Dieci anni della Dop Tullum

E' la prima denominazione territoriale dell’Abruzzo: abbraccia un territorio di soli 300 ettari nella provincia di Chieti

13-09-2018

La prima Dop territoriale d’Abruzzo nasce con la vendemmia 2008. Attualmente sono 6 le tipologie commercializzate a partire da gennaio 2010

«Piccola terra nell'Abruzzo Citeriore, non molto lontana dal Mare Adriatico, di amena situazione e celebre pel suo vino...»: così Padre Bernardo Maria Valera descriveva il territorio di Tollo sul finire del 1700. Ma le prime tracce della coltivazione della vite e della produzione di vino nella zona dell'attuale comune teatino sono rintracciabili addirittura in epoca romana - come ben testimoniano i resti di celle vinarie in alcune di quelle villae rusticae che hanno rappresentato i primi esempi di azienda agricola organizzata - mentre poco dopo l'anno mille risale la più antica testimonianza scritta nella quale Tollo appare come paese in cui si produce vino commercializzato poi attraverso il vicino porto di Ortona.

Una vocazione per la viticoltura riconosciuta anche da Longobardi e Normanni, proseguita sotto il Regno delle due Sicilie prima e di quello di Napoli poi, fino agli anni trenta del novecento quando vengono censiti duecento ettari di vigneti, prevalentemente ad alberello e con una produzione di 6650 quintali di uva, che verranno però azzerati a seguito della Seconda guerra mondiale, durante la quale Tollo venne completamente distrutta.

La rinascita del comune abruzzese e della sua viticoltura arriverà comunque a partire dagli anni sessanta con la ripresa delle vendemmie, l'istituzione di due cooperative di coltivatori e la volontà di creare un marchio fortemente legato ad un territorio, quale quello tollese, caratterizzato da specifiche condizioni pedoclimatiche in grado di trasmettere ai vini che da esso derivano caratteristiche peculiari e distintive.

Oggi, a dieci anni dal conferimento della denominazione di origine, è il Consorzio di Tutela della Dop Terre Tollesi o Tullum a farsi carico di conservare, sviluppare e promuovere una tra le più piccole Dop d'Italia, come conferma Tonino Verna che del Consorzio è l'attuale presidente: «La nostra missione è sempre stata quella di valorizzare l’autenticità e l’identità di questo territorio con scelte rigorose, sostenibili e a basso impatto ambientale orientate alla produzione di vini di qualità, senza mai dimenticare l'importanza imprescidibile del fattore umano. E in questi anni, anche con grandi sacrifici, i risultati che abbiamo ottenuto sono stati buoni e incoraggianti. Ora l'obiettivo per il prossimo decennio deve essere un'ulteriore crescita che ci permetta di vedere la nostra piccola Dop inserita nelle grandi carte dei vini».

Un'ambizione che ci pare lecita soprattutto puntando sui vitigni oggetto della zonazione - prevista del disciplinare di produzione e condotta dal professor Attilio Scienza assieme a un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano su un totale di venti vigneti guida equamente suddivisi tra le montepulciano, pecorino, passerina e trebbiano d'Abruzzo - che introduce il concetto di cru, individuando nei singoli fogli di mappa i vigneti autorizzati all’impianto delle specifiche varietà ampelografiche.

E a supporto della teoria ci è apparsa emblematica e di altissimo livello qualitativo la verticale iniziata con l'annata 2016, proseguita con le vendemmie dalla 2014 alla 2010 e conclusasi con il millesimo 2008 di Tullum Dop Pecorino - proveniente da vigneti coltivati su terreni a giacitura collinare nel comune di Tollo, che fanno parte del foglio di mappa n.1 e n.3 di località San Pietro e n.11 di località Colle di Tollo - di Feudo Antico e condotta dall'enologo Riccardo Brighigna. Tra le sette annate degustate abbiamo particolarmente apprezzato la 2012 per concentrazione e struttura; la 2010 per equilibrio, finezza e armonia; la 2008 per longevità ed entusiasmante riscontro gusto-olfattivo a dieci anni dalla vendemmia.


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