In pulmino tra i filari della Sicilia

Il ristoratore palermitano Gianfranco Cammarata e il racconto del suo viaggio tra le vigne e i vignaioli dell'Isola

10-10-2017

Gianfranco Cammarata, proprietario dell'enoteca Arrè Gusto di Palermo, a bordo di un Volkswagen T2 arancione degli anni '60 sta viaggiando sulle strade della Sicilia lungo i percorsi del vino

Un po’ “Sideways” e un po’ “Little Miss Sunshine”, è appena terminato il wine-tour iniziato il 19 settembre scorso da Gianfranco Cammarata, giovane ristoratore di Palermo, in enoico pellegrinaggio tra i sentieri del vino in Sicilia, al volante di un pulmino Volkswagen T2 degli anni Sessanta.

Il progetto si chiama “In viaggio tra i filari” ed è un itinerario di tremila chilometri che Cammarata ha seguito a bordo sul suo furgoncino arancione, alla scoperta delle chicche della Sicilia in periodo di vendemmia, tra la fine di settembre e le prime settimane di ottobre.

Al termine del tour sono state circa cinquanta i produttori incontrati e conosciuti, nomi noti e meno noti del mondo del vino siciliano, ognuno con le sue storie da raccontare, con un territorio da svelare e con tradizioni da preservare e tramandare. Il diario di bordo, aggiornato in tempo reale, è disponibile sul sito www.inviaggiotraifilari.it: vicende, paesaggi di mare e di terra, ricordi e sensazioni narrate con anima e passione da un globe-trotter del gusto tra le vigne, dal caldo afoso dell’entroterra al fresco fruscio delle brezze marine della costa e delle isole minori.

Un viaggio alla ricerca di conferme, alla scoperta di nuovi sapori, tra uve, colori e profumi, ma anche tra cultura e riflessioni: «L’idea è stata prendere come pretesto il vino per parlare di Sicilia a 360 gradi – spiega Cammarata – per esempio con alcuni produttori abbiamo parlato di arte, con altri di territorio, di natura, di tradizione e innovazione. I pretesti sono arrivati strada facendo, ogni cantina ha offerto uno spunto per parlare delle mille sfaccettature di questa regione e non solo di vino». Senza dimenticare che essere troppo rigidi è una limitazione dello spirito: «L’itinerario è stato ispirato dal momento, così come vuole l’ideale di libertà e spensieratezza a cui rimanda il furgoncino che ho usato per attraversare la Sicilia».

Non è la prima volta che Gianfranco Cammarata si cimenta in un’operazione del genere: già nel 2008 attraversò l’Isola a bordo di una Vespa per incontrare 56 piccoli produttori.

«E' stato interessante toccare con mano cosa è successo nella Sicilia enologica dopo quasi dieci anni – dichiara – Nel 2008 imperversava il Nero d’Avola, il boom dei vini dell’Etna era appena cominciato ed era iniziata la tendenza dei vini bianchi affinati in barrique. Nel frattempo nuove realtà sono sorte, tanti giovani hanno preso le redini delle aziende di famiglia “svecchiandole” e molti ex conferitori si sono messi in proprio».

E questo potrebbe non essere l’ultimo viaggio: «L’obiettivo – conclude – è riproporre l’esperienza anche in altri regioni d’Italia, magari con altri mezzi di trasporto ancora più insoliti». Per capire il vino, il palato e la mente sono fondamentali, ma anche l’anima è importante: percepire l’amore con cui si rispetta la vigna nei mesi invernali, la cura del lavoro in primavera, la fatica, la gioia e la preoccupazione durante la vendemmia.

C’è tanto da raccontare, da respirare da vivere e il viaggio del pulmino arancione può essere ancora più lungo. Le vie del vino sembrano, oggi più che mai, davvero infinite.


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