Un Massimo Bosco tutto nuovo

Il pizzaiolo di Tempio Pausania ha riaperto il suo locale dopo la ristrutturazione. Pane, pizza e ingredienti di stagione

14-11-2017

Massimo Bosco, classe 1968, originario di Carbonia. Ha da poco rinnovato il suo frequentatissimo locale

«Era ora» hanno detto i concittadini di Massimo Bosco quando ad agosto ha riaperto la sua pizzeria panetteria Bosco (via Vittorio Veneto 4 a Tempio Pausania. Tel. +39 079 632494), rinnovata e abbellita, con 40 posti a sedere in inverno e 60 d’estate nel portico esterno.

Era ora, conferma chi scrive: perché non era possibile fare una pizza di tale bontà e non avere uno spazio congruo dove poterla degustare in santa pace. Che sia a pranzo con la teglia o a cen, quando si trova anche la versione della tonda alla pala, oggi chi arriva da fuori - e sono tanti – può mangiare seduto e servito al tavolo, in compagnia di un’ottima birra.

Il locale ha colori caldi per un ambiente tranquillo e piacevole, musica d’atmosfera di sottofondo – e niente televisione – e molta gentilezza, «rimane il wifi ma solo perché lo chiedono i clienti… - commenta Bosco - Il paese sentiva la necessità di un posto così e io avevo bisogno di rinnovarmi, trovare nuovi stimoli per fare sempre meglio. La proposta delle pizze non cambia: in teglia a pranzo e teglia e tonda a cena e il pane tutto il giorno sin dal mattino (insieme alla pizza al taglio). Menu classico dove uso solo prodotti di stagione e del territorio (dove posso) ma anche con ingredienti che mi portano da fuori quando faccio i corsi, per esempio da Svizzera, Danimarca o Norvegia, e che poi propongo nelle mie pizze fuori menù».

Di classico le sue pizze hanno peraltro ben poco, come si può facilmente riscontrare in quella con fior di latte, pancetta arrotolata di Berchidda, pecorino sardo, fiori e pomodorini o nell'altra con fior di latte, salsa al pistacchio, mortadella, porcini e pistacchio frantumato.

«I dessert sono fatti da noi e rispecchiano o la tradizione italiana, come il tiramisù o il crème caramel, o quella sarda, come il raviolo fritto tipico della Gallura ripieno di ricotta e scorza d’arancia servito con miele o salsa d’arancio. Ho anche inserito un listino di amari e digestivi fatti in casa, quali il cedrino, la liquerizia, il carciofo e il mirto bianco fatto da bacche bianche» conclude il “partigiano del gusto”.

Tra un corso e una collaborazione, una pizza e una nuova forma di pane, una notte in bianco a sperimentare nuovi prodotti e una discussione con le istituzioni per i parcheggi, sembra che Bosco abbia trovato un po’ di serenità in quel suo essere sempre anarchico. Questo sicuramente non farà che aumentare ulteriormente la qualità dei suoi piccoli capolavori di arte bianca.


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