dell'hub. Da qui si aprono le altre sale, dalla prima accoglienza - a cui abbiamo voluto dare un'atmosfera particolare con delle pareti ondulate, che simulano dei tendaggi - alle cucine, alla ristorazione, al bar, alla saletta vip, al cocktail bar e chiaramente al grande cortile dominato dal glicine centenario». 

Il cortile

Il cortile

Proprio mentre eravamo in via Romagnosi veniva montata la struttura che ospiterà la pergola bioclimatica del cortile: «Si tratta di una pergola realizzata da Gibus, una delle tante aziende di eccellenza che sta collaborando con noi per l'allestimento degli spazi. Il cortile è la sorpresa finale di Identità Golose Milano e l'obiettivo è di poterlo usare al massimo. Il glicine ad esempio è meraviglioso, ma nelle caratteristiche della pianta c'è di fiorire per un periodo limitato di tempo, di sfogliare molto, e d'inverno di essere particamente spoglio. Grazie alle possibilità offerte dalla pergola bioclimatica di Gibus, potremo aprire e chiudere la sala in base alla temperatura e alla stagione».

Ma Gibus è solo uno dei partner che sono stati coinvolti in questo progetto: «Stiamo avendo delle collaborazioni davvero eccezionali, proverò ad elencarle tutte. Partirei da Giulio Cappellini, che con la sua produzione interverrà sulle sedute e sui tavoli dell'area ristorazione. Ma con la sua sensibilità ha dato anche un importante contributo alla progettazione complessiva. Davide Groppi ci ha altretanto aiutato con il progetto, oltre a essere lo splendido artefice delle luci di Identità Golose Milano».

Ma la lista è ancora molto lunga: «Valcucine, una delle realtà più importanti per la produzione di cucine nel nostro paese, fornirà tutti gli arredi della sala, il tavolo dello chef, la zona bar, la struttura per i cooking show, mentre nella parte tecnica delle cucine ci sarà Berto's con tutti i fuochi, Coldline per la linea del freddo, Rational per i forni e ancora Moretti Forni per la produzione delle pizze».

Le pareti ondulate del corridoio d'ingresso

Le pareti ondulate del corridoio d'ingresso

Abbiamo finito? Certo che no: «Molto interessante e particolare è il lavoro che abbiamo fatto per i pavimenti, in collaborazione con FMG, un'altra azienda italiana di altissimo livello, che ci ha fornito la sua nuova produzione di lastre in gres porcellanato ecoattive. Grazie all'inserimento di biossido di titanio avviano un processo di decomposizione delle sostanze inquinanti organiche e inorganiche dannose per la salute».

E ancora: «Le porte-vetrate e tutti i serramenti sono prodotti da Universal Selecta, mentre per l'insonorizzazione degli ambienti torneremo a collaborare, come già avvenuto con grande successo a Identità Expo, con Caimi Brevetti. In diversi spazi avremo poi molti schermi led di ultima generazione che saranno forniti da Samsung. Tra questi, quello che "ospiterà" l'avveniristica cantina virtuale, dove con un processo interattivo sarà possibile scegliere i vini, scoprirne le caratteristiche e la storia, prima ancora di avere in mano una bottiglia».

La squadra del cantiere

La squadra del cantiere

Il capocantiere, Fatmir Doda

Il capocantiere, Fatmir Doda

C'è poi un'ultima collaborazione che, al momento dei saluti, sia a noi che all'architetto Egidio Tordera preme sottolineare, ed è quella con il nostro capo-cantiere Fatmir Doda, un concentrato di professionalità, entusiasmo e gentilezza, che ogni giorno conduce i lavori con mano sicura. E che è stato felice di vederci concludere la nostra intervista, per riprendere le operazioni a pieno ritmo: buon lavoro!


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