Valentina Perani, la migliore diplomata ALMA del 2018 si racconta

Si è lasciata alle spalle una laurea in Economia, e un lavoro, per iscriversi alla Scuola Internazionale di Cucina di Colorno

24-07-2018

Valentina Perani, 29 anni, originaria di Morazzone (Varese). E' stata la miglior studentessa della XXXIX edizione del Corso superiore di cucina italiana di ALMA. Oggi lavora al ristorante Guido da Costigliole a Santo Stefano Belbo (Cuneo), dove ha anche svolto il suo tirocinio durante il corso

Non sono mai stata la prima della classe. Mi sono sempre distinta per essere intraprendente, con una buona predisposizione a guidare il gruppo, ma la prima della classe non mi era mai capitato. Né al Liceo Classico Cairoli di Varese dove mi sono diplomata, né all’Università Cattolica del Sacro Cuore dove ho conseguito una laurea triennale in Economia e Gestione Aziendale. Me la sono sempre cavata: ma forse non ho mai fatto quello che mi piaceva veramente.

Ho lavorato tre anni in una società di consulenza a Milano, trascorrendo a fatica le mie dodici ore davanti a un computer, nella speranza di trovare ancora il supermercato aperto e poter tornare a casa e cucinare.

Era la mia distrazione e l’unica cosa che mi faceva stare davvero bene. Per tre anni sono stata combattuta, mi sono informata su tutte le scuole di cucina in Italia ma avevo una gran paura. Poi sono andata a Colorno a visitare ALMA, la scuola di Gualtiero Marchesi

La consegna del diploma da parte di Andrea Sinigaglia, direttore generale di ALMA

La consegna del diploma da parte di Andrea Sinigaglia, direttore generale di ALMA

Quando vidi tutti quei ragazzi in divisa che seguivano le lezioni di cucina e potevano cucinare tutto il giorno non ho più avuto dubbi. Mi sono licenziata, ho pianto e ho passato un paio di mesi a cercare di capire quello che stavo facendo. 

Poi il 24 ottobre del 2016 ho iniziato i corsi in ALMA e dal primo momento non ho più avuto dubbi, avevo fatto la scelta giusta. Ho scelto la scuola di Marchesi perché, non avendo mai avuto esperienze in cucina, dovevo rischiare da subito confrontandomi con l’eccellenza e così è stato. Sono stati due anni intensi ma bellissimi.

E ora sono qui, con un diploma in mano dal valore inestimabile. Non tanto per il voto (che comunque mi rende molto orgogliosa), ma per la forza e il coraggio con cui ho rischiato e che alla fine mi hanno ripagata. E vorrei ringraziare i miei genitori che, con mio grande stupore, ho visto più emozionati al mio diploma di ALMA rispetto che alla cerimonia di laurea.

La mia bagna cauda: l'antipasto presentato all'esame di ALMA

La mia bagna cauda: l'antipasto presentato all'esame di ALMA

Non ho mai avuto ripensamenti sulla mia scelta, ho seguito il mio sogno e ho cercato in tutti i modi di farlo al meglio. La vita in cucina non è semplice: le ore sono tante, sono libera quando gli altri lavorano e le feste per me non esistono. Ma avete mai provato a fare un lavoro che non vi piace? Io sì, e mi pesava molto di più.

Quando ho iniziato il mio stage al ristorante Guido da Costigliole a Santo Stefano Belbo (Cuneo) mi sono trovata in un ambiente totalmente maschile. Certamente per una ragazza non è facile trovarsi a lavorare con tanti uomini, ma devo dire che è sempre difficile inserirsi in un nuovo ambiente di lavoro, che sia una cucina o un ufficio. 

Cioccolato, amaretti e nocciole: il dolce presentato all'esame di ALMA

Cioccolato, amaretti e nocciole: il dolce presentato all'esame di ALMA

E’ vero: la cucina a certi livelli oggi sembra essere dominata dagli uomini, ma solo per una questione pratica. Una donna, se vuole essere una chef, ha pochissimo tempo da dedicare alla famiglia, è una questione di scelte. E’ l’unica differenza che trovo. In cucina siamo e dobbiamo essere sullo stesso piano, e dobbiamo essere noi donne a non crearle queste differenze (quando ci fa comodo). 

Come mi disse un giorno il mio chef Luca Zecchin, le donne in cucina sono molto più precise: e se le donne che scelgono la strada della cucina sono meno degli uomini, sono sicura che si faranno valere perché sarà una scelta consapevole e fatta con il cuore.

Con la brigata di Guido da Costigliole

Con la brigata di Guido da Costigliole

Nel mio futuro prossimo mi auguro di girare il più possibile. Mi piacerebbe conoscere meglio la cucina del Nord Europa, di cui mi affascinano la pulizia e l’essenzialità del gusto. Mi affascina anche la cucina del Sud, più passionale e legata al mare, che sento molto distante dalle mie origini. Amo questa volontà di tornare all’origine del gusto, con pochi elementi in un piatto cucinati con rispetto. 

Una volta ero affascinata dai piatti ricchi di ingredienti, caotici. Oggi penso che non ci sia niente di più buono di una fetta di pane con olio e pomodoro. E’ questa la strada che voglio seguire, volendo un giorno riuscire a proporre una cucina essenziale, ma sempre e comunque emotiva.


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Donne che abbandonano per un attimo mestoli e padelle per raccontare le proprie esperienze e punti di vista