| |
|
|
|
| |
 |
|
|
| |
|
|
|
| |
Newsletter 71 del 02.09.2005
in un’Italia tutta lobby e lecchini, uno come Massimo Bernardi dà fastidio a tanti. Vi consiglio la lettura del suo blog, http://www.peperosso.info, perché, trascrivo dalla home page, in Peperosso “si esagera, che sia chiaro. Mai quanto altri. Tutti si prendono molto sul serio”. E quando succede “ci vuole Peperosso”.
Bernardi, come tutti, compresi coloro che non lo sanno o fingono di non saperlo, non è perfetto e infallibile ma i suoi interventi non sono mai banali e sovente danno fastidio, segno che colgono nel segno.
In questi giorni di sole e sabbia mi sono appassionato al gioco Scopri il ristorante: dodici immagini formato francobollo di altrettanti localissimi italiani, undici interni e un piatto (di Davide Oldani del D’O a Cornaredo poco fuori Milano). In palio per il vincitore un tavolo proprio da Oldani, un premio assolutamente teorico perché Davide non si è mai fatto vivo nonostante Bernardi sia il suo massimo, pur se irriverente, pi erre.
Il lettore Alberto Cauzzi ha individuato più insegne di tutti, ma non ha azzeccato l’ultima, quella che decideva il podio. E’ stata Mucca Pazza alias il Gastronomo Riluttante, http://ilgastronomoriluttante.splinder.com, a riconoscere il Caffè Groppi di Trecate in provincia di Novara.
Io, che ho pappato alla grande in tutti i posti fotografati, ho scoperto che li conosco soprattutto per piatti e ricordi, facce e sensazioni, non tanto per tavoli, sedie, finestre, arredamenti. In una foto, soprattutto se piccola, questione di 2 cm per 3, tutto si deforma, cambia, stravolge.
PepeRosso è un perfetto rimedio al trombonismo di tanti, compresi coloro che non ci pensano un battito di ciglia a criticare gli altri, ma che si offendono al primo banale appunto rivolto loro.
Paolo Marchi
p.s. Da ieri 1° settembre, nuova gestione e nuovo cuoco, Nicola Cavallaro, all'Ape Piera in via Ludovico il Moro a Milano. La nuova carta debutterà tra due settimane. Evviva.
|
|
| |
|
|
| |
- Fuoricasello, la guida per evitare tristi panini autostradali
I tre frattelli Longo, Paola, Giovanni e Osvaldo, sono i titolari a San Giorgio su Legnano in provincia di Milano dell’enoteca Longo, un mondo di specialità, 0331.402194, http://www.longospeciality.it, un mondo di specialità perché credono fortemente nella regalistica natalizia a cui dedicano un catalogo che è anche una bella rivista del vino e delle buone cose, con piccole chicche come l’intervista in coppia ai due produttori italiani più famosi al mondo, Piero Antinori e Angelo Gaja.
Ma ora merita di essere segnalata un’altra loro iniziativa, splendida. Creata una casa editrice, hanno redatto e pubblicato Fuoricasello, guida a «oltre 300 locali sicuri per mangiare bene a 5 minuti dal casello autostradale». In Italia ci sono poco più di 900 caselli autostradali, ne hanno selezionati un terzo scartando le grandi città come meta di una sosta, uno che va verso Bardonecchia, non esce per andare a pranzare in Torino. Così c’è ad esempio Melegnano ma non Milano, e Roma è rappresentata da alcuni satelliti come Maccarese-Fregene o tre uscite del grande raccordo anulare, in corrispondenza di Appia, Tuscolana e Aurelia.
È una guida fatta bene non solo perché verificata sul territorio (i testi sono curati da Josè Pellegrini e Davide Di Corato), ma perché offre un’alternativa vera e concreta ai grill autostradali. I Longo hanno capito che tutti quelli che percorrono un’autopista scelgono, per mangiare, un’area di sosta non per la qualità, ma per la comodità, per non perdere tempo a cercare chissà quale posto in chissà quale direzione. E una volta trovatolo, magari va pure a finire che mangia mediocremente, spendendo anche tanto.
Con Fuoricasello invece, ecco buone insegne garantite a pochi minuti dal casello (e non chilometri perché conta l’intensità del traffico, non la distanza in sé). Intelligente l’uso dei simbolini: accanto agli immancabili turni di chiusura, ferie, animali sì-animali no, la durata della sosta ordinando due portate (chi viaggia non si deve mai appesantire), il prezzo di massima per un primo e un secondo, l’orario della cucina perché l’Italia è lunga e varia e in Veneto non si vive sullo stesso fuso di Puglia o Campania. E ancora la possibilità di pernottare, il menù per bambini o, almeno, il seggiolone, il menù vegetariano, l’accesso per disabili...
Fuoricasello va richiesta direttamente all’enoteca Longo, costa 20 euro più di 5 di spese postali. Da non perdere. |
|
| |
|
|
| |
- La Puglia ha mille potenzialità ma poche vere stelle
Si chiama Buona Puglia. Presentata a inizio luglio a Bari, è l’Associazione dei Ristoratori e Albergatori di Puglia, di una regione che avrebbe mille spunti per impressionare per qualità e bontà e che invece si accontenta di un profilo basso come le sue linee all’orizzonte. Vivacchia, quando potrebbe vivere alla grande sfruttando il suo incredibile potenziale turistico. E se come me ad agosto, un giorno sceglierete come meta delle vostre vacanze il Salento più profondo, da Lecce in giù fino a Santa Maria di Leuca, la rabbia aumenterà in maniera esponenziale anche in voi. Gli ulivi… il mare, le spiagge e le rocce… le piazze e i tramonti… i fichi d’India, le melanzane e i rustici (sono dei fagotti imbottiti)… le mozzarelle e il cavallo (nelle pentole)… la schiettezza della gente come antidoto al trombonismo di tanti al nord, con tutti che al mercato, nei negozi, al bar ti accolgono con uno straordinario ciao signore, e a quel paese il lei, il voi e il non sapete quanto sono vip io.
Buona Puglia vuole essere, trascrivo dal pieghevole, “un’associazione di ristoratori uniti dal desiderio comune di conservare la tradizione gastronomica regionale e nello stesso tempo animati dall’entusiasmo di promuovere l’ingresso di giovani nel settore della gastronomia di alta qualità che in Puglia sta vivendo un vero e proprio rinascimento”. Purtroppo però, io questo rinascimento non l’ho riscontrato come movimento globale anche se bisognerebbe conoscere il livello a cui gli iscritti si raffrontano.
Mi sono trovato bene, scorrendo la lista degli associati, alla Strega di Palagianello (Taranto), 099.8444678, molto bene al Fornello da Ricci a Ceglie Messapica (Brindisi), 0831.377104, discretamente alla Casa tu Martinu a Taviano (Lecce), 0833.913652, ma ho avuto l’impressione siano mosche bianche.
Mi è parso mancare uno spirito di squadra, la voglia comune di perorare la causa della cucina delle Puglie. Sapevo dell’associazione, ma per trovarne traccia ho dovuto pazientare due settimane. Zero opuscoli e indicazioni a Palagianello il 15 agosto, zero a Taviano il 22, bingo dalla famiglia Ricci il 29, con Antonella Ricci e suo marito Vinod ottimi ai fornelli. Non è così che si fa crescere la cucina d’autore.
Notarelle finali: a Palagianello un espresso al banco 60 centesimi, cinque paste farcite di crema 1 euro ovvero 20 centesimi l’una, a Tricase tre chili di ottime mozzarelle di un produttore locale 18 euro, a Torre San Giovanni un ombrellone e tre lettini 19 euro al dì (ma la metà a luglio, considerata bassa stagione). L’Italia non è solo gli stabilimenti tutto vip e volgarità della Costa Smeralda e della Versilia. Verrebbe da dire per fortuna, se quelle del Salento non fossero fotografie di una profonda crisi economica.
Un dato per tutti: chi domenica 28 è rimasto intrappolato sull’autostrada Bari-Bologna dalla protesta degli agricoltori, si è sicuramente imbufalito (e a ragione) ma sapete quanto incassa un produttore di pomodori pelati al mercato generale di Foggia? 25 euro, al quintale e quando è fortunato. Tolte tutte le spese, restano 3 euro, sui quali dovrà pagare le tasse. Tre euro di ipotetico guadagno lordo per cento chili di pelati, utile teorico perché, a parte il prelievo fiscale, il 40% del raccolto quest’anno è rimasto sulle piante. Chi si era accordato per acquistarlo non ha onorato gli accordi (ha fatto il pieno in Cina?). Voi, al posto dei produttori di Cerignola, sareste rimasti sereni e tranquilli? |
|
| |
|
|
| |
- Domenica in Affari di Gola si parlerà di sale, Islanda e...
Affari di Gola, la pagina del Giornale che ogni domenica fa acquolinare i suoi lettori, dopodomani sarà dedicata ai sali marini che, raccolti in ogni angolo del pianeta, possono arricchire la nostra cucina e la nostra tavola. Lo spunto per fare un pieno di sale lo offre Cervia con la festa del sale che le darà sapore nel fine-settimana dell’11 settembre.
Barbara Silbe firma invece il suo viaggio goloso in un paese ai confini dell’Europa: l’Islanda. Su quest’isola molte leccornie suonano insolite a noi continentali, penso faccia piacere scoprirle per un prossimo viaggio o per semplice curiosità.
Quanto al ricettario che ogni martedì il Giornale offre in abbinamento ai suoi lettori, il 6 settembre sarà la volta, per la collana La Grande Cucina Italiana, di Colazioni e Brunch ovvero come migliorare ogni mattina la qualità dei primi bocconi e dei primi soccorsi.
Infine la rubrica Cibi Divini farà tappa a Uzes, delizioso borgo del Sud della Francia, per una cena ai Les Trois Salons, il locale di Peter Nilsson, trentenne svedese con una passionaccia per il calcio e una certa conoscenza dell’italiano grazie alla lettura della Gazzetta dello Sport. Il motivo? “Tifo Lazio da quando ci giocò Michael Laudrup”. |
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
|
|
| |
D.Lgs. 196/2003: Si informa che i dati
forniti saranno tenuti rigorosamente riservati, saranno utilizzati
unicamente da marchi di gola per comunicazioni
e resteranno a disposizione per eventuali variazioni o per la
cancellazione ai sensi dell'art. 7 del citato decreto legislativo.
Se vuoi essere rimosso dalla mailing list, manda un messaggio
vuoto a rimuovi@identitagolose.it
con oggetto RIMUOVI seguito dall'indirizzo di posta elettronica
da rimuovere.
Inviaci i tuoi suggerimenti a info@identitagolose.it |
|
| |
|
|
|