Gaja, Petrini e Marchi tra i relatori del congresso di Assoenologi a Trieste

05-07-2018

Trieste, da oggi a notte inoltrata sabato 7  luglio, ospiterà il 73° congresso dell’associazione guidata da Riccardo Cotarella che riunisce gli enologi e gli enotecnici italiani. Sterminato il programma con un focus su sabato mattina al Teatro Verdi con l’approfondimento di nuove tendenze, argomenti affidati, come ricordato nei vari comunicati, a diverse figure italiane.

Il primo relatore della mattina sarà la professoressa Viviana Corich, professore associato in Microbiologia degli alimenti presso l'Università di Padova, che parlerà delle “Nuove tecnologie per la produzione di vini a bassa gradazione alcolica e, in particolare, dell’impiego di lieviti non-Saccharomyces”. L’argomento affrontato si inserisce nel quadro di temi sociali ritenuti prioritari dalla Unione Europea, quali un consumo responsabile e moderato di vino e un'agricoltura più sostenibile in grado di ridurre l'impiego di sostanze chimiche per il controllo dei fitopatogeni.

Seguirà l’intervento di Angelo Gaja su “Gli artigiani del vino”, come lui ama definirsi. Il nome Gaja è divenuto il punto di riferimento nella produzione di barbaresco. Grazie a una continua ricerca della qualità e grazie a competenza e passione uniti a intelligenza e intuito, Gaja ha fuso in un connubio unico tradizione e modernità. Ogni vino, per Gaja deve esprimere personalità, storia, rivelare l’anima dei luoghi e delle persone, racchiudere il passato e il futuro.

Quindi il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, che ha elaborato una nuova idea di enogastronomia, come risultato di processi culturali, storici, economici e ambientali, dando decisivo impulso alla creazione della prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo. Il contributo di Petrini alla discussione sui temi della sostenibilità agroalimentare è stato riconosciuto anche dal mondo accademico con diverse lauree honoris causa.

Sarà poi la volta del senatore Dario Stefàno, promotore di diverse proposte normative significative tra cui il disegno di legge per introdurre "storia e cultura del vino" come disciplina nelle scuole primarie, e la norma per la disciplina dell'attività di enoturismo, divenuta legge con la manovra 2018. Proprio di quest’ultima parlerà al 73° Congresso visto che il Food & Wine è la seconda attrattiva turistica dell’Italia dopo l’arte e il primo motivo di apprezzamento dei turisti esteri di ritorno dall’Italia.

Chiuderà la mattinata Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, nonché tra i soci fondatori dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, della quale è vicepresidente. Marchi parlerà dell’iniziativa “2018, anno della cultura e del cibo italiano”, rispondendo alla domanda che tanti si fanno: occasione mancata o un passo verso il futuro?