Sella & Mosca, nuovo sprint ad Alghero

La cantina sarda ha scelto il Giro per annunciare le prossime sfide. A tirare la volata, la neo-proprietà di Terra Moretti

16-05-2017

Il centesimo Giro d'Italia è partito ad Alghero (Sassari). Sugli scudi, l'azienda Sella & Mosca, ceduta a novembre 2016 da Campari a Vittorio Moretti

«Se vuoi vincere, corri da solo. Ma se vuoi arrivare lontano, corri in gruppo».

In questa frase di Giovanni Pinna, enologo delle Cantine Sella & Mosca da quasi 18 anni, è racchiuso lo spirito della gente che qui, nella Tenuta recentemente acquisita da Terra Moretti Distribuzione, presta la propria opera a vario titolo, dando voce a un importante fazzoletto di Sardegna nord-occidentale: 94 lavoratori fissi e 120 stagionali per 650 ettari di terreno, 520 dei quali adibiti a vigneto (tutti in conversione BIO), e circa 5 milioni di bottiglie di vino prodotte ogni anno. “Correre in gruppo” inteso come “fare gioco di squadra” in ogni punto della filiera e nell'azienda tutta, per garantire il funzionamento di una macchina tanto complessa e articolata; ma “correre in gruppo” inteso anche come “fare sistema” nel territorio, creando sinergie in grado di stimolare e arricchire l'intera Regione.

La massima di Pinna, d'ispirazione felicemente sportiva, giunge al termine di una riflessione incentrata sul Torbato, antico vitigno approdato in Sardegna con la dominazione catalana e, fino a pochissimo tempo fa, allevato soltanto da Sella & Mosca. Uva non facile, con acini dalla buccia sottile che producono mosti assai “torbidi” (da qui, probabilmente, l'origine del nome) e dunque difficili da illimpidire. Solo con la vendemmia 2015 il vitigno è "uscito" dai confini della Tenuta e, per la prima volta, è stato vinificato anche da un altro produttore: la speranza è che l'omonimo vino, oggi consumato e apprezzato prevalentemente in regione, con la forza di tanti produttori possa raggiungere molte più tavole in Italia e all'estero, facendosi portavoce della propria terra d'origine insieme ad altre eccellenze.

La batteria di vini di Sella & Mosca, più di 30 etichette da uve autoctone e internazionali

La batteria di vini di Sella & Mosca, più di 30 etichette da uve autoctone e internazionali

Ma non di solo Torbato vive Sella & Mosca, in quella cornucopia di essenze e piccola fauna che costituisce la fertile e irrigua Tenuta, al centro della quale svetta strategicamente la cantina. Realizzata alla fine dell'Ottocento in seguito a una grande opera di bonifica del suolo, l'azienda nacque come vivaio e ospitò piante provenienti da tutto il mondo, insieme a 1671 esemplari di vite, tra portainnesti e barbatelle, coltivati per ricostituire i vigneti distrutti dalla fillossera. Ancora oggi, nell'imponente viale di accesso, nei curatissimi giardini antistanti gli edifici storici, e attorno al laghetto che si staglia come un'oasi nel mezzo dei vigneti, è possibile ammirare un microcosmo di forme e colori invero suggestivo, simbolo di un amore che, da sempre, qui alberga per la natura, la bellezza e l'accoglienza. 

Un amore al quale la famiglia Moretti, nuova proprietaria della Tenuta in partnership con Simest e il fondo Nuo Capital Investiment Company, non sembra affatto intenzionata ad abdicare: attiva da molti anni nel mondo del vino e della ricettività, con questa nuova acquisizione intende riportare Sella & Mosca agli antichi splendori, recuperando le molteplici attività collaterali che caratterizzavano la Tenuta e curando minuziosamente l'immagine dell'azienda.

Vittorio Moretti

Vittorio Moretti

Un saggio di questo nuovo corso lo abbiamo avuto il 4 e 5 maggio in occasione della partenza del Giro d'Italia, che ha avuto luogo ad Alghero e ha visto Sella & Mosca protagonista di un aperitivo nei giardini aziendali e di una cena di gala nella vecchia cantina, con il tocco elegante dello stilista sardo Antonio Marras: qui abbiamo potuto sperimentare la genuina passione che il patron Vittorio, la moglie Mariella e le figlie Carmen, Francesca e Valentina, affiatati nel lavoro come nella vita, profondono nell'ospitalità e nell'accoglienza.

Tutto questo senza trascurare la missione principale: produrre buon vino. Non solo Torbato, ma anche Vermentino, Cannonau, Nasco, Monica, Carignano, Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese, Sauvignon Blanc: vitigni autoctoni e internazionali che, nella nuova interpretazione, si declinano in più di 30 differenti etichette. Dei molti vini degustati in questa occasione, restano le eco delle 3 bottiglie forse più rappresentative e caratteristiche: il Marchese di Villamarina 2010, un Cabernet Sauvignon suadente ed elegante, con il frutto maturo che abbraccia un vegetale delicato, spezie, e tanta morbida pienezza; il Terre Bianche "Cuvée 161" 2011, un Torbato salmastro e profondo, con il suo agrume scuro e quegli sbuffi intriganti di idrocarburo e pietra focaia; infine l'Anghelu Ruju 1979, un Cannonau liquoroso che è un monumento alla dolcezza del dattero, del fico caramellato e della carruba, venato di mirto e mallo di noce, ancora tenacemente elettrico e vivo.


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