Dispensa 9 ha l'oro in bocca

E' dedicato al "mattino" l'ultimo numero del food magazine. Parole e immagini da un'angolatura anticonvenzionale

15-04-2018

La copertina (allargata) di Dispensa numero 9, il fortunato magazine di Martina Liverani, acquistabile online a 21 euro (foto di Stefano Scatà)

«Avete letto il bestseller The Miracle Morning? Pare che per cambiare vita basti svegliarsi un'ora prima del solito. E quell'ora usarla in maniera creativa con la consapevolezza di cominciare, ogni giorno, un nuovo capitolo dell'esistenza. Bene. Noi dobbiamo cominciare il nuovo Dispensa che uscirà a marzo. Questa volta il tema sarà: la mattina».

Martina Liverani ci perdonerà se pubblichiamo il testo dell’email privata con cui, nel novembre scorso, esortò i collaboratori a raccogliere le idee per il numero 9. Lo facciamo per evidenziare lo stile anticonvenzionale del suo food magazine: sembra più l’attacco di un pezzo che un classico via-ai-lavori del direttore. Ma se Dispensa è diventato un cult, premiato a destra e a sinistra, è proprio per la sua anima, eterodossa dalle prime battute, staccate ormai 5 anni fa.

Albori felici e la "mattina" che diventa il tema di fondo del numero 9. Arriva subito una tazzina di caffè, simbolo della colazione all’italiana: dà il buongiorno in copertina, nello scatto di Stefano Scatà. Con pollice e indice, sfogliamo ben disposti i 4 capitoli che compongono il morning issue.

Antonia Klugmann nel ritratto di Mattia Mionetto per Dispensa

Antonia Klugmann nel ritratto di Mattia Mionetto per Dispensa

Il primo, Rituali mattutini, include il racconto delle prime ore del giorno di tre überchef, raccolte da Giorgia Cannarella: Enrico Crippa («Colazione, doccia, grossista, carico e scarico… negli ultimi tre anni abbiamo due ragazzi, almeno posso svegliarmi alle sette, un lusso»), Mauro Colagreco («Quelle della mattina sono le ore per me. Quando mai mi capita di avere tempo anche solo per stare fermo e pensare, senza nessuno che mi chiede qualcosa?») e Antonia Klugmann («Il mio compagno Romano mi porta il caffè a letto tutti i giorni da 17 anni. La mia mattina è una figata»). Ci insegna un termine, “pogonotomia”, cioè l’arte del radersi maschile, raccontata da Lydia Capasso; si sofferma sulla prima tra le prime colazioni, quella di Niko Romito a Casadonna (autrice, la stessa Liverani) e sull’alba del Gucci Garden di Firenze, starring Massimo Bottura, nella genesi del suo stretto collaboratore Enrico Vignoli.

Il secondo capitolo, Mentre voi dormite, srotola due foto-storie a beneficio dei tiratardi: è dalle 2.42 che al Mercato ittico di Milano si decidono i destini dei pesci che troveremo sulla tavola ore dopo («a terra solo acqua, pozzanghere e pezzi di ghiaccio», documenta Giuseppe Ippolito); è 3 ore dopo che al Grand Hotel di Rimini si apparecchia il rito della colazione (Marco Poderi e Alessandro Balbi).

La colazione a Casadonna nello scatto di Brambilla/Serrani per Dispensa

La colazione a Casadonna nello scatto di Brambilla/Serrani per Dispensa

Meglio al mattino comprende 3 racconti. Con le belle foto di Marco Varoli, ho relazionato sul rito ancestrale del maiale calabrese, reso attuale dalla rassegna Pig di Rossella Audino e Nino Rossi (ne abbiamo parlato anche tra queste pagine). La levataccia di Sonia Gioia e Stefano Scatà è valsa un eccellente dossier sulla raccolta dello zafferano. Infine, Nike Baragli e Umberto Santoro hanno seguito le laboriose trame all’alba del Caffè Sicilia di Corrado Assenza a Noto.

Dispensa 9 si chiude col divertente Mattino dopo, il day after di quando si è esagerato: Sara Porro spiega che la sbronza del giorno dopo ha i suoi elementi di fascino mentre un’intervista al gastroenterologo Giorgio Maria Saracco – delicatamente illustrata da Silvia Bettini – ci conduce in un mefitico viaggio tra flatulenze, alitosi e dispepsie.


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