Corso per Food Event Manager

I gin del mondo in un solo giorno

Da Francesca Brambilla immagine e testo che celebrano un evento speciale dedicato all'alcolico

25-09-2016

Francesca Brambilla è stata al recente The Gin Day, un'occasione per degustare le migliori bottiglie mondiali di questo distillato sempre più apprezzato. Racconta la sua esperienza - anche con una sua immagine, splendida come sempre - su Identità Golose

Prosegue la moda del gin. GinTonic, Gin Fitz, London Dry, Plymouth e chi più ne ha più ne metta. Per chi non lo sapesse la leggenda dice che il gin fu inventato da un farmacista olandese nel XVII secolo come rimedio per i disturbi di stomaco e reni. Inizialmente era alcol di grano e bacche di ginepro, per poi raffinarsi sempre più attraverso infusioni di bacche e botaniche. ll successo in Europa fu così importante da far cambiare addirittura le leggi per poter permettere di inserire le botaniche anche sotto forma di essenze e non solo distillate fino a giungere ai giorni d’oggi con distillati sempre più raffinati e complessi. Il fenomeno Gin è sotto gli occhi di tutti. Negli ultimi anni stiamo assistendo al moltiplicarsi di bottiglie sugli scaffali dei bar italiani. Addirittura all’apertura di locali dedicati fino a giungere a manifestazioni importanti con ospiti di respiro internazionale come The Gin Day che è giunta quest’anno alla sua quarta edizione a Milano (via Watt, gli scorsi 11 e 12 settembre)

Per gli appassionati e addetti ai lavori sono stati due giorni ricchi di degustazioni guidate, di seminari condotti dai gotha del settore pronti a istruirci sulle ultime novità del distillato eletto re dai consumer e dai bartender in questi ultimi anni. Da appassionata non potevo mancare all’olimpiade del Gin proprio a due passi da casa mia. Sono riuscita a uscire con le mie gambe, ma credetemi l’impresa è stata ardua. Oltre 200 prodotti in degustazione! Tutti non potevo certo assaggiarli ma era come essere nel paese dei balocchi e non mi sono fatta mancare niente! Dai gin olandesi a quelli inglesi e tedeschi, a quelli che derivano da assemblaggi di alcool Inglese e botaniche spagnole... soprattutto i gin italiani! Sì, perché anche noi stiamo investendo in questo distillato così ricco di sfumature.

Ho degustato un gin prodotto sul lago Maggiore. Ed io che credevo ci fossero solo ville per matrimoni. Poi non poteva certo mancare il gin “biologico”. Se si deve bere bene lo si fa fino in fondo! Quindi da una minuscola etichetta possiamo risalire a tutta la filiera. Ecco, ho terminato con questo eccellente gin. La mia coscienza era tranquilla, la salute era rispettata… in fin dei conti era tutto biologico. Forse per questo sono uscita camminando dritta.


Rubriche - Cibografando

Percorsi emozionali nel pianeta cibo, con inedite visioni di dettagli imperdibili

a cura di

Francesca Brambilla

Collabora con grandi agenzie di pubblicità e
nel 1999 si specializza nel food. Tra le pubblicazioni: Dal Pescatore, La storia e le ricette della famiglia Santini; Joia, I nuovi confini della cucina vegetariana di Pietro Leemann; Il luogo di Aimo e Nadia, gusto e armonia; Enoteca Pinchiorri. Nel 2006 entra in società con Serena Serrani.