Dove mangiare a Torino

E' un momento di grande vitalità della scena gastronomica torinese: quindici insegne selezionate dalla nostra Guida

12-05-2018

Siete al Salone del Libro? O più semplicemente state passeggiando sotto la Mole? Ecco i nostri consigli per le vostre tappe golose a Torino, direttamente dalla Guida dei Ristoranti di Identità Golose

Berberè Torino, +39.011.0267530, via Sestriere, 34, Torino, berberepizza.it 
Pizzaioli calabresi crescono. O meglio, si allargano. Già, perchè il formidabile duo costituito dai fratelli Salvatore e Matteo Aloe sembra sempre più inarrestabile: non contento della prima pizzeria di Castelmaggiore nel 2010, ha bissato con un secondo locale in Bologna centro, quindi a Firenze, Torino, Milano (con bis) e Roma. Più due filiali londinesi sempre affollate. Il segreto firmato Berberè? "Una pizza di qualità, stagionale, facile da digerire", spiegano loro. Leggi l'intera recensione di Paolo Scarpellini

Carignano, +39.011.5170171, via Carlo Alberto, 35, Torino, ristorantecarignano.it 
A inizio 2017 una bella novità a Torino nella ristorazione alberghiera: lo storico ristorante dell’albergo Sitea scommette ulteriormente, si ripensa e si affida a Fabrizio Tesse, già stellato alla Locanda di Orta. Il locale si fa più piccolo, più moderno, più gourmet e, si affaccia autonomamente sull’elegante via Carlo Alberto, senza più bisogno di traversare la hall. Gli arredi abbandonano le boiserie per farsi candidi, i coperti pochi e ben curati. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino​

Carlina, +39.011.8601607, piazza Carlo Emanuele II, 15, Torino, ristorantecarlina.it 
Vasyl Andrusyshyn è l'uomo nuovo della ristorazione torinese: trentunenne, ucraino di origini, esperienze in Brasile e al Noma, l'arrivo a Torino prima alla Locanda Mongrenoquindi al Dora in poi, infine lo sbarco al Carlina. Il Carlina, anche, è un posto nuovo. Nuovo e antico. L'edificio è del Seicento - ed è noto a Torino come "casa Gramsci" visto che ci visse dal 1913 al 1922 il più celebre marxista italiano - ma è stato recentissimamente ristrutturato dalla famiglia De Giuli e trasformato in un albergo elegante ed essenziale. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino​

Carignano

Carignano

Casa Vicina a Eataly, +39.011.19506840, via Nizza, 224, Torino, casavicina.it 
Anna Mastroianni e Claudio e Stefano Vicina Mazzaretto sono il Piemonte. L’essenza del Piemonte. A Torino non c’è ristorante come il loro che abbia saputo prendere la grande tradizione regionale, aggiornarla alla contemporaneità – alleggerendo, ma mai, mai a discapito del gusto e della gratificazione – e renderla moderna e godibile. Qui, nell’austero piano interrato di Eataly Torino, in un ambiente perlaceo colorato da grandi quadri monocromi, Stefano conduce la sala con aplomb tipicamente sabaudo: grande professionalità, garbo, un’ironia sottile. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino​

Consorzio, +39.011.2767661, via Monte di Pietà, 23, Torino, ristoranteconsorzio.it 
Ci sono poi quei ristoranti in cui non ci andiamo solo per mangiare. Ci andiamo perché vogliamo prendere una sberla e ricordarci cosa vuol dire essere italiani. Se è vero che l'Italia non è una nazione di ristoranti, tanto meno lo è di clienti, è imprescindibile quanto in ognuno di noi viva in gene dell'oste e dell'ospitalità. È che noi a essere formali proprio non ci riusciamo, abbiamo il bisogno che qualsiasi cerimonia, qualsiasi ora di religione, assuma una caratteristica goliardica, in cui è la spensieratezza a dettare legge. Leggi l'intera recensione di Tokyo Cervigni​

Contesto Alimentare, +39.011.8178698, via Accademia Albertina, 21e, Torino, contestoalimentare.it 
Il sottotitolo sull'insegna, in una via tranquilla e poco trafficata, recita "Trattoria urbana". A significare cucina semi-casalinga, ricette del terroir, materie prime il più possibile locali. Però, in ambito cittadino. Una sfida coraggiosa, quella di Francesca Sgandurra e Matteo Fabbri, ma già vinta a pochi anni dall'apertura grazie alla comune passione, volontà, tenacia e dedizione. Merito anche di un locale raccolto, dalle tinte chiare e quasi di design, dei pochi tavoli ben apparecchiati, di un servizio informale ma informato. Leggi l'intera recensione di Paolo Scarpellini

Carlina

Carlina

Del Cambio, +39.011.546690, piazza Carignano, 2, Torino, delcambio.it 
Ad aprile del 2018 saranno quattro anni che Matteo Baronetto ha lasciato il ristorante di Carlo Cracco, dove firmava il menu, per camminare totalmente con le sue gambe a Torino, in quello che è uno dei più antichi e dei più belli-buoni-belli ristoranti dell'Italia intera, il Del Cambio, in piazza Carignano dal 1757. Lo ricordo perché la si finisca con il considerarlo in eterno un giovane o uno che ancora è in scia al suo maestro. Il rapporto con Cracco è di quelli che ti forgiano, nacque all'Albereta di Gualtiero Marchesi, poi le Clivie nelle Langhe, quindi Milano dove era sempre difficile separare le idee di uno da quelle dell'altro. Leggi l'intera recensione di Paolo Marchi​

Gaudenzio, +39.011.8600242, via Gaudenzio Ferrari, 2h, Torino, gaudenziovinoecucina.it 
Eccolo qua, il locale torinese contemporaneo, smart, cosmopolita. Una delle migliori novità degli ultimi tempi (il varo a dicembre 2015). Sopra la testa, la guglia della Mole; attorno mattoni imbiancati, legni chiari, niente tovaglie ma dettagli minimi e giusti. A far partire la cucina fu, all’apertura, Ivan Milani – poi al grattacielo Intesa San Paolo, poi non più – ma adesso marciano con sicurezza Alessio Zuccaro, ultimo d’una famiglia di cuochi, e Michela Cuccovillo, già allieva di Luigi TaglientiLeggi l'intera recensione di Luca Iaccarino​ 

Del Cambio: Baronetto con la sua squadra 

Del Cambio: Baronetto con la sua squadra 

La Gallina Scannata, +39.011.6505723, largo Saluzzo, 25f, Torino, lagallinascannata.com 
La Gallina Scannata è una sorta di All Star. Cioè un localino che mette assieme due delle eccellenze gastronomiche torinesi: la prima è la cucina del vicino ristorante Scannabue – condotto da Paolo Fantini e Gianluigi Desana –, con ogni probabilità il più amato e frequentato bistrot cittadino; la seconda è il pesce di Beppe Gallina, proprietario dell’omonima pescheria-ristorantino del mercato di Porta Palazzo, il miglior pescivendolo di Torino. Scannabue e Gallina si sono uniti ed è nata la Gallina ScannataLeggi l'intera recensione di Luca Iaccarino

Les Petites Madeleines del Turin Palace Hotel, +39.011.0825321, via Paolo Sacchi 8, Torino, www.turinpalacehotel.com/ristorante/ 
Classe 1986, di San Mauro Canavese (è cugino di Chiara Patracchini, gran pasticcera alla locale Credenza), Stefano Sforza, de Les Petites Madeleines del Turin Palace Hotel di Torino, è un talentuoso eclettico: esperienze con Pier Bussetti, Alain Ducasse, Luigi Taglienti quando era al Trussardi meneghino, al sabaudo Del Cambio ai tempi della gestione targata Riccardo Ferrero. Un bel percorso, che oggi mette a frutto tra carte da parati, boiserie e divanetti imbottiti di una celebrata insegna dell’alta hotellerie di Torino, scintillante dopo un restauro durato due anni. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera

Magazzino 52, +39.011.4271938, via Giovanni Giolitti, 52a, Torino, magazzino52.it 
Non ha stelle. Non ha un menu sterminato. Non ha prezzi siderali. Non ha ambizioni gourmet. Eppure, se chiedete a tanti gastronomi torinesi quale sia la loro sosta preferita, con ogni probabilità vi risponderanno Magazzino 52. Il fatto è che qui dentro ci sono tre persone di grande competenza e passione che hanno deciso di fare una cosa semplice: proporre agli altri ciò che piace a loro. Tra cucina e sala si muovono Dario e Diego Rista, tra i migliori bros della cucina italiana. In sala e tra i vini – tanti – c’è Graziano Cipriano, già alla Brenta di Quincinetto, dove conobbe i Rista tre lustri fa, e poi a capo delle vendite di FontanafreddaLeggi l'intera recensione di Luca Iaccarino 

Magazzino 52

Magazzino 52

Magorabin, +39.011.8126808, corso San Maurizio, 61, Torino, magorabin.com 
Gli anni passano anche per gli enfant terrible, eppure Marcello Trentini non ha perso né l’entusiasmo né i dred che sono diventati il suo logo. Il Mago – tutti i lo chiamano così, e il “Magorabin” è l’uomo nero della tradizione piemontese – ormai ha 46 primavere ma rimane prorompente, cosa che magari non ci si aspetterebbe da uno che ama la cucina classica di impostazione francese e che, in fin dei conti, è l’unico “giovane” stellato di Torino proprietario del locale (infatti è vicepresidente dei Jeunes Restaurateurs). Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino 

Piano 35, +.39.011.4387800, corso Inghilterra, 3, Torino, piano35.com 
Cos’è l’eleganza? L’eleganza è misura, pazienza, sobrietà. Dunque Fabio Macrì non difetta in eleganza, visto che quando s’è d’un tratto trovato in mano il ristorante letteralemente più in vista della città – quel Piano 35 in vetta al grattacielo Intesa San Paolo – non ha fatto un plissé ed è andato avanti con un aplomb invidiabile. Il divorzio tra il monolite finanziario e lo chef Ivan Milani a inizio 2017 fu improvviso e burrascoso, quindi a Macrì – già souschef qui tra le nuvole – toccava mettere assieme i pezzi per evitare la precipitevolissima caduta. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino 

Spazio 7

Spazio 7

Settesì, +39.334.3330101, via Andrea Provana, 3b, Torino, settesi.it 
Alessandro Giai Miniet Laura d'Aprile trasmettono pace et serenità: lui chino sui fornelli, là, dietro al pass, lei in sala sorridente e accogliente. Sono giovani ma sanno cosa vuol dire lavorare: lui è cresciuto alla corte di Davide Scabin e insieme a Laura, per anni, hanno avuto il bel Ristorante della Sacra sul picco della Sacra di San Michele, all'imbocco della val di Susa. Portare i clienti in coppa al monte non era facile, così hanno fatto come Maometto: hanno trovato questi bei locali che già erano occupati dallo stellato Vo, li hanno ristrutturati con un gusto design e minimal - tutto tinte oliva, tratti moderni, neon parallelepipedi, mattoni, ottoni, legni - e vi hanno portato una cucina nitida come gli arredi. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino 

Spazio 7, +39.011.3797626, via Modane, 20, Torino, ristorantespazio7.it 
Se in un ristorante innestato al primo piano di una collezione d’arte contemporanea vi aspettate un cuoco etereo e concettuale, sbagliate. Ma non stupite: la sorpresa è il motore della creatività. Dunque prima fatevi sorprendere dalla inaspettata Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: lo spazio espositivo di Patrizia Sandretto – una delle maggiori collezioniste del globo – propone mostre uniche. Poi affidatevi al figlio Emilio che vi condurrà al livello superiore e vi affiderà ad Alessandro Mecca. Ed ecco la seconda sorpresa. Alessandro è figlio d’arte: i suoi genitori ancora conducono con piglio deciso Il Crocetta, solido ristorante della borghesia torinese. Leggi l'intera recensione di Luca Iaccarino 


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