I ristoranti dell'estate: Calabria

Undici insegne scelte per voi dalla nostra Guida, dalla costa all'entroterra, per gustare i sapori intesi della regione

05-08-2018

Luca, a sinistra, e Antonio: i due Abbruzzino, figlio e padre, simbolo di una Calabria del gusto che cresce, si evolve, cercando il nuovo senza dimenticare le proprie radici. Il ristorante Antonio Abbruzzino, di Catanzaro, è uno degli undici che la Guida di Identità Golose consiglia per le vostre vacanze calabresi

In queste settimane troverete su Identità Golose tutti i migliori ristoranti d'Italia nei luoghi di villeggiatura. Oggi esploriamo la Calabria

La Tavernetta (+39 0984 57902, campo San Lorenzo, 14, Camigliatello Silano, Cosenza)
Nel cuore della Sila c’è una rinomata famiglia di ristoratori calabresi che, eroicamente, opera da sempre per valorizzare le ricchezze di questi luoghi: carni, formaggi, uova, patate e soprattutto funghi. I porcini, in primis, per i quali Pietro Lecce ha reso la sua Tavernetta un must, anche oltre le frontiere locali. A seconda delle diverse stagioni si trovano poi i profumatissimi tartufi del Pollino, ma sono tante le leccornie che incontrerete una volta entrati, dal godurioso aperitivo a base di bollicine locali, prosciutto di montagna e focaccia, alla podolica transumante calabrese da mangiare cruda, a tartare, o a tagliata, dopo una cottura al sangue. Leggi l'intera recensione di Passione Gourmet

Antonio Abbruzzino (+39 0961 799008, via Fiume Savuto, Catanzaro - Santo Janni, antonioabbruzzino.it)
Antonio Abbruzzino, a lungo si è chiamato così uno dei due massimi ristoranti della Calabria intera, questo gioiello della famiglia Abbruzzino in località Santo Janni, tra il capoluogo e il mare. Antonio è un raro caso di genitore che intuisce le qualità del figlio, Luca, e gli lascia strada quando di solito la vecchia guardia fatica a capire quando è il momento di farsi da parte per davvero e non solo a parole. E gli Abbruzzino, entrambi, non sono certo avanti nell'età. Lo sono quanto a sensibilità, conoscenze e capacità di guardare lontano tanto che, ristrutturato il posto nel corso del 2016, dall'insegna è sparito il nome Antonio per far risaltare al massimo il cognome. Leggi l'intera recensione di Paolo Marchi 

Cinquesensi (+39 320 6139543, via Reggio, 119, Crotone)
Il ristorante Cinquesensi di Crotone è una bella scoperta. Non è di quei locali sulla bocca di tutti; anzi, se ne parla poco o nulla. Non ha nemmeno un sito, per dire. Ci abbiamo persino messo un po’ di tempo per capire - dei due fratelli-patron che lo conducono, Claudio Tiano (classe 1989) e Francesco Tiano (classe 1992) - quale fosse lo chef e quale il maître-sommelier. Alla fine abbiamo stabilito: Claudio in sala, Francesco in cucina. Che poi non è un gran problema: stringi stringi, son entrambi figli di mamma Teresa, massaia con una gran passione per la buona tavola. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera 

Gambero Rosso

Gambero Rosso

Gambero Rosso (+39 0964 415806, via Montezemolo, 63, Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria), gamberorosso.net)
Se c'è qualcuno che ha dato inizio alla nouvelle vague di giovani cuochi calabresi, che da qualche anno stanno facendo così bene e stanno raccogliendo riconoscimenti continui per la validità e bontà della propria proposta, sono certamente i fratelli Sculli di Marina di Gioiosa Ionica. Riccardo in cucina e Francesco in sala e cantina hanno preso in mano il locale di famiglia e lo hanno trasformato con costanza e determinazione in una tappa obbligata per i viaggiatori avvertiti in terra calabrese. Una selezione della materia prima maniacale, il pescato di questa tavola meridionalissima è strepitoso, una mano pulita e tutt'altro che invadente, quasi timida nelle cotture, confezionano una cucina elegante e leggera quando intensa e ricca nei sapori. Leggi l'intera recensione di Giulio Francesco Bagnale

De Gustibus (+39 0966 25069, via delle Rimembranze, 58, Palmi, Reggio Calabria)
La trovate in via delle Rimembranze una tavola alla quale dovete assolutamente... ricordarvi di sedere, la tavola degli Sciarrone, padre e figli. Qualche tavolo ben curato sul poco marciapiede nelle lunghe estati calabresi e una sala semplice e quasi casalinga, sono il palcoscenico del gusto sul quale il bravissimo Maurizio Sciarrone guida la giovane brigata di famiglia; Armando che segue le sue orme ai fornelli; Giuseppe che si occupa della sala e della cantina con sempre maggiore efficacia. Leggi l'intera recensione di Giulio Francesco Bagnale

San Domenico (+39 327 5971692, via Colapesce, 8, Pizzo, Vibo Valentia)
Bruno Tassone, giovane chef di Pizzo Calabro, firma una delle cucine di pesce più intriganti che si possono gustare nella regione. Riprende i capisaldi delle abitudini culinarie del posto e non disdegna contaminazioni anche esotiche. Ama spaziare, tentando prospettive diverse con cui raccontare il territorio. Il tratto distintivo dei suoi piatti sono la leggerezza e la freschezza che si armonizzano con la visuale vertiginosa sul Tirreno della Costa degli Dei che si gode dal suo ristorante e che ricorda al commensale l’essenzialità della cultura ittica calabrese. La selezione di crudo, il carpaccio di capesante con gelato al frutto della passione e il calamaretto con estrazione di asparagi, polvere di crostacei e cipolla rossa di Tropea in agrodolce ci dicono tanto sullo stile del giovane chef. Leggi l'intera recensione di Manuela Laiacona 

Biafora

Biafora

Agorà (+39 0984 838613, via Rossini 178, Rende (Cosenza), agorarende.com)
Cresce davvero bene l’Agorà di Rende, alle porte di Cosenza, indirizzo goloso in una zona avara d’insegna di qualità. Chef è il giovane Michele Rizzo, classe 1987, cresciuto tra il mare Jonio e le bellezze del Parco Nazionale del Pollino, una prima esperienza di successo in un ristorante di terra a Civita, l’Agorà appunto, poi traslocata in città per replicare, ma con un nuovo focus: il mare. Dimostra un profondo rispetto della materia prima d’eccellenza che la Secca di Amendolara – e all’occorrenza anche il resto dello Jonio – gli fornisce. Rizzo era uomo di sala, passato infine ai fornelli grazie anche all’amicizia con lo chef-mentore Francesco Mazzei. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera 

Biafora (+ 39 0984 970078, località Torre Garga, 9, San Giovanni in Fiore (Cosenza), biafora.it)
Lavorare in alta quota, in un ambiente come quello della Sila, ti permette d’accedere a prodotti di gran qualità, coltivati o allevati in un contesto naturale incontaminato; e scendendo a valle, c’è pure il pescoso mare Ionio, a 30 minuti d’auto. Diplomato all’Almanel 2011 e dopo significative esperienze tra Toscana, Basilicata e Giappone, il giovane Antonio Biafora innesta idee, intuizioni e una ventata di rinnovamento nel ristorante di casa, locale sobrio e luminoso, ed elegante stile montanaro. A sostenere la nuova linea di cucina c’è una famiglia di consolidata professionalità: il papà sommelier Giuseppe e il fratello maître Luca, responsabile di un servizio di sala di gran livello. Leggi l'intera recensione di Massimiliano Rella

Qafiz (+39 0966 878800, località Calabretto, Santa Cristina d'Aspromonte, Reggio Calabria)
Percorretela questa strada che si inerpica sull'Aspromonte, tra boschi di olivi ciclopici e paesini arroccati, per gustare la cucina giovane e fresca di Nino Rossi, che coniuga territorio e tecniche contemporanee con una maestria indiscutibile. Solo quattro tavoli, immacolati e spogli, di stile quasi francescano, amministrati con grazia e competenza dalla bravissima Rossella Audino, come palcoscenico per una cucina ardita e a tratti spericolata, ma che profuma fortemente di Calabria. Quest'anno abbiamo assaggiato piatti centrati e pensati, cesellati fino nel dettaglio e figli di una mano in cucina particolarmente felice e originale. Leggi l'intera recensione di Giulio Francesco Bagnale 

Dattilo

Dattilo

Osteria Porta del Vaglio (+39 0981 1904655, vico I S.M. Maddalena, 12, Saracena, Cosenza)
E' una Calabria poco conosciuta quella descritta da Gennaro Di Pace. Il suo caratteristico ristorante incastonato nel centro storico del piccolo comune di Saracena, ai piedi del Massiccio del Pollino, offre uno scorcio insolito e singolare sul repertorio gastronomico di questa regione. Dai prodotti di montagna al pescato, l'orizzonte che descrive è davvero vasto. L'identità dei piatti è ben radicata nella cultura casalinga e montana. Lo svelamento dei sapori arcaici avviene attraverso una composizione gustativa decisamente inedita. Se da un lato l'intervento di Di Pace è sempre misurato e ben calibrato dall'altro regala assaggi ricchi di energia. Leggi l'intera recensione di Manuela Laiacona

Dattilo (+39 0962 865613, contrada Dattilo, Strongoli (Crotone) - Marina di Strongoli, dattilo.it)
Non esiste la controprova e se poi, per davvero, Caterina Ceraudo si spostasse da Strongoli in una metropoli per non cucinare più isolata, fuori dal mondo, molto probabilmente perderebbe tanta forza e convinzione. L'essere in uno splendido spicchio di Calabria, in una realtà agricola e vitivinicola che tanti dovrebbero prendere a esempio, ma tagliati fuori dalle grandi rotte turistiche, dà una straordinaria carica a questa trentenne che somma in sé talento e raziocinio, maturità e freschezza. Il ristorante esiste da 15 anni, ma lei, che aveva studiato enologia, ne ha preso le redini in mano nel 2012. Ha avuto due grandi maestri, il compianto Frank Rizzuti, quindi Niko Romito che l'ha completata, rendendola conscia delle sue qualità. Leggi l'intera recensione di Paolo Marchi 


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