

Kunfunadhoo Island, Baa Atoll - MALDIVE
Telefono: +9606600304
GABRIELE ZANATTA
Se mai dovessimo disegnare un identikit del perfetto cuoco contemporaneo, questo avrebbe i tratti sorridenti di Alex Gares, a soli 32 anni executive chef del Soneva Fushi del gruppo Six Senses, uno spettacolare resort aggrappato all’atollo di Baa, sull’isola maldivana di Kunfunadhoo (copia e incolla quest’ultimo nome su google immagini, se hai coraggio).
Ai blocchi di partenza, ben prima di cucinare a piedi scalzi, il cuoco catalano indossava le scarpe comode: a 16 anni c’era da affrontare una lunga gavetta, subito nella forma delle insostenibili zaffate di un'insegna cinese a Barcellona. Ma poi, notato il talento, arrivò una collezione di peregrinazioni e referenze da brividi: Andoni al Mugaritz, Ferran Adrià al Bulli, Carme Ruscalleda al Sant Pau e Martín Berasategui a Lasarte, lo stesso signore da cui apprese a far girare come un orologio il ristorante Lasarte dell’Hotel Condes nella città di Gaudí, nel fondamentale quadriennio 2004-2008. Da qui la chiamata alle Maldive dove, checché se ne pensi, sabbia e mare gli appaiono ogni giorno come un miraggio lontano, visto che per farsi un tuffo deve prima scavalcare lo staff di 140 persone, le stesse che deve far rigar dritte tra sala e fornelli.
E la cucina? Signori, i miracoli si possono fare anche in un luogo in cui, quasi sempre, di fresco esistono solo granchi, noci di cocco e riso. In uno scenario commestibile in cui spesso il pesce ancora si muove sui banconi ma forse perché scosso di nascosto da shock elettrici, tipo film di Lino Banfi. A Gares piace farlo (e farlo fare) come nessuno da queste parti: organico, leggero e locale, tre aggettivi che calzano come un guanto al leitmotiv di Identità Golose 2010. Sul palco il catalano si porterà un caleidoscopio speziato e alleggerito di tradizioni gastronomiche indiane e cingalesi. Gambero al curry dove il curry è in insalata e l’iperclassico indiano del Kerala Green mango curry ma in versione dolce. Perché, altro che aviarie o suine, la vera pandemia d'oggi è l’avanguardia in cucina.