Il video che celebra Antonio Guida e altre 6 cose belle a FoodExp Puglia

Parole, assaggi ed emozioni: ossia il meglio del meglio dalla kermesse di Lecce, è appena terminata la sua prima edizione

21-06-2018

Il video che celebra Antonio Guida: lui parla sempre poco, allora la parola è andata a chi lo conosce e lo ama

Tante cose ci sono piaciute di FoodExp, prima edizione di una kermesse che ha raccontato al meglio – ossia, con la testa, ma anche con il cuore - la Puglia gastronomica, merito di chi quest’evento ha ideato, voluto, plasmato e infine ben organizzato – ossia Giovanni Pizzolante – e del suo staff, a iniziare dalla “nostra” Sonia Gioia e da Mariella Piscopo. Ve ne segnaliamo solo alcune, perché a dirle tutte sarebbero troppe.


VEDERE IL VIDEO DEDICATO AD ANTONIO GUIDA - Tante cose belle, dicevamo. Una però splendida, ossia il video che celebra Antonio Guida da Depressa, Tricase, Puglia, Italy, andando a ritroso nel suo percorso, risalendo alle origini e raccontando lo chef di riflesso: amici, familiari, borghi e… paparotta. Un emozionante affresco in movimento dipinto da Sonia Gioia, per la regia di Gianluigi Strafella, Punes Produzioni: la crescita, gli U2, la cucina, Milano. Il tutto solo andata: «Non sarei potuto arrivare dove sono se fossi rimasto a Depressa – ha confessato Guida – Tornare? Beh… Ho passato 14 anni a Il Pellicano di Porto Ercole, vorrei trascorrerne altrettanti al Seta…».


Lampascione fritto con cotto di fichi, farinella e capocollo di Martina Franca

Lampascione fritto con cotto di fichi, farinella e capocollo di Martina Franca

ASSAGGIARE LA NATURA DA STEFANO D’ONGHIA – Tanti gli assaggi fatti anche a margine della manifestazione: Da Tuccino, il fantastico trio Cicorella-Magistà-Zaccardi al Pashà, un Sabatelli in forma strepitosa… E siamo anche andati a visitare l’ultimo mulino che produce la ormai rara farinella di ceci e orzo. Ne scriveremo. Ma qui vale già la pena celebrare Stefano D’Onghia, chef delle Botteghe Antiche di Putignano. Ci era stato presentato così: “Un cuoco-oste di quelli che si trovavano nelle botteghe antiche devoto alla terra di Puglia per ricettario e materie prime, capace di interpretazioni all’insegna di una leggerezza tutta contemporanea”. Tutto vero. La sua Melanzana ripiena della tradizione (pomodoro, melanzana, uovo, canestrato, pangrattato) è da ribaltarsi, tanto è buona. Come pure il Lampascione fritto con cotto di fichi, farinella e capocollo di Martina Franca.


Alessandro Pipero sul palco di FoodExp, mentre dialoga con Rosario Di Donna, patron di U Vulesce di Cerignola (foto Riccardo Melillo)

Alessandro Pipero sul palco di FoodExp, mentre dialoga con Rosario Di Donna, patron di U Vulesce di Cerignola (foto Riccardo Melillo)

ASCOLTARE ALESSANDRO PIPERO - «Vi dirò che ultimamente di sala si parla persino troppo: nel senso che si fanno tante chiacchiere, ma la verità è molto semplice: la scuole non funzionano, sono il parcheggio per chi non ha voglia di studiare. Finché la politica non si decide a riformarle, stiamo a discutere del nulla». E ancora: «Fare il ristoratore è difficile. Non si dorme mai. Il sogno di chi come me fa questo mestiere non è mica la stella Michelin… È il divano» (Alessandro Pipero, ospite di FoodExp).


Zuppetta di lumachine di terra

Zuppetta di lumachine di terra

APPLAUDIRE VINCENZO MONTARULI – All’interno di FoodExp, anche la classica competizione organizzata da Luigi Cremona, che dà spazio alle giovanissime leve della cucina: in questo caso, dunque, si trattava di Emergente Chef Puglia. Tra i concorrenti, anche una nostra vecchia conoscenza, Vincenzo Montaruli, col fratello Francesco (in sala) artefice di Mezza Pagnotta a Ruvo di Puglia. I due sono stati sul palco dell’ultima Identità Milano. Montaruli ha presentato un piatto identitario, quasi commovente, che racconta il suo lavoro eroico nel recuperare i sapori della Murgia, anche quelli negletti, da materia prima poverissima: Zuppetta di lumachine di terra. Ovviamente promosso.


Andrea Godi

Andrea Godi

GODERE CON LA PIZZA – Ci torneremo presto, perché sta per atterrare a Milano, in via Savona, con un suo locale tutto nuovo, replica della pizzeria di successo che da poco (terzo compleanno il prossimo 15 agosto) conduce a Lecce, 400 Gradi. Insomma anche i meneghini potranno godersi i fantastici impasti firmati Andrea Godi, classe 1990 e una passione sfrenata per quel che fa, ossia golosissime pizze, dal disco leggero, digeribile, buonissimo. Noi intanto le abbiamo assaggiate a FoodExp, e non vediamo l’ora di poterlo fare anche a casa, all’ombra della Madonnina.


Ciccio Cafagna

Ciccio Cafagna

AZZANNARE I FORMAGGI DELLA FORESTA – Tanti gli ottimi produttori di cose buone che abbiamo incrociato a FoodExp. Non possiamo però esimerci dal dedicare almeno qualche riga a Ciccio Cafagna, anima di Puglia Segreta, che seleziona e distribuisce i migliori prodotti alimentari della Puglia Garganica. I suoi formaggi sono un delizia: come il cacio da latte di capra garganica, che bruca le erbe dei pascoli della Foresta Umbra, aromatizzato con timo limonato, cresce sulle rocce vicino al mare. Da volerne ancora e ancora.


Antonio Guida, Giovanni Pizzolante, Paolo Lopriore, Antonio Zaccardi

Antonio Guida, Giovanni Pizzolante, Paolo Lopriore, Antonio Zaccardi

PER CONCLUDERE: ZIBALDONE LOPRIORE (E ALTRI) - «La creatività annienta il rigore. Vorrei togliere un po’ di rigore dalla cucina. Il rigore non è italiano, la creatività sì: bisogna addolcire il metodo. Il rigore è nel taglio, la felicità nel condimento». (Paolo Lopriore). «Se è migliore la mia pastiera o quella di mia mamma? Ma io la faccio destrutturata!» (Paolo Lopriore). «Abbiamo un panel di prodotti che ci consentono infinite combinazioni di gusto. È il menu degustazione all’italiana» (Paolo Lopriore). «Antonio Zaccardi ha rotto la rotta comune, che va sempre da Sud a Nord» (Sonia Gioia). «Qui in Puglia manca spesso un tocco professionale in cucina» (Antonio Zaccardi). «Ora vado a lavorare» (Savino Muraglia dopo alcune ore a raccontare il suo grande olio)


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