Montelvini, gentilezza e precisione

La maison di Prosecco ha presentato all'Iyo le sue ultime novità, frutto di un felice intreccio tra persone e tecnologia

27-06-2018

Armando, SarahAlberto Serena della cantina Montelvini di Venegazzù (Treviso)

Gentilezza e precisione. Un connubio naturale che ha portato Montelvini a presentare le ultime novità e un metodo all’Iyo di Milano. Un ristorante giapponese, dove il sushi e le raffinatezze di questa cucina hanno esaltato le tipologie di Prosecco dell’azienda di Venegazzù. Non è solo questione di riconoscenza al primo mercato straniero di Montelvini: è piuttosto un incontro nei valori che guidano, dall’amore per la natura a quello per le radici, passando per un rigore e un’attenzione al dettaglio che fanno parlare la medesima lingua del gusto e della cultura.

A fare gli onori di casa in una terra che non appare straniera dunque, Alberto e Sarah Serena, il primo vicepresidente e responsabile commerciale e marketing, la seconda direttore amministrativo e produttivo. Accanto a loro, papà Armando, recentemente confermato presidente del Consorzio vini Asolo Montello

La nuova annata di Asolo Prosecco Superiore Docg Linea Serenitatis (la collezione punta di diamante, che narra anche 130 anni di storia della famiglia in vigna), con un nuovo protocollo di vinificazione e spumantizzazione. Questo per dare ancora più finezza e sapidità, far convivere struttura e aromi fruttati. Sullo sfondo, ma solo per motivi cronologici di comparsa delle bottiglie (attese nel 2023)il vigneto ritrovato che imprime una nuova scossa alle promesse sul futuro.

Superbo il pairing tra i vini dell'azienda e i piatti dell'Iyo, teatro della serata

Superbo il pairing tra i vini dell'azienda e i piatti dell'Iyo, teatro della serata

Il nuovo protocollo ha portato a tavola tre principi, fieri di esseri anche ambasciatori della tradizione che si unisce all’innovazione. Perché l’ossessione positiva è investire sempre, sulle persone, sulla cantina, sulla tecnologia. Ed è guidata da uno scopo preciso: scoprire sempre più l’identità dell’autentico Prosecco di Asolo e interpretarla alla massima potenza. Dalla selezione della materia prima alla temperatura di raccolta, ogni passaggio ha un team di enologi, angeli custodi. 

Il primo a scendere in campo, quindi a tavola, è l’Extra Dry Asolo Prosecco Superiore. Poi il Brut, 10 grammi di zucchero, gli aromi fruttati che vengono esaltati in modo coinvolgente e la mineralità che si concede a lungo. Proprio i giapponesi sono tra coloro che più apprezzano questa creazione di natura e uomo, davvero “alleati in vigna” come dichiara lo slogan di Montelvini. Infine, l’ExtraBrut Millesimato,  5 grammi di zucchero e una complessità che si unisce anche all’intensità.

Armando, Alberto Serena, Stefano Nandi e Sarah Serena

Armando, Alberto Serena, Stefano Nandi Sarah Serena

E se questi sono le tre stelle della presentazione, non si trascurano due protagonisti della collezione vintage: Zuiter Montello Docg Rosso (volando silenziosamente come la civetta, Zuita in dialetto, che è approdata nello stemma aziendale) ad accompagnare l’Angus, poi Luna Storta, il bianco passito che vuole alimentare il piacere (anche della conversazione) con l’arrivo della cheesecake.

Ma mentre si abbraccia un Giappone che sa incarnare i valori di questa famiglia e questa terra, il pensiero corre a casa, dove si sta recuperando l’antica vigna nel centro storico di Asolo. L’enologo Stefano Nandi rivela sorprese e conferme: si sono dovute levare molte piante, ormai morte o malate, ma la promessa resta ancora viva e pronta a tradursi nella produzione avviata fra tre anni, in questo terreno dall’esposizione a sud spettacolare.


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