Tutto su IdentitÓ numero 10

I commenti a caldo e l'intera cronaca dell'edizione appena chiusa. Mai cosý affollata

12-02-2014

La 3 giorni di Identità Milano (4 giorni includendo sabato 8, primo giorno del Milano Food&Wine Festival) va in archivio con un 40 in più di iscritti al congresso e una presenza di circa 10mila persone. Un buon viatico per preparare Identità Chicago e Identità New York a ottobre e il Roma Food&Wine Festival (29 novembre-1 dicembre). E poi, l'Expo nel 2015 (nella foto di Brambilla-Serrani, la lezione di Niko Romito)

La 3 giorni di Identità Milano (4 giorni includendo sabato 8, primo giorno del Milano Food&Wine Festival) va in archivio con un 40% in più di iscritti al congresso e una presenza di circa 10mila persone. Un buon viatico per preparare Identità Chicago e Identità New York a ottobre e il Roma Food&Wine Festival (29 novembre-1 dicembre). E poi, l'Expo nel 2015 (nella foto di Brambilla-Serrani, la lezione di Niko Romito)

E’ bello ascoltare i Milone, i Costardi, gli Iannotti, insomma le nuove leve dell’alta ristorazione tricolore raccontare che lo spunto del tal loro nuovo piatto è venuto ascoltando una vecchia lezione di Alajmo, la scelta di una tecnica sia stata ispirata da una applaudita dimostrazione di Cracco. Perché Identità Milano è finita, ma domani ricomincia: ha portato idee nuove, ha suggerito progetti, ha condiviso spunti, ha concretizzato proposte che hanno già iniziato a svilupparsi nel momento in cui si sono spente le luci al MiCo. Paolo Marchi e Claudio Ceroni, rispettivamente ideatore dell’evento e patron della società che lo organizza, MagentaBureau, sono raggianti: «Non siamo autoreferenziali, creiamo contenuti. Rappresentiamo in qualche modo un’Italia che funziona, per questo sempre più aziende tricolori di prestigio si avvicinano a noi».

Carlo Cracco e la decima

Carlo Cracco e la decima

Vuol dire: Identità Milano fa innanzi tutto qualità («è stata un’edizione piena di sostanza», sintetizza Marchi). Poi, fa anche quantità, grandi numeri: si conferma il trend di crescita degli anni precedenti, anzi si amplifica: +40% in più d’iscritti al congresso, oltre 10mila persone hanno riempito i saloni di via Gattamelata, folla alle lezioni, folla tra gli stand, folla al Food & Wine Festival, l’evento quasi parallelo che si propone al pubblico dei non addetti ai lavori.

A tal proposito, sarebbe interessante fare il calcolo di quante mani ha stretto Marchi nelle ultime ore. «Vero, incredibile. Se devo dire cosa che mi ha colpito in particolar modo, mi viene in mente innanzitutto la straordinaria affluenza. Poi, la grande risposta rispetto al tema di quest’anno, la “golosa intelligenza”. Ho ascoltato moltissime lezioni di livello, ma voglio citarne una in particolare, quella di Davide Scabin. E’ straordinario vedere un grande chef, uno che lo scorso anno ci aveva parlato dei piatti per gli astronauti, non solo occuparsi del cibo per chi è malato, per chi soffre di qualche patologia, ma scegliere proprio questo come argomento della sua lezione». Poi, un ulteriore sorriso di soddisfazione: «Dieci anni fa, alla prima edizione, gli chef usavano la prima persona singolare: “io”. Oggi dicono “noi”, fanno squadra». Il messaggio, insomma, è passato.

Agli estremi, Massimo Bottura e Raffaele Alajmo tributano con Paolo Marchi l'omaggio a Fulvio Pierangelini

Agli estremi, Massimo Bottura e Raffaele Alajmo tributano con Paolo Marchi l'omaggio a Fulvio Pierangelini

«Il nostro decimo compleanno non è stato all’insegna della celebrazione, ma dello sviluppo», osserva Ceroni. Le ragioni del successo dal punto di vista di un manager? «Ne dico tre: primo, la capacità di non deludere, di rinnovare i contenuti, merito di Paolo e dello staff. Secondo, la crescita della nostra organizzazione, anche dovuta al fatto che riceviamo proposte di collaborazione da tante realtà importanti. Terzo e non ultimo, un clima economico leggermente più positivo, cui si aggiunge l’aspettativa per l’Expo».

Dove Identità sarà presente, invitata direttamente dal commissario governativo Giuseppe Sala, salito sul palco domenica: «Avete sempre creduto nell’Esposizione Universale anche in tempi non sospetti – ha spiegato - Per questo vi invito ad avere uno spazio all’interno dell’area espositiva. Bisogna lavorare assieme perché l'evento coinvolga tutta l'Italia». Una sfida, una straordinaria opportunità, che già stimola Marchi a guardare al futuro: «Certamente questo ci obbliga a riflettere bene, a progettare: avremo un’Identità lunga sei mesi».

Paolo Marchi e Claudio Ceroni

Paolo Marchi e Claudio Ceroni

Intanto, qualcosa è già certamente in cantiere: il Roma Food & Wine Festival (dal 29 novembre al primo dicembre), la nuova edizione di Identità New York, a ottobre, cui si affiancherà nella stessa settimana la “prima” di Identità Chicago, ospitata dalla nuova sede Eataly... Marchi sogghigna, «ci chiedono di andare anche in Oriente, soprattutto a Hong Kong», ma intanto ha già un pensiero per il prossimo passaggio meneghino: «Dovremo dare più spazio ai dessert. Siamo stati i primi a farlo, nemmeno in Spagna succedeva, ora voglio puntarci di più». Ceroni individua un altro argomento: «Golosa intelligenza ma anche sana intelligenza. L’impegno con Expo ci spingerà a sviluppare il tema del connubio tra alta gastronomia, salute e benessere». Insomma: il 2015 è già qui.

TUTTA LA CRONACA DELLA 4 GIORNI
(Coordinamento redazione, Gabriele Zanatta)

MARTEDI' 11 FEBBRAIO
Auditorium Tailandia di Luciana Squadrilli
Auditorium Dossier Dessert di Alessandra Meldolesi
Identità di Pasta di Andrea Cuomo
Identità di Libri di Raffaele Foglia
Area espositiva - mattino di Cecilia Todeschini
Area espositiva pomeriggio di Cecilia Todeschini
Grandi sapori di Sardegna di Annalisa Cavaleri

LUNEDI' 10 FEBBRAIO

Auditorium - mattino di Andrea Cuomo
Auditorium - pomeriggio di Alessandra Meldolesi
Identità di Pane e Pizza di Luciana Squadrilli
Identità di Birra e Acqua di Carlo Passera e Andrea Cuomo
Area espositiva - mattino di Cecilia Todeschini
Area espositiva pomeriggio di Cecilia Todeschini
Milano Food & Wine Festival, giorno 3 di Raffaele Foglia

DOMENICA 9 FEBBRAIO
Auditorium - mattino di Alessandra Meldolesi
Auditorium - pomeriggio di Carlo Passera
Identità di Sala di Luciana Squadrilli
Identità Naturali di Andrea Cuomo
Area espositiva - mattino di Cecilia Todeschini
Area espositiva pomeriggio di Cecilia Todeschini
Milano Food & Wine Festival, giorno 2 di Raffaele Foglia

SABATO 8 FEBBRAIO
Milano Food & Wine Festival, primo giorno

Il gin di montagna

Lo chef trentino del Molin ci racconta la storia del distillato che si fa largo nelle terre della grappa

Gilbach.Gin, il il gin dai sapori di montagna nato dalla collaborazione tra Alessandro Gilmozzi, chef patron del ristorante El Molin di Cavalese (Trento), il sous chef Andreas Bachmann e la distilleria Pilzer. Bacche di ginepro, sambuco e prugnola selvatica regalano un splendido diversivo alle grappe, dominanti in queste lande

Gilbach.Gin, il il gin dai sapori di montagna nato dalla collaborazione tra Alessandro Gilmozzi, chef patron del ristorante El Molin di Cavalese (Trento), il sous chef Andreas Bachmann e la distilleria Pilzer. Bacche di ginepro, sambuco e prugnola selvatica regalano un splendido diversivo alle grappe, dominanti in queste lande

Leggi | 03-05-2016 | 18:00 | Alessandro Gilmozzi | In cantina

Pasta al pomodoro in Bianco

Con 4 variazioni del grande classico, lo chef del Romeo conferma la teoria: napoletani do it better

Gli Spaghetti al pomodoro┬áserviti al bistrot del nono piano del Romeo hotel┬ádi Napoli da Salvatore Bianco. Lo chef del Comandante, +39.081.0175001,┬áuna stella Michelin, pone molta attenzione al piatto simbolo della tradizione napoletana e italiana, offrendone versioni classiche ed estrose: Dietro alla pasta col pomodoro,┬ác'├Ę un mondo

Gli Spaghetti al pomodoro serviti al bistrot del nono piano del Romeo hotel di Napoli da Salvatore Bianco. Lo chef del Comandante, +39.081.0175001, una stella Michelin, pone molta attenzione al piatto simbolo della tradizione napoletana e italiana, offrendone versioni classiche ed estrose: "Dietro alla pasta col pomodoro, c'è un mondo"

Leggi | 03-05-2016 | 12:00 | Gabriele Zanatta | Zanattamente buono

M.P. White oltre i luoghi comuni

Genio e sregolatezza, professionalitÓ e marchetta di un cuoco che ha cambiato la storia della cucina

Tokyo Cervigni racconta per Identità Golose la - discussa ma carismatica - figura di Marco Pierre White, lo chef inglese che conquistò i francesi senza mai essere stato in Francia. Le foto sono tratte dal sito www.marcopierrewhite.co

Tokyo Cervigni racconta per Identità Golose la - discussa ma carismatica - figura di Marco Pierre White, lo chef inglese che conquistò i francesi senza mai essere stato in Francia. Le foto sono tratte dal sito www.marcopierrewhite.co

Leggi | 03-05-2016 | 06:00 | Tokyo Cervigni | Dal Mondo
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