I ristoranti dell'estate: Taormina ed Etna

A spasso per la Sicilia Orientale, alla scoperta di sette insegne gourmet selezionate per voi dalla Guida di Identità Golose

06-08-2018

Talè, ristorante e hotel di charme a Piedimonte Etneo (Catania), è una delle novità inserite nell'edizione 2018 della Guida di Identità Golose. Da cui in queste settimane selezioniamo gli indirizzi migliori per la vostra estate da buongustai

In queste settimane troverete su Identità Golose tutti i migliori ristoranti d'Italia nei luoghi di villeggiatura. Oggi ci spostiamo tra l'Erna e Taormina

SHALAI - +39 095 643128, via Guglielmo Marconi, 25, Linguaglossa (Catania), shalai.it 
Sicuro punto di riferimento gourmet per gli avventori dell’Etna, Shalai è un resort di charme con ristorante, centro benessere e tredici camere inaugurato nel 2009, alle pendici del vulcano più alto d’Europa, dalla famiglia Pennisi, imprenditori di Linguaglossa. Il ristorante vive all’interno di due sale molto intime dall’aspetto asciutto e contemporaneo, al piano terra del fascinoso ed elegante fabbricato risalente ai primi dell’Ottocento. Tra una mise en place classica e raffinata e le suggestioni retrò delle sedie in ferro battuto, lo chef autoctono Giovanni Santoro propone una cucina golosa, armonica, dalle forme moderne e dai sapori immediati Leggi l'intera recensione di Davide Visiello

TALE' - +39 095 9516604, via Bellini, 186, Piedimonte Etneo (Catania), talehotel.it 
Mai nome fu più indicato. Talè, in siciliano, è un imperativo e significa "guarda!", esprimendo, insieme, stupore e ammirazione. Sono proprio queste le sensazioni che ispira Talè, ex palmento armonicamente inserito nelle terrazze di Piedimonte Etneo, versante Nord-Est del Vulcano, tra verdi uliveti e ciliegeti e con vista mozzafiato sul mare blu di Fiumefreddo e Riposto. Cuore della struttura, il ristorante, che ha sulla tolda di comando il giovane Peppe Torrisi, di appena 28 anni. Formazione all'alberghiero di Giarre, quindi 10 anni in Svizzera e una parentesi dal maestro Pietro D'Agostino de La Capinera di Taormina. Leggi l'intera recensione di Felice Modica

Shalai

Shalai

LE DODICI FONTANE DI VILLA NERI - +39 095 8133002, contrada Arrigo, Linguaglossa (Catania), hotelvillanerietna.com 
«Come frecce nelle mani di un prode, così i figli della giovinezza» (Salmo 127:4,5a). Nelle mani, non nella faretra; da scagliarsi quindi lontano, nel mondo. Con uno chef Elia, obbligatorio l'approccio biblico. "Figlio" del grande Massimo Mantarro del San Domenico di Taormina (di cui, a meno di trent'anni - è stato sous chef per 8 anni!), Elia, non disconosce l'imprinting del maestro, ma adesso vola da solo. Grazie al coraggio e alla lungimiranza della famiglia Neri, che gli ha affidato - raro caso di profeta in patria - le sorti del ristorante Le 12 Fontane, fiore all'occhiello dell'elegante complesso Villa NeriLeggi l'intera recensione di Felice Modica

ZASH - +39 095 7828932, strada provinciale 2, 60, Riposto (Catania) - Archi, zash.it 
Ristorante raffinato e charme boutique hotel alle pendici dell'Etna. Un antico palmento che per opera della famiglia Maugeri, rivive dal 2014 in questa moderna veste di nome Zash. Deus ex machina ai fornelli è Giuseppe Raciti, vulcanico chef così come il monte da cui trae forza compositiva e ispirazione. Già a 20 anni è presente nelle grandi cucine d'autore, alla corte del maestro Santin, due stelle Michelin, e successivamente come caportita a fianco dello chef bistellato Massimo Mantarro, al Principe Cerami di Taormina. Premi e riconoscimenti sono fioccati nel suo giovane e intenso percorso. Per fare qualche menzione, Migliore Chef emergente under 30 del Sud Italia nel 2016, e la prestigiosa partecipazione al Bocuse d'Or 2016 e 2017. Leggi l'intera recensione di Stefania Lattuca

ANDREAS
- +39 0942 240111, via Bagnoli Croce, 88, Taormina (Messina)
La cucina siciliana oggi ha raggiunto livelli espressivi e tecnici di grande valore, e per far verificare ciò ci sono voluti chef con visioni e preparazione notevoli. Andreas Zangerlè uno di questi. Chef austriaco, si innamorò di questo magico lembo di Sicilia, eleggendolo a sua patria e proiezione. Ci piace ricordare l’esperienza del Nautilus, ristorante di Taormina, insieme a Eva Schubert, anni formidabili, in cui Andreas iniziò a formulare una sua cucina siciliana, dopo le esperienze europee e americane, segnando il passaggio dalla cucina di casa tradizionale, alla cucina di territorio, di stagione, moderna. Leggi l'intera recensione di Stefania Lattuca

La Capinera

La Capinera

PRINCIPE CERAMI DEL SAN DOMENICO PALACE - +39 0942 613111, piazza San Domenico, 5, Taormina (Messina), san-domenico-palace.com 
Una raffinata terrazza fronte Ionio e le stelle che brillano su Taormina: la cornice del Principe Cerami, esclusivo cameo gourmet del prestigioso San Domenico Palace è senz’altro da sogno. Su questo balconcino da 20 coperti, dove ogni sera, incluso nel prezzo, per aperitivo si serve un tramonto, vista, olfatto e gusto si illuminano dei piatti di Massimo Mantarro, executive chef della struttura, cuoco infaticabile ed esperto, di poche parole e di grande concretezza. La sua proposta gastronomica fonda rigorosamente sull’ingrediente del territorio valorizzato e rispettato da tecniche mai invasive. È una cucina diretta, fortemente identitaria, a tratti barocca, sempre coraggiosa e di carattere. Leggi l'intera recensione di Davide Visiello

LA CAPINERA
- +39 338 1588013, via Nazionale, 177, Taormina (Messina) - Spisone, pietrodagostino.it 
La Capinera prosegue il suo volo sicuro. E le evoluzioni nel cielo della cucina italiana d'autore continuano a destare l'ammirazione e la felicità di chi si accomoda a godere del piacere e della cultura dei piatti firmati da Pietro D'Agostino. Sempre più disposto alle tendenze ecosostenibili, lo chef e patron ha fatto del green il suo stile di vita: tutti i tavoli della sala sono stati appositamente realizzati utilizzando il legno di un unico tronco di albero caduto alle falde dell'Etna. Per garantire il contatto con la materia, da circa un anno, sono sparite le tovaglie e l'attuale mise en place per ogni coperto è di un tovagliolo in lino bianco, calici soffiati a bocca e centrotavola in porcellana di Caltagirone. Leggi l'intera recensione di Davide Visiello


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