Sono stata a Identità Milano. E ho scoperto un mondo

18-03-2017

Patrizia Signorini, un passato da giornalista e un presente da attenta selezionatrice del meglio dell'agroalimentare lombardo (e non solo) nella sua Enoteca Cremona, a Cremona, ha scritto queste righe, che volentieri pubblichiamo.

Due giorni a Identità Golose valgono veramente moltissimo. Entri di colpo nel mondo della ristorazione professionale, dove conta ciò che sai scegliere e ciò che sai fare con le tue mani e con la tua intelligenza. Due giorni a Identità Golose servono per capire quanto sia importantissima la formazione e quanto questa manchi nella gran parte delle scuole italiane, dove si mandano i figli alla professionale senza rendersi minimamente conto che fare il cuoco o il cameriere di sala è una nobilissima arte, che richiede conoscenza, stile, educazione, competenza, classe. 

Altro che guardare la tv: per essere veri cuochi bisogna avere passione, fare gavetta, pelare patate e sfilettare pesci, conoscere tutto delle materie prime e innamorarsene mentre piangi con una cipolla in mano o hai la schiena rotta dopo 12 ore filate in piedi alle padelle. Due giorni a Identità Golose valgono l'inesprimibile emozione di incontrare giovani ragazzi che brillano di stelle conquistate per merito e non per caso, ragazzi di questo mondo folle, dove tuttavia si può eccellere stando in paesi remoti delle montagne abruzzesi o di qualche landa sperduta. Due giorni a Identità Golose possono regalare il sorriso e la profondità dello sguardo di cuochi che hanno una visione potente ed eccelsa, capaci di piccoli gesti grandiosi come paragonare un piatto all'arte o preparare cibi per i malati, in ciascun caso dispensando una genialità che non ha bisogno di parole ma solo di una profonda capacità di incantarsi e immaginare la bellezza in un carciofo come in una acciuga, perchè la sublimazione dell'essenza è da sempre l'anima dell'arte. 

Due giorni a Identità Golose ti fanno vedere una maestria inusitata nel tagliare le verdure con un semplice coltello, incontrare la creatività nell'elevare una pasta a segno distintivo di una storia e di un luogo, assistere alla trasformazione di un ingrediente in un concetto... e poi c'è la parola, poi c'è l'incontro. Fra le mille e mille persone che si accalcano incroci chi fa del silenzio la chiave più straordinaria, chi risponde con pazienza tenendo nello sguardo un altro orizzonte; chi nasconde nelle risposte le chiavi che aprono il suo mondo, quello dove vorresti entrare perchè ciò che vuoi intensamente è cogliere è il senso di tanta bravura, il senso dell'accettare per tutta la vita la sofferenza di un lavoro difficile e duro, il senso dell'intima gratificazione nel vedere nel godimento degli altri il fine compiuto del proprio lavoro.

E' un meraviglioso viaggio quello che Identità Golose regala al visitatore, anche a quello che come me cerca più l'uomo cuoco che il mito, sapendo che dove c'è il primo , il secondo è inevitabile. E mentre corri fra un appuntamento e l'altro sai che perdi sempre qualcosa perché qui tutto merita di essere incontrato e capito, e dovresti poter vedere e ascoltare tutto nel profondo, così come si sfoglia un carciofo per coglierne il cuore.
Patrizia Signorini