Identità, lode alla pizza democratica

Al congresso dieci pizzaioli tra gusto e salute, tradizione e modernità, ma nel rispetto di un alimento che resta popolare

20-03-2017
Com'è andata Identità di Pizza 2017, nell'articolo di Tania Mauri

Com'è andata Identità di Pizza 2017, nell'articolo di Tania Mauri

A che punto è il modo pizza? Ce lo ha spiegato Piero Gabrieli di Molino Quaglia aprendo l’undicesima edizione di Identità di Pizza a Identità Milano 2017: «Oggi la pizza rappresenta innanzitutto ciò che è sempre stata, un cibo popolare e semplice, accessibile a qualsiasi livello. Il suo grande pregio è quello di avere una modalità di consumo intuitivo e immediato: non è necessario spiegare cosa sia. Questo nostro appuntamento al congresso vuole raccontare ciò che sta maturando nel mondo pizza, come facciamo già ogni mese con la newsletter».

Una pizza democratica, dunque, ma che si evolve e si trasforma, diventa frutto di viaggi e di contaminazioni da Nord a Sud, da Est a Ovest, in Italia ma anche all’estero: non più un unico modo di fare la pizza, ma stili ed esperienze diverse che si incrociano e si rinnovano, all’insegna del mangiare sano e buono.

Fermentazioni, alta digeribilità e grande attenzione ai valori nutrizionali: questi i temi affrontati dai pizzaioli, sempre più competenti e “uomini di scienza”, talvolta supportati da medici nutrizionisti o da chef di alto livello. Ma anche attenti a far sì che la pizza rimanga, come dice Gabrieli, fondamentalmente un cibo buono, semplice e gustoso, senza che mai l'esigenza salutistica finisca col penalizzare il gusto.

La pizza è infine un piatto conviviale e di aggregazione, non solo tra i commensali ma anche tra chi la fa ogni giorno, come rivelano alcuni amicizie nate per caso tra pizzaioli, per affinità elettive o da "separati alla nascita". A Identità di Pizza ne abbiamo avuto molte prove.
(Nella fotogallery tutte le lezioni, le foto sono di Brambilla-Serrani)