The Spirit: semplicità e magia

Creazioni originali ma senza eccessi e una grande selezione di distillati: gli ingredienti del nuovo cocktail bar milanese

28-07-2017

E' di recentissima apertura il cocktail bar The Spirit, a Milano in via Piacenza 15

Una nuova apertura milanese per gli appassionati di cocktail: si tratta di The Spirit, situato al civico 15 di via Piacenza (tel. +39.02.84570612). L’ingresso è quasi invisibile, senza insegna e incastonato in una parete di lamiera scura interrotta solamente da tre oblò, attraverso i quali poter intravedere l’interno, in un gioco luci, specchi e riflessi. Un primo ed evidente indizio dell’impostazione di un locale che, a partire dal nome fino alla carta dei cocktail, si ispira ai temi del gioco, dell’illusione e della magia.

Varcato l’ingresso, si incontrano nell’ordine una piccola sala di attesa - quasi una camera di decompressione tra un mondo esterno rumoroso e frenetico e l’interno del locale intimo ed ovattato - e poi due sale, dal forte impatto visivo, con circa quaranta sedute distribuite tra sgabelli, allineati lungo il bel bancone in legno di mogano massello con inserti in onice, e divani o poltroncine, per chi preferisse invece accomodarsi attorno ad uno dei tavolini presenti.

La sala

La sala

Ad accogliere gli ospiti troviamo l’esperto Fabio Bacchi, già bar manager all’Hotel Principe di Savoia di Milano e al Grand Hotel Quisisana di Capri e ora chiamato a ricoprire lo stesso ruolo qui al The Spirit, assieme al capo bartender Carlo Simbula, giovane ma con importanti esperienze di miscelazione in locali quali Morgante e Pinch, coadiuvato da Vincenzo Losappio, senior bartender, Alessandro Impagnatiello, bartender, e Beatrice Bracci, con incarichi di banco e sala.

Nella prima e attuale carta dei cocktail di The Spirit si può scegliere tra dodici creazioni esclusive, che varieranno poi con cadenza stagionale, oppure chiedere la preparazione del proprio classico preferito. Impostazione e filosofia del locale e della miscelazione le spiega così lo stesso Simbula: «Non siamo un tipo di cocktail bar che vuole realizzare drink “impossibili”, ma siamo fermi sostenitori che le cose semplici siano, oltre che le più longeve, le più richieste ed apprezzate. Daremo quindi e sicuramente una nostra interpretazione alle creazioni proposte, evitando comunque personalizzazioni estreme o distanti dal nostro concetto di cocktail».

Il Calavera

Il Calavera

Interessanti esempi di questo approccio sono il balsamico ed erbaceo Black Forest, rivisitazione del classico Americano con bitter Campari, Macchia vermouth rosso, verjus e kirsch. Oppure il Calavera - Villa Lobos tequila blanco, Vida mezcal, Cocchi Rosa, lemon verbena e habanero cordial - con profumi e gusti ispirati al Messico e dedicato alla tradizione messicana dei teschi in zucchero, i calavera appunto, auspicio di buona sorte durante le celebrazioni del giorno dei defunti.

Ma dal Centro America si può anche viaggiare idealmente fino in Sicilia, scegliendo e degustando Lu bancu di Disia - preparato con marsala Florio secco, mandarino Varnelli, limone, ginger syrup, cranberry - oppure in Giappone, se si opta per il beverino ed equilibrato Bushido Fizz con Jinzu gin, Yuzu juice, limone, camomilla e cannella cordial, soda water.

La rarissima bottiglia di Pisco Ñusta

La rarissima bottiglia di Pisco Ñusta

Curati e di qualità anche i finger food, serviti in accompagnamento per i cocktail dell’aperitivo, quali mela disidratata e gelatina di lime, mini tartare di manzo piemontese su crostino di pane integrale e rosa di pasta sfoglia, spiedino di feta, zucchina e menta. Nel caso poi non si tratti di un aperitivo, ma piuttosto di un dopocena, si può invece trovare soddisfazione nel morbido e cremoso Doppelganger con Bulleit bourbon wiskey, Sangue di Morlacco, vellutata di verbena, fava Tonka.

Importante anche la selezione di spiriti - stavolta quelli alcolici - e distillati con bottiglie nazionali ed estere provenienti da esclusive edizioni limitate, come nel caso dell’unica bottiglia presente in Europa di Pisco Ñusta, creato in soli cento esemplari dalla distilleria peruviana Macchu Pisco, il Ron Gran Reserva de la Familia Serrallés con le sue 1865 bottiglie testimonianza dell’anno di fondazione della distilleria Don Q di Porto Rico, oppure il Michter’s 20 Year Old Single Barrel Bourbon, proveniente dalla storica distilleria statunitense Michter’s, fondata a Louisville nel 1753.


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