

Viale Regina Elena 49, 67036 Rivisondoli (L'Aquila)
Telefono: 0039.0864.69382
Email:
info@ristorantereale.it
Anni: 33
PAOLO MARCHI
Il Reale a Rivisondoli è il luogo delle favole golose di due fratelli, Romito il loro cognome, ai piedi della Maiella, più metri di quota, 1.310, che abitanti, 684. Poco più che trentenni, ritroviamo Niko in cucina e Christiana in sala. Il Reale una volta era un albergo. Quando aprì, nel 1911 come Appenninis Grand Hotel, era l’unico in questa zona di grande montagna e grande sci. Poi un giorno passò il re e l’insegna cambiò.
In epoca ben più vicina a noi invece, i mutamenti hanno interessato quella che nel tempo era diventata una pasticceria e che Antonio Romito decise di trasformare in un ristorante. Era il ’96, due anni e il suo sogno saliva con lui in cielo.
Niko, anni 23, scomparso suo padre, mollò economia a Roma e si inventò cuoco. Decisiva nella sua crescita un’esperienza da Caino a Montemerano (Grosseto). Oggi abbiamo uno dei più seri interpreti dell’alta cucina italiana, quella che attinge alle migliori materie prime per interpretarle secondo intelligenza creativa propria, senza scopiazzare le mode e senza rifugiarsi nei giochetti di prestigio per gonzi.
E tutto in un posto scomodo; dove, per il tipo di ricerca che fai, non vieni facilmente capito dai concittadini e dove i forestieri arrivano con il contagocce per le distanze da affrontare. Di lui ha scritto parole molto belle Fausto Arrighi, responsabile per l’Italia della guida Michelin. Quando gli ho chiesto il nome di un giovane su cui puntare per il 2008, mi ha risposto Romito per poi chiedersi: “Chissà perché proprio lui, pensavo rientrando dalle mie vacanze natalizie napoletane, in fondo di “bravi ragazzi” l’Italia della ristorazione ne annovera e non pochi e certamente farò torto a qualcun altro altrettanto bravo, ma la scelta è questa!
Ammetto che della sua cucina rimasi fortemente impressionato. La pulizia degli elementi tipico di uno chef che ha una forte sensibilità del palato, quel mix di creatività e di territorio che sono fondanti nella cucina moderna del nostro paese. Sublime la variazione d’agnello, ma anche la pasta ripiena tirata come solo le sfogline emiliane sanno fare.
“A questo punto mi sono chiesto: cosa può spingere un giovane ad aprire un ristorante gourmet lontano da tutto dove fuori stagione a parte i locali non passa anima? Scopro, in seguito a un breve colloquio, le ragioni di tutto questo. Sono come spesso succede le radici, l’amore per la propria terra, una storia di ristorazione che è tradizione di famiglia. Niko poi, è un mix di timidezza e serenità, per nulla arrogante, un viso solare e nei suoi occhi leggi la voglia di fare. Sono sicuro che è solo alla prefazione della sua storia”.