I nuovi ristoranti di Identità Golose: Campania (prima parte)

Dalla Penisola Sorrentina fino alla Costiera: cinque insegne campane che si sono guadagnate un posto nella Guida 2018

04-01-2018

Un piatto a base di Galletto di Castellammare, dal menu del ristorante Piazzetta Milù, che si trova proprio a Castellammare di Stabia (Napoli)

Proseguiamo nella nostra presentazione, regione per regione, delle nuove insegne selezionate dalla Guida dei Ristoranti di Identità Golose 2018. Oggi presentiamo la prima parte delle novità campane, concentrandoci sulla zona della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana

PIAZZETTA MILU' - corso Alcide de Gasperi 23, Castellammare di Stabia (Napoli), +39 081 8715779
Tra le grandi famiglie della ristorazione italiana, un posto andrebbe di diritto agli IzzoMichele e Lucia, dalle cui iniziali deriva il nome, lo hanno fondato come pizzeria e braceria e lo hanno saputo trasformare in un ristorante gourmet di gran gusto anche grazie all'aiuto dei tre figli, giovani e in gamba: Emanuele, appassionato sommelier col pallino dello champagne; Valerio, che cura l'accoglienza in sala; e Maicol, il minore, che sta in cucina dopo prestigiose esperienze internazionali. Leggi l'intera recensione di Luciana Squadrilli

LA TORRE - piazzetta Annunziata 7, Massa Lubrense (Napoli), +39 081 8089566
La torre dell'insegna c'è e tale la bellezza del posto non dà poi così fastidio perché è propria subito al di là della strada rispetto al ristorante della famiglia Mazzola. Il territorio comunale è quello di Massa Lubrense, Massa però è una città diffusa, tante frazioni, tanti angoli magici lontani dal centro vero e proprio e Piazzetta Annunziata è verso Sant'Anna, munitevi insomma di auto e navigatore. E prevedete anche una visita alla casa di Gioacchino Murat poche centinaia di metri oltre dalla quale si gode di un panorama su Capri come in pochi altri posti lungo la penisola. Leggi l'intera recensione di Paolo Marchi

La vista dalla veranda del Rossellini's, a Ravello (Salerno)

La vista dalla veranda del Rossellini's, a Ravello (Salerno)

LA SERRA dell'Hotel Le Agavi - via Guglielmo Marconi 127, Positano (Salerno), +39 089 875733
La Serra è il ristorante dell'hotel Le Agavi di Positano. La sala ha le pareti a vista sulla costa e la bellezza dalla quale si viene investiti arrivando lascia senza parole. E' sicuramente uno dei panorami più travolgenti che richiama infatti numerosi turisti da tutto il mondo. Positano vanta un turismo di élite, da sempre, e l'offerta alberghiera è molto alta. Nella stagione estate 2017 la proprietà ha puntato a fare un passo ulteriore nel'offerta della ristorazione dopo l'attento restauro della sala. In cucina troviamo Luigi Tramontano, sorrentino di nascita e di formazione professionale. Leggi l'intera recensione di Marina Alaimo

ROSSELLINI'S a Palazzo Avino - via San Giovanni del Toro 28, Ravello (Salerno), +39 089 818181
“Ravello is closer to heaven than it is to the shore”, per dirla con Andrè Gide, ed affacciati dalle terrazze di Palazzo Avino sul mare di Amalfi, non potrete che condividerne l’opinione. Il Rossellini’s, il ristorante gourmet di questa fascinosa casa, è dalla sua apertura la tavola più interessante della gemma della costiera sorrentina. Da 5 anni la guida Michele Deleo, campano con lunga esperienza all’estero, fra Germania Svizzera e Francia, e belle tavole d’hotel governate in Italia. La cucina è spontanea, ci sono le tecniche, ci sono le tecnologie che si richiedono e si addicono a una ristorazione di questo livello, ma c’è soprattutto un rapporto con la materia prima antico. Leggi l'intera recensione di Giulio Francesco Bagnale

Mimmo De Gregorio, patron e sommelier del ristorante Lo Stuzzichino, di Sant'Agata sui Due Golfi (Napoli)

Mimmo De Gregorio, patron e sommelier del ristorante Lo Stuzzichino, di Sant'Agata sui Due Golfi (Napoli)

LO STUZZICHINO - via Deserto 1/a, Sant'Agata sui Due Golfi (Napoli), +39 081 5330010
Chi scrive capitò per la prima volta per caso a Lo Stuzzichino anni fa – poteva essere il 2009? Il 2010? – e ne rimase folgorato: non perché facesse alta cucina, no. Ma perché faceva piuttosto grande cucina, cioè buona, di qualità, con ottimi prodotti, sapienza ai fornelli, con in più quell’ingrediente segreto che è la Penisola Sorrentina e il suo incredibile fascino. E poi, ancora, perché c’era e c’è lui, patron Mimmo De Gregorio, impagabile: appassionato, tenace, entusiasta, volitivo, umile, davvero una bella persona, degno erede dei genitori Paolo (sovrintende i fornelli) e Filomena, che questo locale aprirono nel 1989 come semplice trattoria di paese, «portiamo avanti la tradizione dell'osteria italiana», questo il loro vanto. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera


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